FRAGILITA’ DI SISTEMA


Tank Traps (Explored)

Image by Petur via Flickr

Le nostre tante fragilità rischiano di farci precipitare nostro malgrado. Le caratterisitiche d’individualità che contraddistinguono in positivo la creatività, le capacità, l’estro nazionale , rischiano in questa fase di globalizzazione di marginalizzarci , di ridurre il complesso sinergismo che riesce in periodi di crisi a tenerci a galla.  Le interviste di Squinzi e Bombassei , i due ex-contendenti alla presidenza di Confindustria offrono l’amara consapevolezza dell’incapacità di questa struttura di autodeterminarsi  rappresentare e quindi di poter imprimere al sistema spinte di espansione.

Un sistema che  negli ultimi 20 anni ha privilegiato le rendite finanziarie, immobiliari, pubbliche e private, mortificando  gli investimenti in ricerca, istruzione, formazione….Facendo in tal modo mancare quella fondamentale  integrazione strategica alle componenti di punta dell’economia italiana.  Si assiste a dibattiti alquanto inutili ed effimeri tra neo-keynesiani e liberisti che non tengono nel dovuto conto il ritardo politico-  culturale accumulato ed al quale molti di questi Soloni ,professori di economia in Università di terzo livello da chiudere domani , hanno contribuito.

Spesso ho trattato l’argomento del nanismo del nostro sistema d’impresa che si accompagna alla fragilità finanziaria, in quanto fortemente dipendente dal credito bancario. A questo enorme macigno che grava da anni sulla nostra capacità di crescere ed espandersi, si aggiunge un’imprenditoria che si é sempre contraddistinta per creare familismo ricco ed imprese povere. Esempio fulgido di questo essere” multinazionali a conduzione familiare” la Mapei stessa, l’azienda di cui é amm.unico il Pres. di questa Confindustria del “faz tot me”!

 Troppo spesso  non  si investe in modo continuativo nel business, ma si diversifica con scarsi risultati. Un mix che troppo spesso implode.

L’indebitamento delle aziende italiane, fotografato da Bankitalia, ha raggiunto nel 2011,  i 980 miliardi di euro. Come avevo previsto in vari blog dall’anno scorso, il nostro PIL nel 2012 sarà a -2.5%. Si calcola in 25 mila il numero d’ imprese che falliranno  nell’anno in corso, con un rischio di circa 550/600 mila posti di lavoro persi. Molti di questi non avranno ammortizzatori. La cassa integrazione opera solo oltre i 15 dipendenti. Gli investimenti lordi scenderanno all’incirca dell’11%. 

Gli ultimi provvedimenti del governo, se non altro, cercano di mettere a riparo le grandi aziende italiane, che in un periodo di bassi listini azionari rischierebbero di essere acquisite e smembrate da fondi d’investimento esteri, o estero vestiti.

Ma occorrerà ben altro per far ripartire il sistema.  Una patrimoniale mirata a me sembra l’unico modo per ristabilire una redistribuzione delle risorse che deve essere tutta  incentrata sul recupero di produttività e di creazione di posti di lavoro. Nell’arco dei prossimi 5 anni porterebbe  circa 150 miliardi di euro di denaro fresco da impiegare.  Anche se questo comporterà sofferenze, condurrà a maggiore efficienza. Altre soluzioni proposte non darebbero garanzie di cespite,ma soprattutto non offrirebbero  la riposta adeguata in termini temporali . 

Occorre davvero sfidare i potentati, gli interessi costituiti, le lobbies.  Questo governo può farcela perché é l’unico possibile e perché “non può cadere!”  Allora,  cominciamo a recepire la normativa europea sulle concessioni pubbliche che vincola a massimo 10 anni il loro periodo.   Basta con  i Benetton, i Gavio, concessionari rispettivamente di Autostrade e  MI-GE.  Adesso anche la A22 del Brennero sarà posta  in asta per una concessione fino a 50 anni!!!!!!

Inaccettabile, inverosimile che mentre si cerca di rendere efficiente e competitiva l’economia nazionale, si cianci di libero mercato , si “regalino” cespiti pubblici,   di carattere nazionale e  strategici dal punto di vista trasporti e comunicazioni, a famiglie che godranno di flussi di cassa enormi e potranno  in tal modo condizionare la politica regionale e nazionale .Così si continua a foraggiare quel sistema che condiziona il paese da 60 anni.   Mantenere privilegi degni dell’800  a famiglie che poi investono oltre il 50% del denaro guadagnato in Italia all’estero. I Benetton sono il secondo più grande gruppo latifondista in Argentina.Per non parlare del Gruppo Fiat. Lieto che dopo un anno il governo intervenga. Ma che lo faccia senza guardare in faccia nessuno e soprattutto chiarendo responsabilità e oneri!

Altro che proteste di Grillo&Co, di politichese becero ed ignorante, strutturalmente idonea a discutere di tutto senza mai  cambiare niente.Quel tipo di protesta che é confacente agli interessi dei grossi gruppi. 

Perché quelle 80 famiglie che controllano  il 70% dell’economia nazionale, stampa e risorse economiche , sono intoccabili, per non parlare della chiesa cattolica che, guarda caso, ripropone con l’ultimo discorso del “ex generale” Bagnasco, la compatta presenza della cosa bianca, dei cattolici nella politica nazionale.  Dobbiamo liberarci da questi fardelli, di questi parassiti istituzionali che sono pesanti e vivono sulle spalle dei cittadini italiani .

Che occupano grazie a leggi elettorali truffa i seggi parlamentari. Occorrono una serie di riforme di ampio respiro. Non stupide ed infantili proteste del tipo IDV che ormai hanno perso quel carattere di giustizia sociale che le distingueva per approdare a futili diatribe personali. 

Riforme del tipo adottato per il sistema giustizia, o quelle concernenti il numero e l’organico delle province.Occorreranno 2 anni affinché siano a regime e diano i loro frutti, ma finalmente si cambia. Adesso é il momento per il governo Monti di mettere le mani sul Privato! E quando dico privato intendo quell’immensa nebulosa composta dalle aziende partecipate, regionali, comunali e miste che bruciano enormi risorse finanziarie con ben poco profitto. Quel sistema tenuto in piedi dal sistema politico per finanziarsi. Abbatterlo significa liberarsi dai gioghi della politica territoriale fondata sull’incompetenza per creare opportunità reali.

L’Italia ha assoluta necessità di mettere in piedi una seria strategia di sviluppo, di modernizzazione, una politica industriale degna di questo nome che non può essere lasciata nelle mani d’incompetenti, né tanto meno di imprenditori che sono capaci d’intraprendere solo con il denaro pubblico.  C’è bisogno di integrazione sociale, non di scontri etrodiretti  da pseudo partiti.Di  un serio e nuovo patto sociale tra capitale e lavoro.                  

Incentivi che abbattano i costi gravanti sul lavoro per tutte quelle aziende pronte ad investire e creare posti di lavoro. Nei prossimi 3/5 anni l’Italia si gioca il suo ruolo di media potenza , di secondo paese manifatturiero in Europa. La crisi sarà lunga. Non si può seriamente pensare di uscirne se non espandendo il mercato interno. Non si può certo credere di riuscirci se non creando posti di lavoro che conducano a maggiori consumi.                                 La ricchezza seria e presente delle famiglie italiane deve essere convogliata, diretta verso impieghi produttivi, non verso immobilizzi residenziali. Dei circa 9000 miliardi di euro di ricchezza privata, che ci rendono il quarto paese più ricco al mondo, circa 5000 sono investiti in immobili. Molto di ciò deriva da eredità che oggi non sono pressoché tassate.

 Ovvero non creano ricchezza, ma solo rendita che a sua volta non contribuisce ad accrescere l’economia nazionale, se non  minimamente.          E qui siamo all’altro grande passo da fare. Rivedere in profondità la legislazione sulle Fondazioni bancarie.Rivedere il ruolo e le funzioni della Banca nell’era moderna della globalizzazione  e dell’abbattimento delle frontiere. 

Una legislazione, quella creata,   da un’ ideologia  da “rentiers”, tesa a mantenere lo “status quo”!  Con aiuti fiscali immeritati, in quanto non sottoposte a selezione e regole precise d’ investimento. Ancora una volta togliere la” longa manus” della politica dai consigli di amm. delle Fondazioni sulle quali gravano forti dubbi di serio comportamento etico-morale, quando non di professionalità e competenza “tout court”. 

Infine , ma non perciò meno importante, occorre recuperare a livello sociale il senso della legalità, della giustizia, della meritocrazia. Voi penserete che c’entrano. Eccome. Quando un buffone , che ci ha rappresentato per 17 anni si permette di non presentarsi di fronte alla magistratura che lo indaga per oltre 12 processi aperti  a suo carico e del suo gruppo ,si comprende quanto in basso sia caduto il senso di responsabilità, morale ed etica. 

Queste due componenti, etica e morale, sono fondamentali, pur se non economiche, per lo sviluppo armonico, la crescita del paese.  Occorre abbattere l’ignoranza ancora pesante che regna sovrana a vari livelli . Lo sviluppo non può mai essere solo produttivo ed economico, ma necessita di una metamorfosi culturale che rappresenta  il vero elemento differenziante e di lungo respiro. 

Buona vita a tutti

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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5 risposte a FRAGILITA’ DI SISTEMA

  1. exult49 ha detto:

    No Sion non condivido affatto. Le incapacità di molti , non sono responsabilità di tutti. Resto comunque convinto che ciascuno possa dare il suo contributo. Il nichilismo, la dottrina Nietzche, non mi ha nai attratto.Al contrario da ateo quale sono e fiero di esserlo, ho più fiducia negli uomini che in qualsiasi feticcio di divinità. No, l’Italia in quanto tale non farà boom. Il mio augurio é che la stupidità e l’egoismo di molti abbia fine. Qualche dubbio circa la capacità di molti miei connazionali la nutro, ma resto ciònonostante ottimista. Il pensiero che una ulteriore massacro possa rappresentare un lavacro, ripulire il sistema é un’altro sogno macabro. Dalle origini si é detto e ripetuto che i genocidi non si ripeteranno. Dal nazismo siamo passati alla Serbia, al Montenegro, Al Ruanda alle fosse comuni dello Sri Lanka.L’umanità non apprende.Quindi non resta che viverla perciò che é ….Buona vita.

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  2. Sion ha detto:

    Salve devo dire un bel blog questo.Cio che scrivi e’ la pura sacrosanta verita.ma dimentichi una cosa questa e’ l’italia il paese dei balocchi la nazione del malaffare dove l’occasione fa l’uomo onesto.Credi in una ripresa ne descrivi i modi ma sei sicuro che ci sia la volonta x farla?
    E’ in corso un vero e proprio attacco sistemico all’italia (tra alluvioni e terremoti “provocati”, lamborghini e ducati goodbye fiat idem valentino all’rabia parmalat ciao ciao bulgari non di meno. Spread alle stelle 4 volte superiore al rifinanziamento del debito tedesco. imprenditori Suicidi-omicidi di stato, stipendi medi da fame. Pressione fiscale al 54% piu di mezzo anno lavori x lo stato. Ma dove vuoi andare in queste condizioni. l’italia presto fara boom.
    La guerra economica che e’ in corso mietera piu vittime della seconda war mondiale.La storia ci insegna che il tutto sfociera’, come tutti i grandi periodi di crisi e di depressione economica, in una guerra reale come atto finale.

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  3. exult49 ha detto:

    Ciao ti ringrazio della fiducia,ma ho troppa disistima nella politica italiana, da decenni ormai nelle mani di faccendieri, venduti, quaquarqquà ,cattolici opportunisti,radicali fascisti, socialisti ladri, forza italioti criminali, pdiessini in via d’estinzione. Restano alcune individualità. Ma il classismo indelebile nella nostra società, il familismo cronico impediscono ogni progresso. Le persone intelligenti e preparate stanno distanti , alla larga da questi mezzi uomini. Vanno all’estero, si misurano altrove, dove non esiste l’acquario dei soliti mantenuti e foraggiati. Ciò che seriamente mi angustia é sapere che per i prossimi anni i nostri migliori giovani saranno costretti ad emigrare.Uno sfascio sociale di enormi proporzioni:42% dei laureati non trova lavoro. 36.2% dei disoccupati sono sotto i 25 anni. Che schifo di paese é mai questo……….Se mi batto é per loro.

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  4. bortocal ha detto:

    quando fondi un movimento politico? mi iscrivo!🙂

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  5. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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