DEMOCRAZIA, ELITISMO, CORPORATIVISMO


 

 

Rientrare dopo poco più di una settimana 

Monti Sibillini

Monti Sibillini (Photo credit: Sgobbone)

dall’estero e ritrovare gli stessi temi di discussione e confronto sulla stampa italiana é un elemento di riflessione circa la capacità di progresso e  risoluzione dei problemi del nostro sistema politico-istituzionale.  Processo d’ integrazione europea?  Certo quanto a capacità decisionali , di leadership politica , di credibilità “tout court”, il problema é nostro. Ed è in gran parte costituito dal nodo gordiano della selezione della classe politica, essenziale. Le parole espresse dal  presidente del partito liberale  tedesco, FDP, Bruederle  , sono inequivocabili  “:gli inenarrabili anni del berlusconismo hanno reso soffice il senso della democrazia in Italia” ! Non voglio neanche citare le allusioni pesanti del falco del CSU bavarese ,Dobrindt,  il  partito dei cattolici ferventi , quello che dovrebbe essere il maggior alleato del PDL italiano. Ma riprendendo gli elementi di fondo del mio blog precedente,   Eppur si muove , si ritrovano intatte le ragioni di una tale levata di scudi contro le parole di Monti. L’estrema fragilità della coalizione governativa tedesca battuta da tre anni a questa parte dall’opposizione socialdemocratica e dei verdi in tutti i landers,    mette allo scoperto la durezza dello scontro. Non per niente i più duri nei confronti di Monti sono di fatto i partiti governativi, molto meno i socialdemocratici.

Ma veniamo al punto. In Germania,e poi a ruota in Italia,si é criticato Monti per aver espresso un concetto estremamente corretto. Chi governa ha come obbligo primario, in quanto ha  ricevuto il mandato dallo stesso parlamento, di impostare una politica e perseguirla con continuità e nella quotidianità. Ma ancor prima deve possedere , o almeno si spera , una visione strategica di ciò che quella comunità e quel paese saranno in divenire nell’arco dei 5/10 anni futuri. Non per niente il buon Monti affermava che i veri statisti pensano alle nuove generazioni. Il problema é che oggi nella mediatizzazione della politica si perde il senso del medio-lungo termine per consacrarsi principalmente al “day by  day”.

Il susseguirsi di elezioni regionali, nazionali, fà spesso perdere di vista l’azione e gli obiettivi  finali . E’ il caso oggi della leadership mondiale. USA, Germania, Italia ecc.  Quando si pensi che in USA oggi per l’elezione presidenziale  ,o meglio per la campagna elettorale, siamo giunti a 1300 milioni di dollari di”donazioni”  in gran parte fatte   da quelle multinazionali   che poi determineranno con i loro dixtat la politica governativa.  E’ questo il modello di democrazia a cui vogliamo ispirarci?Le Repubbliche presidenziali dando maggiore peso all’esecutivo accrescono la rapidità delle decisioni, ma  non la democrazia!

Le democrazie parlamentari  offrono   un mix di rappresentanza  e di governo che esprime   il meglio quando la legge elettorale ed il funzionamento dei tre poteri legislativo, esecutivo e giudiziario riposano su rispetto reciproco e parità di poteri. Non é oggi il caso italiano. In primis poiché da ormai più di un decennio le leggi elettorali sono divenute strumento delle formazioni partitiche . Intendo dire che attraverso le composizioni/ scomposizioni  del territorio che vanno a formare  la costituzione dei seggi,si utilizza la demografia ed il censo per predeterminare il risultato finale. Ciò a prescindere dal sistema proporzionale, o meno utilizzato. 

Ma senza voler addentrarsi in una considerazione /valutazione dei sistemi , proporzionale, a doppio turno, uninominale, con ,o senza premio di maggioranza” quello che non viene divulgato , ma é evidente nella composizione di questo e degli ultimi 3 Parlamenti é la traslazione del potere economico in potere politico” !

Cioé il fatto che oltre la metà dei parlamentari italiani , quasi i 2/3 tra deputati e senatori,sono eletti non solo dalle segreterie dei partiti, ma soprattutto dai poteri delle lobbies che assicurano ai partiti il loro sostegno. Confindustria attraverso le sue settorialità può contare su oltre 100 deputati e 30 senatori. Poi é il turno delle professioni liberali 60 /30, poi delle cooperative e  dei sindacati 50/20  e potrei continuare …..

Allora parlare di  democrazia é assai azzardato. Il Parlamento italiano oggi non rappresenta il popolo . Mi dispiace,ma così é . Siamo seri. Lo rappresenta da un punto di vista formale, ma da un punto di vista sostanziale i parlamentari eletti non dipendono dagli elettori , non appartengono di fatto al loro collegio, ma alle camarille che gli hanno assicurato il voto ed il seggio ed a quelle rispondono!  Questa é un’analisi tecnica!Non si elimina un tale sistema con le  proteste , ma con leggi mirate che impediscano finanziamenti occulti, divulgazione delle dichiarazioni dei redditi degli eletti e del loro voto ,ecc.ecc.

Mi sento in tal senso di difendere Monti quando afferma che la visione governativa dever assicurare  il futuro. Al   Parlamento é assicurato il potere di sanzionarla , o approvarla , non di esercitarla! Ora é chiaro che ai tedeschi poi viene in mente il modo in cui il potere politico/economico é esercitato di fatto in Italia e viene loro spontaneo il ricordarci che dopo 17 anni di Berlusconi ed ancor prima, le casse dello Stato sono servite  a tutto , ma   sempre  a costi esorbitanti.  

Il potere di controllo e l’esercizio di quest’ultimo, é compito di un governo serio che abbia a cuore  il benessere dei cittadini e la gestione del denaro pubblico. E purtroppo su questo punto, con  delle finte autonomie, noi da anni siamo in difetto.  Quanto ai tedeschi, sono convinto che alla fine, se non vogliono essere travolti dalla crisi, dovranno ,anche loro,  cedere quella sovranità relativa alla finanza e budget che sola può rendere possibile l’attuazione   di una maggiore integrazione politico-economica  dell’Europa.

La Bundesbank dovrà, ancora una volta, abdicare alle sue prerogative.            La Corte Costituzionale tedesca dovrà dirimere la controversia sui poteri di attribuzione, alla faccia dei politici conservatori cattolico-liberali  che sperano  puntando su una levata di scudi. Saranno delusi.                                       Il perché é presto detto. Il trattato di adesione ed i successivi addenda alla U.E. prevede una graduale devoluzione dei poteri dei singoli Stati nazionali. Su questa base il rigetto sarebbe in profondo contrasto con i trattati ratificati dalla Germania Federale prima e dopo l’unificazione.

E’ perciò impensabile che la Corte si ponga in contrasto con i trattati precedenti. E’ altresì vero che tutta questa cortina fumogena sia oggi messa in opera da quei partiti che hanno mal governato la Germania negli ultimi 4 anni. Prima i governi della grande  coalizione , poi l’attuale,  hanno governato il paese senza una visione che andasse al di là del quotidiano , ma  soprattutto del fatto che, pur con i suoi 92 milioni di abitanti,   la Germania rappresenta meno di  1/4 della popolazione UE.

Che grazie alle sue esportazioni in quest’ area (63%) riesce a mantenere il suo status economico. Che la sua società é ormai, come l’italiana, ostaggio dell’invecchiamento demografico, alla quale la classe politica non ha prestato attenzione ed oggi é assillata dal pagamento del welfare futuro.                           Che l’unificazione ha prodotto effetti positivi nei 20 anni trascorsi, ma oggi produce scorie e problematiche di convivenza difficili da risolvere.                   Che il potere economico in Germania é più incline all’integrazione di quanto lo sia il ceto politico. Ecco , per tutte queste ragioni e tante altre la questione sarà risoltà. Da loro.

Da noi é tutto da vedere. La legge elettorale non c’é . La destra resta becera ed ignorante, poujadista ed irresponsabile. La sinistra é ancora incerta e non suficientemente coesa. Il rischio é il caos. L’instabilità tipica di un paese che non riesce a darsi una visione  strategica d’insieme  ed i mezzi per realizzarla.  Da liberale libertario  mi auguro che si riesca ad uscire dal politichese , dalla politica dei buffoni.  Per giunta anche Di Pietro si é aggiunto alla lista dei capipopolo. Non bastavano i Bossi , i Berlusconi, i Grillo,anche Di Pietro cerca la scia della visibilità data dal populismo, dalla protesta inconcludente che é telecomandata dalle “famiglie “, dalle corporazioni.

Quelle che dopo le elezioni continueranno a declinare il potere come  hanno sempre fatto. La protesta é il male maggiore. Occorrono riforme , riforme serie che facciano male a tutte le classi socio-economiche, senza distinzione, affinché siano equanimemente distribuite. In particolare a quelle 80 famiglie vedi ad es. i  Riva che, con un fatturato di 2 miliardi di euro di fatturato annuo  e 20 anni di inquinamento ecologico profondo, si rifiuta di pagare 5 milioni di euro per iniziare la messa in sicurezza ambientale degli impianti dell’Italsider! Basta.

Un governo che si rispetti interviene ed  impone  così come dovrebbe nel caso Fiat per non soggiacere ai ricatti. .Gli mpianti non chiudono , ma il piano di risanamento deve essere a carico dell’azienda , non dello Stato.            Democrazia, é un sostantivo che può essere declinato in vari modi, ma non può essere un “passpartout” ad uso e consumo di una qualsivoglia minoranza.

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a DEMOCRAZIA, ELITISMO, CORPORATIVISMO

  1. Pingback: 395. perché anche nel 2013 annullerò la scheda. « Cor-pus

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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