OTTIMIZZAZIONE DEI PROFITTI, SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE


Non posso esimermi dal commentare in due volets il finto ritorno del buffone di Arcore.          Con i 173 milioni di euro di fideiussione propria al Popolo delle Libertà a rischio ed i 64  milioni di buco di questa formazione politica, é legittimo per il proprietario di quel partito chiudere la propria creatura e cambiare nome. Certo, se non fosse che in tal modo, ritornando alla creatura primaria, Forza Italia, i futuri rimborsi elettorali saranno puro profitto netto e andranno a compensare il buco dei 64 accumulati .  Questa é una delle ragioni fondamentali non dichiarate dell’attivismo del nostro!Quanto poi all’ “imenoplastica”  desiderata dal protettore per la sua creatura , il consigliere alla Regione Lombardia , é quanto meno specioso il ritenere che la verginità politica possa ricostituirsi , dopo il gravame di responsabilità che lo attanaglia ed inchioda. Ma tant’é,  in questo paese dove la cattolicità , il cattolicesimo sono usati come i pannicelli caldi per ogni e qualsiasi nefandezza commessa, é del tutto normale l’ex ministro Rotondi proponga al padrone del partito di affidarglielo per ricostituire il partito dei cristiani.  

Se davvero lo fossi, da cristiano mi sentirei profondamente offeso da questi accattoni di cattolici che, nonostante la riforma e controriforma,  secoli passati , continuano a comportarsi senza alcuna decenza nei confronti di quel credo che ad ogni piè sospinto proclamano. Da protestante li abiurerei come cristiani.

Ma lasciamo perdere, come ho già avuto modo di scrivere “Hic sunt peones”!                     Un’altro fulgido esempio di questo comportamento, tipico della società italiana, é la situazione economico-finanziaria della Regione Sicilia. 5 miliardi di buco. Un organico di dipendenti spaventoso, fondato su alleanze ed anomalie tipiche di quel comportamento mafioso che da decenni é stato tollerato dai governi nazionali poiché fucina e laboratorio di compromessi politici . Pensate il solo Lombardo , ultimo di quella casta di boiardi di Regione, ha ultimato 100 nomine di funzionari negli ultimi 10 gg. . E pensare che poco prima delle elezioni amministrative il povero Monti aveva dovuto cedere al ricatto di quella protervia inviando a copertura di interessi e per pagamento degli stipendi,  12 milioni di euro,  sottolineando che era l’ultima volta. E a Monti va riconosciuta la serietà che merita. Adesso basta. L’autonomia di cui godono le Regioni a Statuto Speciale, a mio modesto avviso, deve essere riveduta e corretta dal punto di vista degli obblighi e tenuta dei conti , per quanto attiene la copertura delle spese ed il controllo preventivo dei budgets.

Non é accettabile che all’autonomia giusta ed insindacabile di alcune parti del territorio nazionale, non corrisponda un giusto limite ed insindacabili sanzioni amministrative e/o  penali qualora ne ricorrano gli estremi. L’unica misura possibile attualmente  é il Commissariamento.  Inqualificabile. Poiché nel frattempo e negli anni si accumulano debiti e situazioni di gravame che peseranno sull’intera comunità nazionale , come é il caso della Regione Sicilia oggi. Autonomia politica non  deve essere confusa con assenza totale di responsabilità .                        Il controllo budgetario non deve essere praticato ex post , bensì ex ante. La Corte dei Conti deve poter dare il proprio benestare alle spese prefigurate affinché possano essere in linea con i conti dello Stato. Una tale visione non é certo il disegno di un cultore della centralità dello Stato. Al contrario , nei loro limiti le Regioni hanno il diritto di  allocazione delle risorse , ma lo sforamento può essere previsto e concordato solo a fronte di determinate esigenze!

D’altronde l’auspicata integrazione europea per quanto attiene  alle finanze e budgets governativi dell’Europa dei 17 và in questa direzione. Sarebbe quanto meno idiota avere regioni appartenenti a quegli stessi Stati godere di autonomia di spesa completamente fuori da ogni controllo. Quanto poi alla reale sostanza é vomitevole constatare come, a 50 anni da quell’autonomia , quella Regione sia ancora politicamante in uno stato comatoso, con il più alto indice di povertà nazionale ed un degrado civile che non ha eguali in Italia ed in Europa.   Miliardi che sono stati gettati al vento da intere generazioni di classi politiche indegne. E’ ora di darci un taglio. Chiudere la stalla , pur sapendo che molti buoi e cornuti ungulati se la sono cavata. Ma almeno chiudiamo quella cloaca una volta per tutte.

Fiat.  Altro fulgido esempio di ottimizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite.          Dopo aver massacrato il brand image della fabbrica di automobili degli italiani, dopo aver illuso con investimenti futuri , che mai si realizzeranno,  per errori vistosi da parte del management in termini di previsioni di mercato. Si voleva nel 2009 condurre la Fiat alla produzione di minimo 6 milioni di auto, pena la fuoriscita dal mercato! (sic) . Oggi si indica che almeno due ulteriori stabilimenti italiani sono a rischio. E’ ora che il Governo si occupi seriamente di questa faccenda. L’automotive , cioé il settore di tutto ciò che comprende la fabbricazione di manufatti per l’industria dei veicoli é a rischio. E’ un patrimonio nazionale , un indotto manifatturiero di assoluta eccellenza, non come quella del Formigoni legata alle relazioni incestuose tra privato cattolico e pubblico consenziente. No,  eccellenza vera,  fatta da centinaia di migliaia di artigiani.

Ci stanno defraudando ,  ci stiamo depauperando come made in Italy .   Perdiamo pezzi insostituibili per incapacità imprenditoriale, per mancanza di strategia, per assenza di divisione d’insieme,  di politica industriale . Non sappiamo mettere a frutto a livello distributivo i marchi di cui disponiamo. I nostri imprenditori si limitano a venderli ai maggiori key clients. Così arrivano i grandi della distribuzione ed organizzazione dei prodotti ad alto valore aaggiunto e se li portano via!   Vedi i grandi della distribuzione , tipo LVMH , o l’insieme di Mr. Pinault.

Il made in Italy é vero , stà tirando nel mondo.     Peccato che quel made in Italy non sia più proprietà nazionale , o degli italiani.    Nella moda , il più recente marchio ceduto , Valentino, ma anche i Gucci , i Ferré ecc. ecc.-  Lamborghini e Ducati alla Audi-VW-  Altro che discutere di mercato del lavoro , di fare convegni su produttività ed investimenti . Il lavoro c’é , e l’indotto é di alto valore , basta con il far avanzare  il deserto dei soloni  della Fiat, sottraendo lavoro e capacità alla seria e buona economia.  Il Governo metta  Marchionne ed Elkann davanti alle proprie responsabilità richiedendo risposte definitive.  Fiat potrà investire dove vuole, ma l’Italia é libera di concedere a qualunque altra casa costruttrice le stesse guarentigie e facilitazioni  di cui Fiat ha goduto per 50 anni. Basta con questa casta d’imprenditori capaci di far impresa solo come razza  protetta da lacci e lacciuoli. La concorrenza di cui parlano vale solo per gli altri, non per loro! Ed unn  richiamo alla realtà di mercato anche per le parti sociali. In Germania siedono nei C.d.A. Se provassimo anche da noi. Non concertazione , ma condivisione di ruoli ed obblighi. Forse andrebbe meglio!

Last ,but not least, veniamo agli scandali che ormai da un triennio sia assommano ed accavallano nel mondo della finanza.  Prima fu J.P. Morgan che ad oggi ha messo assieme un buco da 7.9 miliardi di dollari ed ancora non si é visto il fondo. E’ stata poi la volta di quel colosso britannico , Barclays , che specula con il denaro prestatogli per salvarsi dal governo britannico. Con la supervisione di quel connivente che é il governatore della Bank of England , oggi sottoposto alla gogna mediatica da un Parlamento inglese che sembra non aver compreso l’estensione della truffa . Ed oggi lo scandalo della HSBC ..Altro colosso attraverso il quale le autorità americane e britanniche hanno praticato la più sporca ripulitura e biancheggio che la storia conosca;  dai fondi del narcotraffico messicano , alla vendita di armi nei più disparati paesi africani. Viene da piangere , o ridere al pensiero di quelle agenzie di rating di stretta osservanza americana , salvo Fitch, che continuano , anche dopo lo scandalo Lehmann Brother’s a valutare la finanza europea considerandola critica, quando in casa hanno la peste.

Lo stesso Draghi , in una recente audizione,  ha dovuto elencare  quali sono le vere pratiche di questi colossi della speculazione internazionale. E lui , come ex Presidente della Goldmann&Sachs Europa , questi comportamenti li conosce e li sa valutare appieno.       Ecco che allora risulta davvero esiziale per la U.E. mettere mano alla costruzione di un’agenzia di rating europeo che possa esprimere con cognizione di causa , avendone piena informazione e controllo dati , valutazioni scevre da interessi nazionali, competitivi e di parte.

Buona vita a tutti.

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Una risposta a OTTIMIZZAZIONE DEI PROFITTI, SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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