LA DIFFICOLTA’ DELL’ESSERE NORMALI


Rome, Piazza del Popolo, Obélisque et églises ...

Rome, Piazza del Popolo, Obélisque et églises Santa Maria (Photo credit: Wikipedia)

Sembra proprio che di questi tempi sia un’esercizio pressoché impossibile per noi italiani. Le difficoltà economico-finanziarie alle quali siamo confrontati certo non aiutano. Le incertezze circa il futuro non solo individuale , ma collettivo, con il corollario dell’occupazione delle nuove generazioni, stanno lasciando dei solchi profondi . Eppure sembra che, a fronte di tutto ciò, le solite nefandezze di una classe politica , sempre quella , abbiano la meglio sulle pagine dei quotidiani.

Il pensare che dopo 17 anni di malgoverno , dopo le umiliazioni subite negli ultimi  tre anni  a livello planetario , il” ricco parvenu” italiano  che incarna nell’immaginario collettivo  planetario il buffone, ovvero l’antitesi di ciò che dovrebbe rappresentare un primo ministro,  si ricandidi,  fà meditare circa la normalità!   Adducendo fantasmagorici sondaggi, come quelli che  gli venivano forniti più di un decennio fà dal fido Crespi, si ripete  la saga dell’uomo della provvidenza…..

 Certo questa mossa politica non deve essere presa sul serio, l’uomo è un burlone, e della burla é maestro. L’intento, non essendo stupido, non é quello di realmente candidarsi, in quanto, lui per primo , sà perfettamente quale ne sarebbe il risultato.  No, serve a sparigliare all’interno del suo partito coloro che lui considera i servi non riconoscenti.  Serve a mantenere un controllo finanziario su quella natura che é Forza Italia. Una creatura politica che da sempre é “cosa sua”  nel senso  del Verga “roba sua ” .Non solo politico  finanziario, ma anche e soprattutto di gruppo di sodali da lui stesso selelzionati ed incaricati nei vari gangli .  Questo in fondo é il berlusconismo.

La capacità di relazione che riesce, in una società profondamente familistica ,direi ancora  quasi tribale , a consolidare ed espandere il potere acquisito attraverso scambi continui di favori.  Il vero potere, in senso tipico italiano, é quello di poter contare sulla benevolenza del padrone di turno.    Su questa costruzione e ramificazione che ancor oggi, e per almeno un quinquennio a venire,  si fonda la capacità, la forza del gruppo di potere che controlla il paese. 

All’esterno del “suo” partito, l’obiettivo che si prefigge il” nostro” é quello di poter negoziare dal punto di forza migliore la sua definitiva uscita dalla politica attiva.  Cioè restando  possibilmente il “deus ex machina” di questa accozzaglia di generi che si definisce la destra in Italia. Una destra arraffona, peracottara che ha perso il senso della storia e della sua identità.                Intendo con ciò affermare la differenza sostanziale tra destra populista e destra liberale.   Vedete quando si pensa al governo Monti, tutto si può pensare fuorché sia un governo di sinistra , o centro sinistra.  Sì un governo di tecnici, ma che si fonda su un’ideologia centrista , o di centro destra. 

Bene un tale governo dovrebbe essere al 100% supportato da una destra capace di discernere e riconoscersi. No, il principale oppositore  alle tenui riforme  proposte dal governo Monti é proprio il Popolo delle libertà  ed il caravan serraglio di quei parlamentari che ancora oggi costitutiscono la maggioranza parlamentare.  La ragione di una tale dicotomia tra la destra italiana e  quella europea del Partito Popolare risiede nel fatto che questa destra si compone di “rentiers” cioé di personaggi che , grazie al potere acquisito, godono ed hanno goduto di privilegi ai quali non solo non vogliono rinunciare , ma che soprattutto desiderano in ogni modo mantenere.

Rendite di posizione oligopolistiche, dal settore dei media e telecomuncazioni, a quello dei trasporti, alle concessioni  statali,  a tutto quello che rappresentano le Fondazioni bancarie con i loro corollari di aziende  municipalizzate, per non parlare di quelle regionali.                            Ecco che allora ci ritroviamo con un primo ministro, Monti, che rappresenta la destra liberale europea di estrazione borghese, di cultura quasi vetero asburgica, che viene sostenuto da PD ed UDC .  Difficile da comprendere .

Ovvero una destra becera , incapace di riconoscere e riconoscersi in un suo figlio eletto,  che invece viene sostenuto da un centro sinistra  per evidenti ragioni di primario interesse collettivo a fronte della possibilità reale di trovarsi nel baratro di una crisi nazionale che  cancellerebbe 50 anni di progresso e welfare.

Lo stesso paradigma può essere evocato dalla situazione sindacale che si confronta con la maggiore crisi dal dopoguerra. Quando si vedono certe similitudini di pensiero ed interpretazione  voluti , o meno,  tra Squinzi e la Camusso, si ha chiaro il senso della difficoltà dell’ essere normali. 

Non che in periodi come questi non si debba discutere, dialogare e trovare punti d’intesa. Al contrario. Quando Monti si scaglia contro la concertazione, occorre prestare attenzione a ciò che intende.  Lui si riferisce a quella ripartizione sottotraccia dei costi sociali che per molto tempo é stata la politica italiana .  Ovvero quei costi sociali che ci hanno condotto al deficit su PIL che oggi combattiamo. Mi riferisco a quella politica democristiana e craxiana  che nell’intento di ottenere la pace sociale non faceva pagare alle imprese i costi loro attribuibili , addossando alla Stato , cioé a noi tutti, la competitività che non avevano  .Vi ricordate le svalutazioni competitive?   Cosa ne é stato? Certo, abbiamo incrementato le esportazioni per un quinquennio, ma nessun investimento é stato fatto. Molti di quei denari sono rimasti all’estero  e ci siamo ritrovati con inflazione  a due cifre.

Oggi gli stessi personaggi , propongono il ritorno alla lira adducendo gli stessi benefici. Ottimizzazione dei profitti, socializzazione delle perdite!   Questa la logica perversa di imprenditori incapaci e rapaci.  Di una Confindustria connivente ed incapace di fornire modelli valoriali positivi.            Di un sistema produttivo che é stato volutamente mantenuto in condizioni subalterne in  dimensioni di nanismo.                                                                              E soprattutto senza investimenti adeguati all’evoluzione dei mercati di riferimento. Oggi restiamo, dopo la Germania,  il secondo paese manifatturiero in Europa, ma con forti disequilibri sia per la presenza in settori a basso valore aggiunto, sia per l’incapacità a fare sistema.

L’incapacità è la responsabiltà equanimemente condivisa tra governi , confindustria ed associazioni di categoria che non hanno saputo e voluto  programmare, progettare , realizzare una seria politica industriale. Cioé l’incapacità di decidere su quali settori puntare , su quali modelli investire, su quale tipo di paese vogliamo diventare. 

Purtroppo la stessa questione  si ripropone sul piano politico.                              Il populismo ama lanciare anatemi , scontri, distinguo sui quali lasciare il popolo dividersi per poi delegare alle élites , o supposte tali, il compito di scippare al popolo le vere decisioni, quelle che contano.                                   

Ecco la normalità  e la difficoltà connessa,  sono l’esatto contrario delle discussioni sul sesso degli angeli. Discutiamo, riflettiamo e cerchiamo soluzioni  che possano essere definite le meno peggio rispetto alla realtà che ci troviamo dinanzi. 

L’essere normali non é altro che la presa di coscienza dei nostri peggiori  difetti a livello indivinduale e collettivo. La ricerca di migliorarsi, la volontà di superarsi. Mi auguro che, anche coloro che  la pensino diametralmente all’opposto di quanto da me sostenuto, possano concordare sul fatto che é l’ora di cambiare.  Non con propositi tutto e subito, tutto , o niente, ma in una logica di riformismo serio e costruttivo che ponga all’indice personaggi indegni come coloro che ci hanno governato per anni raccontando frottole.

Buona vita a tutti. 

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in politica-economia, Politics e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a LA DIFFICOLTA’ DELL’ESSERE NORMALI

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.