LIBIA, ELEZIONI E FUTURO


Map of the three . After independence in 1951,...

Map of the three . After independence in 1951, until 1963, Libya was divided into three governorates (‘): , , and . Español: Mapa de las tres governorates de Libia: Tripolitania, Fezzan, y Cirenaica. Français : Carte de les trois governorates de Libya. (Photo credit: Wikipedia)

English: Orthographic map of Libya Español: Ma...

English: Orthographic map of Libya Español: Mapa Ortográfico de Libia (Photo credit: Wikipedia)

La Libia, dopo Tunisia ed Egitto, affronterà domani per la prima volta dal 1957 le prime elezioni dalla caduta del regime di Gaddafi. E’ infatti dalla lontana epoca del re Idris che i libici non si recano alle urne. Per ben due generazioni non hanno espresso alcun voto , né consenso. E d’altronde concetti come Parlamento, Assemblea Costituente, Partiti, Circoscrizioni, Esercito, Pubblica Amm. non sono affatto conosciuti alla maggioranza del popolo libico che, d’altronde, a differenza dei suoi due vicini Tunisia ed Egitto, non ha mai conosciuto un’organizzazione statuale ed istituzioni che sono la tipica manifestazione della presenza e funzionamento dello Stato moderno. 

Stessa condizione per quanto attiene esercito e polizia che non esistono in quanto organizzazioni . Questa é una differenza sostanziale alla quale, qualunque siano le forze politiche che riceveranno il mandato dai cittadini, dovranno immediatamente far fronte per ridurre il caos e l’assoluta mancanza di sicurezza ed organizzazione che ancora regna nel paese.

Praticamente oggi, dopo la guerra, ogni cittadino é armato. Armi di ogni tipo , leggere e semi leggere,  sono detenute in quantità. E la consapevolzza della situazione, genera a sua volta un’incredibile valutazione del rischio.                La certezza é che, avendo ogni cittadino un’arma, occorra essere molto prudenti e cauti , poiché l’incolumità é a rischio totale.   L’esatto opposto del teorema al quale noi siamo abituati. Passerà molto tempo prima che questo stato di cose venga riassorbito.  Prima che le bande armate che pullulano nel sud del paese , legate al vecchio regime, non minaccino più le popolazioni.   

Prima che a Benghazi ,così come in tutta la Cirenaica, le bande armate dei giovani libici siano obbligate a consegnarle ad una forza di polizia da istituire ed addestrare .  Prima  che le diverse tribù in  cui si compone e scompone  il paese smettano di gestire i loro territori come entità indipendenti e separate del sistema.

Le forze politiche in cui si realizza l’offerta politica sono  oggi divise in ben 142 partiti. Una pletora di formazioni che rischia di alienare parte del voto, come successo in Tunisia per le elezioni all’Assemblea Costituente, dove circa il 30/35% dei voti espressi si é disperso in mille rivoli che non hanno ottenuto rappresentanza.  I seggi  all’Assemblea Costituente libica sono 200.                      I candidati circa 2.500.  1.200 di questi sono i candidati esponenti di partiti politici.  Gli elettori , elettrici, sono 2.75 milioni,  su una popolazione di 5.7 milioni di abitanti.  Di questi 2.7 milioni ad oggi, sono iscritti e registrati per il voto l’83%.

Oltre alla pletora delle formazioni politiche locali, di cui é difficile rendere una fotografia ideologica ,i partiti  maggiori , degni di questa definizione sono 6.               

A) Alleanza delle Forze Nazionali . Una coalizione di 65 partiti liberali che si sono federati allo scopo di non disperdersi in termini di risultati elettorali. Leaders di questa foramzoione sono rispettivamente l’ex premier Jibril, e l’ex ministro delle finanze Tarhoumi.  Di osservanza liberale, hanno l’appoggio di alcuni paesi europei , tra cui quello italiano.

B) Giustizia e Costruzione . Sono i Fratelli Musulmani libici , islamici moderati che accettano una visione liberale della società,  non condizionata dalla sharia e disposti a governi di coalizione.

C) Al – Watan (Patria). Gruppi islamici anch’essi con caratteristiche di islamismo moderato . Capitanato da un uomo forte della presente coalizione Hakim Belhaj, influente , dotato di carisma ed organizzato . Ex quadeista, ha avuto molte vite e molti incarichi, non ultimo quello d’influente governatore militare della capitale Tripoli , membro decisivo della coalizione.                        E’ il partito che sulla carta risulta  più organizzato ed influente  .57 candidati ufficiali e 47 indipendenti.  Risulta essere  finanziato dall’influente  Quatar . Paese che, da quando é iniziato il periodo delle rivolte in Nord Africa ,cerca di espandere la sua influenza in quest’ area grografica.

D) Fronte Nazionale  . Un Gruppo separato dal Gruppo dei Fratelli Musulmani , ma che opera congiuntamente, pur se con slogans e obiettivi simili. Sostenuto da alcune tribù influenti e con obiettivi precisi.

E) Al Asala. Gruppo islamico salafita . Fonda il suo credo sul ritorno alla Sharia come principio fondamentale dello Stato. Fa della sua separatezza e credo la sua forza politica.

F) Infine la Corrente Centrista  che espone e pratica una visione ed orientamento liberale dello Stato e si propone di operare in contatto con l’Alleanza in caso di risultato elettorale positivo per una potenziale coalizione.

E’ davvero molto difficile poter prevedere il risultato di queste prime elezioni dopo 4 decenni di isolamento , di assenza di dibattito politico, di assenza totale di rappresentatività, di competizione politica tout court.  Il popolo stesso manca di quella capacità intrinseca ad orientarsi e soprattutto comprendere la macchina stessa dell’elezione . L’informazione , la comunicazione sono elementi imprescindibili in una elezione ed in questo contesto difficili da organizzare e fruire.  Un dato che a me sembra profondamente evidente e dal quale non si può assolutamente prescindere é la forza di persuasione, la capacità d’influenza dei clans, delle famiglie.           

In una parola ciò che da sempre condiziona e forma la politica di questo paese enorme , il quarto più grande stato africano che conta una popolazione di 5.7 milioni :  le tribù.   Sono le formazioni tribali che in questo paese hanno da sempre contribuito a formare e condizionare la politica , attraverso il loro peso territoriale ed i condizionamenti politici imposti alla centralità.             Un lungo compromesso storico politico in cui le tribù sono le cinghie di trasmissione che hanno condotto la Libia fino ad oggi.

Un compromesso che rischia però di rompersi , o generare divisioni a breve termine.  La rivalità da sempre esistente tra Tripolitania e Cirenaica.               Le rivalità tra le tribù dell’ovest del paese , i berberi, ed il regime attuale.        Il peso delle tribù del Sud ,ancora legate al vecchio regime di Gaddafi  che controllano gran parte dei confini con il Niger. Vedremo come questa diversità di intenti potrà accordarsi.  Certo i proventi derivanti dal petrolio e dalle materie prime energetiche possono rappresentare un forte elemento di coesione, un collante contro le istanze separatiste. Ma potrebbero essere insufficienti poiché il petrolio ed i campi di estrazione si trovano assai distributi tra est ed ovest del paese. Da sempre Benghazi  e l’ Est del paese vogliono contare di più nel futuro e non accettano il numero inferiore di rappresentanti ,oggi delegati all’Assemblea costituente.  Restano poi da soppesare gli interessi delle potenze straniere che da una divisione potrebbero trarre notevoli vantaggi.

Un “puzzle”  politico e socio-economico che resta tutto da verificare afronte delle  conflittualità territoriali, della dinamica tra le varie tribù , delle influenze dei vari paesi, di cui l’Italia é parte fondamentale per gli interessi in gioco.  Si aggiungano a tutto questo le diversità ideologico-religiose  legate al ruolo che la Sharia potrà avere nei confronti dell’evoluzione dello Stato.       Per non parlare delle multinazionali del petrolio la cui presenza e ruolo é messa in discussione da alcune forze politiche maggiori. 

Al momento attuale e seppur con tutte i limiti che impone il contesto nel quale si svolgono,  mi sento di affermare che non vi sarà a mio avviso un risultato “tranchant” ,ovvero sconvolgente. Le forze politiche presenti si sforzeranno di ridurre le diversità e cercando una coabitazione forzata.          La transizione verso quello che sarà il modello della società libica del futuro si aprirà e durerà almeno per un triennio. I giochi saranno aperti.                   

La competizione tra un modello turco , come quasi tutte le ex dittature nord africane hanno in mente ed un sistema islamico più chiuso ed irregimentato si apre  con queste elezioni.    Tra questi due estremi si pone la soluzione intermedia.   Resta a mio avviso un dato fondamentale.                                            Il “famoso” modello turco, non esiste! Ovvero é il vecchio modello in cui i militari ,come in un acquario,  mantengono in vita un sistema politico  che  a mio avviso non é democrazia , ma un surrogato di quest’ultima.  Eccezionale modello per gli anni ’20, quando Kemal Ataturk riuscì a occidentalizzare con la  forza la Turchia , sottraendola alla deriva medio-orientale islamica..            Ma non può certo rappresentare un modello democratico oggi.

Lo stesso Bourguiba riuscì negli anni ’50 a modernizzare la Tunisia con metodi similari, ma in assenza di un esercito omnipresente. Come invece fu il caso dell’Egitto di Abdel Nasser che dalla fuga del re e con l’influenza delle potenze occidentali ,  relativa all’importanza dello stretto di Suez  , riuscì ad imporre la dura legge dell’esercito .

Ma oggi l’Egitto, ,l’Algeri stessa , sono a rischio. I militari non possono più tenere in scacco una società civile e sfruttare quei popoli mantenendoli in condizione di subalternità assoluta.  Vedremo come questo eterno conflitto tra conservatorismo , tradizionalismo, familismo ed il progresso  spinto dalla globalizzazione si declinerà in Libia.   La ricchezza del paese può rappresentare un grande volano per evitare tracolli e rivolte sanguinose. 

Poche ore e capiremo qualcosa in più circa il tipo di regime che il popolo libico sceglierà per affrontare il prossimo futuro.

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

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3 risposte a LIBIA, ELEZIONI E FUTURO

  1. rseadfgfi ha detto:

    fjojheoej pmbex wiiyynr ewir uhjylchqitgawqm

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  2. exult49 ha detto:

    Thank you for your interest and collaboration.

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  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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