TOO BIG TO BEHAVE


JP Morgan Chase Tower

JP Morgan Chase Tower (Photo credit: Wikipedia)

Mi scuso con i lettori per la parentesi che mi sono preso per un viaggio programmato da tempo che mi ha offerto l’opportunità di riallacciare  contatti  e legami che  ho da sempre in  Tunisia e nel Maghreb .  Avrò certamente occasione di farvi partecipi delle mie personali considerazioni circa l’attuale momento di transizione politica economica e sociale che quel  paese stà attraversando.

Ma oggi il tema che ho deciso di affrontare é la sfrontatezza, la mancanza di seria professionalità , la sicumera che istituzioni di primo piano dell’economia planetaria

mettono alla berlina, senza che da parte delle autorità di controllo dei vari Stati vi sia la benché minima reazione ad un tale andazzo. Oltre a nuocere alla collettività in termini di distruzione di risorse, oggi quanto mai essenziali,  ciò mette a repentaglio  l’equilibrio e la correttezza delle transazioni e delloro operato ,   in definitiva del sistema stesso che dovrebbe essere salvaguardato.Cominciamo da JP Morgan, della quale ho già scritto in passato per l’assoluta mancanza di trasparenza e la speculazione azzardata compiuta nel 2011. Dopo i miliardi scommessi del “famoso” Icks sul mercato dei derivati, l’autorità che negli USA si occupa del mercato dell’energia ellettrica ,la FERC, ha scoperto, attraverso una serie d’investigazioni, che la JP Morgan ha manipolato il mercato dell’energia in due ricchi ed importanti mercati , lo Stato della California e l’intero Midwest,  (Illinois, Nebraska, Iowa)  riuscendo così ad inflazionare i prezzi .  Questa speculazione avrebbe causato una lievitazione di prezzi per un valore globale di ben 75 milioni di dollari che sono stati pagati dai consumatori di quegli Stati nelle rispettive bollette.         

Voi vi chiederete come ciò sia stato possibile. Semplice, così come queste grosse “zaibatsu” speculano in borsa attraverso contratti a termine, sul mercato delle materie prime , oppure, come in questo caso, sul mercato delle commodities, la JP Morgan possiede i diritti di utilizzo di alcune centrali elettriche, la cui produzione viene rivenduta ad intermediari , che a loro volta la rivendono agli utilizzatori finali.

Ecco che la banca d’affari avrebbe giocato sulla vendita , inflazionandone i prezzi di collocamento  e , così facendo,  avrebbe nel contempo ottenuto di collocare su suoi clienti, prodotti il cui valore era surrettiziamente accresciuto da questa pratiche . Ovvero ,si accresce il valore della vendita delle risorse energetiche di cui si ha il controllo, e nel contempo si propone alla clientela azionaria in portafoglio l’acquisto di questi stessi prodotti adducendo l’incremento dei prezzi , come elelmento generatore di ulteriori profitti.

Non c’é davvero limite all’ingordigia  (greed) e spericolatezza di questo modo di fare trading, che non solo non genera , in ultima analisi,  nessuna ricchezza , ma al contrario ne determina la distruzione.  E’ inaccettabile che gli Stati oggi non si pongano come obiettivo quello di limitare questa continua serie di  scandali e di porre un freno alle attività criminali finanziarie.             

In questo ambito il controllo esercitato dalle autorità europee e nazionali  in termini di normative,  sono migliori e più accurati in Europa,  che negli USA. Peccato però che, né le normative nazionali ed in parte quelle europee, non siano poi  in grado di comminare ai trasgressori penali economiche  all’altezza dei “Ponzi’s schemes”  che queste banche d’affari sono in grado di  generare.  

Il libero mercato, in presenza della moltitudine e pluralità dei soggetti abilitati ad operarvi , non può divenire una selva di comportamenti anti-economici, anti-sociali.  Devono essere poste in essere adeguate contro misure in grado di riportare gli scambi, le transazioni e le regole vigenti ad una positiva ed efficace gestione dei rischi e delle prospettive.

La stessa considerazione ed attenzione deve essere posta sulle transazioni finanziarie. E’ il caso Barclays Bank. Incredibile ed inaccettabile che un Istituto bancario primario, possa manipolare  e letteralmente pilotare gli interessi bancari sulle transazioni fra gli istutuiti di credito britannici. 

 E tutto ciò con l’assenso, ed in perfetta conoscenza, delle autorità della Banca d’Ighilterra. 14 sono i casi venuti alla luce che pongono in evidenza questa pratica; due avvenute in GB e 12 con la Federal Reserve di New York.             Qui si tratta di truffa belle buona. Di malafede allo stato puro nella quale é coinvolta una delle prime tre banche inglesi.

In questo “scam” sono coinvolti non solo i vertici della Barclays , ma anche gli alti esponenti governativi  che hanno dato l’assenso a tali operazioni.             Sui media britannici si brinda all’affossamento di Bob Diamond ,Paul Tucker, numero due della B.o.E, e di lord Turner del Financial Services Authority.    Ma in realtà le connivenze del mondo politico, oltre che ad essere evidenti e lampanti , dimostrano la connivenza e correità dell’intero sistema . 

Ancora una volta siamo di fronte ad un profondo sfregio della trasparenza , che vede coinvolte istituzioni chiamate ad esercitare un controllo stretto di merito e di forma, che invece sono messe nelle mani di millantatori politici.    E pensare che questi personaggi concorrevano pochi mesi fà per la poltrona di governatore della B.o.E. 

Pensate il 34.5%  delle attività Barclays  sono costituite da derivati !!!!!          UBS  e Crédit Suisse  sono anch’esse piene di derivati.  Una micidiale massa di circa 6.000 miliardi di euro, pari alla metà del PIL europeo ,che rappresenta un rischio ben maggiore del debito pubblico degli Stati.  I governi devono intervenire e bloccare questo gigantesco macigno che stà sulle nostre teste.

E per finire con questi comportamenti pirateschi e fuori controllo, prendiamo il caso della più famosa agenzia di rating Standard&Poor’s. L’inchiesta della magistratura,  partita da Trani, in occasione del declassamento inatteso , ma pervicacemente sostenuto dall’agenzia di rating americana,  ha dato poi la stura alle successive manipolazioni di mercato sulla borsa italiana. Dall’enorme mole di comunicazioni (circa 4.500), oggi pubbliche,  risulta quanto poco professionale fosse il comportamento , ma soprattutto la competenza del personale di S&P impiegato nella valutazione della posizione italiana.

Quel declassamento, che ai cittadini italiani é costato milioni di euro, fu deciso da funzionari senza grande esperienza e con un deficit di conoscenza del contesto decisamente basso.  Solo dei senior advisors possono prendere decisioni di questa portata. Ora si scopre che le valutazioni su cui l’Italia fu declassata di ben due livelli , a BBB+ non erano supportate da analisi consistenti.

Secondo il PM Michele Ruggiero,  sentiti i vari top managers della S&P, inclusa l’AD Maria Pierdicchi , si ricava l’esatta sensazione che si sia trattato di seria manipolazione di mercato perché le valutazioni ed i giudizi,  i dati su cui si basavano, sono oltremodo  falsi, o incompleti. Per non parlare del fatto che la decisione del declassamento fu “anticipata ad un numero assai elevato di speculatori”,  determinando in tal modo un balzo dello spread da 450 a 500.

Infine, il caso tutto italiano di Fiat. Questo gruppo italiano nelle mani del “financial controller” Sergio Marchionne che non perde occasione di stupirci..

a) Vi ricordate il minimo indispensabile di volume produttivo da lui fissato per essere competitivi nel mondo ? I 6 milioni di autoveicoli ? Dichiarato nel l’Aprile del 2011, quando la crsi già mordeva. Ora ritiene che oggi Fiat ha uno stabilimento di troppo in Italia. b) Come già accennato in precedenti blogs vi é da parte sua un’assenza quasi micidiale di supporto del Brand e quindi della sua gestione in quanto marchio globale.   Gli italiani sono ormai delusi da un Gruppo che sentono sempre meno italiano, che fa scelte operative contrarie al minimo senso di responsablitià e continua a ritenersi al di sopra della legge. c) Quando un Gruppo industriale  percorre le vie legali e perde , ne accetta le conseguenze e si rimette alla giustizia . Non crea scuse surrettizie che pone sempre a carico del contribuente italico. Un cittadino che  ormai  da decenni paga gli errori gestionali di un gruppo familiare che ormai non merita più il rispetto storicamente dovutogli. Ben vengano coreani e tedeschi a produrre sul suolo italiano. Occorrono strategie industriali serie, capaci di rilanciare l’economia nazionale e non ricatti limitanti e meschini.

In attesa che, oltre al ceto politico, possa avvenire il ricambio auspicato della imprenditoria nazionale, troppo dedita alla sfruttamento intensivo delle risorse esistenti e  delle rendite di posizione raggiunte , almeno ci auguriamo che vengano poste in essere regole più stringenti per le operazioni delle  fondazioni bancarie, le transazioni finanziarie , e più in generale un controllo mirato delle società di intermediazione finanziaria italiane , vaticane e off shore. Per non parlare di 160 miliardi  di euro di capitali parcheggiati da italiani residenti in Svizzera e dei circa 80 in Lussemburgo ,nonché delle società di comodo là create .

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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3 risposte a TOO BIG TO BEHAVE

  1. cmwiwxcgw ha detto:

    utpvsssxu tdbld xiuvbos dsae hbxctsrrqnlclfg

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  2. laimpertinente ha detto:

    Con queste premesse, il tuo augurio resta vano,… E’ sempre la vecchia storia di ‘chi controlla i controllori’;, e’ dal dopo crisi 2008 che si parla di regolamentare il mercato finanziario ma finora poco è stato fatto. Per quel che rigurarda il Bel Paese, ma ammettiamolo, chi vuoi che venga ad investire da noi? Non ci sono le condizioni minime, anzi le aziende fuggono ovunque….

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  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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