LAICI E CATTOLICI


 

Federico II di Svevia

Federico II di Svevia (Photo credit: Smeerch)

 

Prendo spunto da una lettera del Ministro per la Cooperazione  Internazionale e l’Integrazione , nonché Fondatore della Comunità di S.Egidio , cattolico di lungo corso, in quest’Italia che vive una situazione convulsa, quanto agli scandali vissuti dalla chiesa. Scandali che attengono alle finanze vaticana, alla loro gestione, alle persone che la dirigono e l’hanno diretta. Rogatorie emesse dalla giustizia italiana a cui la S.Sede si é opposta per ben 6 volte in 8 anni. Scandali che coinvolgono a diversi livelli le gerarchie ecclesiastiche  e le diocesi maggiori che contribuiscono a rendere la chiesa cattolica sempre meno credibile. Un numero vasto di inquisiti ai più elevati livelli, sia della prelatura che delle organizzazioni comunitarie. Accuse a cui si risponde con formule ridicole; Responsabilità individuali, oppure con formule auto- assolutistiche;  la chiesa é altro .

Ho fatto questa premessa per porre in risalto il ruolo che nella società civile , nella Repubblica , il cattolicesimo giuoca ; un duplice ruolo sopra e sotto il tavolo. E non solo per il patrimonio, la non tassazione, le relazioni d’affari.   In rapporto alla tesi di Ricciardi ,  a me pare che già questa duplicità comportamentale, questa distanza tra forma e sostanza, tra precetti e modus operandi, non ponga a favore di una seria possibile cooperazione  tra laici e cattolici. Ricciardi stesso indica che “la seconda Repubblica é stata accompagnata da una strategia ecclesiastica che ha ricollocato la chiesa tra le forze in campo”. 

Di grazia , Ricciardi dovrebbe indicarci quando mai questa chiesa lo ha abbandonato! Nel rispondere al suo interlocutore, Antiseri, che non vede l’ora del ritorno ad un nuovo partito cattolico, lui da pragmatico, considera che come i partiti, ormai alla deriva, non può esistere un cattolicesimo organizzato, fideistico .  L’analisi dell’oggi, tracciata e vissuta  dall’antipolitica, dalla protesta, dalle attese ed aspettative del popolo pare corretta .  La frammentarietà che intravede nella prossima legislatura ed il rischio di un caotico responso delle urne, capace di condurci fuori dall’Europa, sono timori fondati e reali di ciò che potrebbe accadere a medio termine.

Interessante trovo la sintesi che invita a costruire un disegno,  una visione di ciò che gli italiani vogliono in realtà diventare.  Addirittura cita l’esigenza di superare steccati ed ideologie, ed avere un’ identità che, prima di tutto, sia repubblicana. Forze politiche “repubblicane” che accompagnino l’Italia nella transizione in atto ,verso una complessa globalizzazione.

Non potrei non essere più che d’accordo con questa affermazione.

Sorgono però una serie di perplessità circa questa visione di collaborazione  tra laici e cattolici.   In primo luogo L’Italia non ha mai compiuto una rivoluzione . Non ha mai metabolizzato una seria identificazione con il concetto di Repubblica, ovvero una seria e netta separazione tra Stato e Chiesa,  iscritta nella Costituzione, come in Francia . La sua politica é sempre stata pensata e tradotta in termini materiali sotto traccia ad un potere che é sempre pronto ad  intervenire per segnare i confini delle azioni idonee che questa Repubblica intende intraprendere , o avanzare.

Storicamente dai guelfi e ghibellini dal 12° secolo, fino al 15°, ci  siamo divisi da sudditi quali eravamo e continuiamo ad essere , tra sostenitori del papa, o dell’imperatore. Mistificazioni anche sul sommo poeta Dante ,che molti vogliono considerare un ghibellino , ma che la storia afferma  che fosse un guelfo bianco!  Ma la cosa buffa é che il potere, la diatriba,  era tutto all’interno dello scontro tra la  casata di Baviera e Sassonia  e quella di Svevia. 

 La parola stessa “guelfo” deriva dal tedesco “velfen” , così come quella di ghibellino proviene dal tedesco Waiblingen, anticamente Wibelin,  i sostenitori del casato di Svevia.  Come vedete ci dividevamo, anche allora ,  per conto terzi….. La stessa storia di unificazione ha visto gli italiani opposti in fazioni , ove la chiesa ha sempre avuto un ruolo preponderante nel senso di difesa dello “status quo”, dell’ordine  costituito, della preservazione della proprietà privata dei latifondi  e delle nobiltà  .

Pensate a Pisacane preso a fucilate ed inseguito dai forconi dei bifolchi che difendevano la terra (non loro) e le chiese. A Garibaldi , che  si doveva battere contro i picciotti che difendevano la chiesa e le baronie . Altro che spedizione dei Mille. I Borboni ed i popoli del sud, da loro motivati non avevano la minima idea di cosa significasse  l’unificazione.  Annessione e non unificazione .  E la chiesa ha sempre avuto il ruolo di nemico del progresso, espressione della conservazione più bieca . L’unico momento di unificazione fu vissuto appunto tra il 1870 ed il 1929  . Periodo durante il quale la chiesa,  pur tramando e comunicando disapprovazione e rifiuto , non fu invadente nei confronti del nascente regno Italiano perché confinata  .

Infine, in ultima analisi, neanche la Resistenza é riuscita nell’intento.   Unificazione identitaria nello Stato repubblicano. Si é svolta ed é stata vissuta praticamente solo al Nord, i ceti medi del Sud non sono mai stati coinvolti direttamente , la stessa visione dello Stato, ancor oggi, é diversa e  percepita atteraverso filtri e letture discordi. Il fascismo  attraverso la chiesa ha  ricevuto consenso , la chiesa ha ricevuto il potere d’interdizione che, a  sua volta,  ha ben diretto e sfruttato.  Il patto tra industriali del nord e latifondisti del sud  nei primi anni ’30 era benedetto dalla chiesa che con i Patti lateranensi riprendeva appieno il suo ruolo. 

Per venire ai nostri giorni, Ricciardi conosce bene il canovaccio di Todi, a cui ha partecipato assieme agli altri 4 ministri cattolici del governo Monti e la più recente rielaborazione in Todi 2.  I cattolici non smettono mai di di definire e definirsi per marcare le differenze , non ciò che unisce. Una visione che non ammette deroghe. La differenza tra Ruini e Ricciardi dov’é?                                     La secolarizzazione stà facendo il suo corso. All’interno di ogni partito vogliono essere sempre determinanti. Vedasi Fioroni che minaccia di candidarsi contro Bersani alle primarie se il PD scegliesse di sostenere coppie di fatto, equiparazione diritti dei gay ecc. ecc..

Non comprendono, questi cattolici, che il relativismo rappresenta la “cultura intelligente” dell’umanità. Che imporre “erga omnes” una visione  fondamentalista ed autoritaria non può declinarsi con civiltà e democrazia. Che la vera fede, il credo,  é un elemento individuale e come tale deve essere rispettato e valutato. Per queste ragioni e molte altre ritengo che per molto tempo ancora laici e cattolici , quelli seri, veri, non coloro che si richiamano alla tradizione,  avranno seri problemi a collaborare .Anzi sostengo che solo divisi danno il meglio  di se stessi. Da buon giacobino quale sono e resto.

La visione laica dello Stato, della Repubblica,  é profondamente diversa da quella di un cattolico.  A cominciare dai più basilari diritti individuali che vedono i laici difensori del proprio diritto al libero arbitrio.  Alla difesa dei valori di uno Stato laico, dove le religioni assolvono compiti a loro demandati, ma sempre in una condizione subalterna a quella della società intesa nel suo complesso. La complessità della società moderna, con i diversi apporti  dell’immigrazione , delle culture, lingue e costumi , devono trovare una interpretazione  giuridica e sociale che non sia il prodotto di monoteismi.  Solo così una società civile ,che vive il “melting pot”, riesce ad essere equanime ed al servizio di ogni comunità .

E mi auguro che la sinistra prossimo ventura riesca a fare quel salto di qualità che la riconduca nell’alveo della cultura europea che é laica e rifiuta, in quanto tale, ogni riferimento alle religioni nella Costituzione .

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

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2 risposte a LAICI E CATTOLICI

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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