EGITTO , SOGNI DI MEZZA ESTATE


Standard of the President of Egypt

Standard of the President of Egypt (Photo credit: Wikipedia)

Era mia intenzione dedicare nei prossimi due giorni un blog al secondo turno delle elezioni presidenziali egiziane , tenuto conto dello scontro evidente tra due concezioni di Stato,  di vita, di diritti umani. Non ne ho avuto il tempo perchè giusto 30 minuti fà sul NYT é apparsa la notizia che la Corte Suprema ha disposto il dissolvimento del Parlamento eletto recentemente  e composto oggi in maggioranza da islamisti . Come se ciò non bastasse, ha inoltre stabilito che l’ex presidente Mubarak potrebbe partecipare alle prossime elezioni.

Una mossa questa inaspettata da parte di una Corte che, per quanto espressione della giunta militare al potere dal periodo di Nasser , non aveva mai preso posizione frontale contro la formazione dei Fratelli Musulmani. Sabato e domenica, 16/17 giugno, gli egiziani sono chiamati a decidere  sul confronto tra i due candidati . Il rappresentante dei Fratelli Musulmani ed  il candidato risultato secondo alla primarie. Un ex primo ministro del ex presidente Mubarak. Questa sentenza  può essere definita a giusto titolo un colpo di teatro . 

Inoltre diviene chiaro che legalmente chiunque sia il candidato che risulterà vincitore della contesa politica di maggior importanaza per il paese assumerà il potere senza la presenza di un Parlamento . Oltre ad essere un colpo diretto e indecifrabile circa la reale volontà della giunta di sottostare ed accompagnare la transizione di potere verso una democrazia più compiuta, pone un serio interrogativo sullo scontro aperto e frontale che si apre nel paese. La Corte in altre parole si erge a decisore ultimo, in conflitto immediato con il maggior movimento politico del paese.

Non esiste ricorso possibile a questa sentenza, essendo la Corte Suprema l’organo giudiziario più elevato.  In attesa della reazione che sicuramente non si farà attendere sulla piazza Tharir e delle decisioni del movimento,  i militari hanno imposto nuovamente il copri fuoco a partire da questa sera.

Una grande confusione regna inoltre in entrambe le  fila  dei rispettivi contendenti , dello stesso Shafick , l’ex primo ministro , per non parlare di Mohamed Morsi il candidato della Fratellanza.  A questo punto, delle nuove elezioni politiche dovranno essere indette a seguito dell’elezione alla presidenza, già così notevolmente  disastrate da questa decisione che rimette in aria l’intero processo.  E’ chiaro che questo é un “colpo di stato di velluto”. Chiunque sia il candidato vincitore dovrà vedersela con la giunta e negoziare con essa , come di fatto avevo previsto nel mio precedente blog sull ‘Egitto, i passi successivi.  Un ‘ulteriore aspetto che modifica integralmente la situazione é la condizione e assetto politico del movimento dei Fratelli Musulmani che fino ad oggi avevano goduto e contato su una certa pluralità di soggetti e movimenti associati.

Con questa nuova sentenza la loro capcità di coinvolgere altri soggetti sarà largamente ridotta . Probabilmente questo accrescerà le fila dei fondamentalisti salafiti che già precedentemente non intendevano scendere a compromessi .Già le prime voci critiche e di aperto dissenso con quanto deciso si sono elevate da parte di Hossam Bahgat direttore dell’Istituto egiziano per la difesa dei diritti umani. “Siamo esausti di questi continui assalti alla libertà del popolo egiziano e questo ultimo atto perpetrato é un colpo di stato in sordina” , queste le sue dichiarazioni. E’ evidente che tutto ciò pone in dubbio la transizione verso la democrazia che era appena accennata.

Il movimento dei Fratelli Musulmani che deteneva 1oo dei 235 seggi nel Parlamento recentemente eletto,  é ora nelle condizioni di non avere un criterio di valutazione certo , poiché l’80% dei candidati eletti, lo sono stati a titolo individuale , e sotto la copertura di quelle che noi definiremo liste civiche.  Una tale tela di interessi e di posizioni politiche che difficilmente potranno essere ricreate nel prossimo futuro.

Ciò che accade in Egitto oggi é la prova che la transizione da poteri sostanzialmente autocratici  , se non dittatoriali ,non é così facile e semplice, come talvolta appare, per la difficoltà stessa di disporre di una comunicazione all’altezza ,  per le difficoltà che interessi radicati e ben oleati in anni di esercizio non sono disponibili ad andarsene senza colpo ferire. D’altro canto i movimenti di protesta mostrano tutta la loro inutile asprezza quando si devono confrontare con una società che per livello culturale , informazione, partecipazione non riesce a districarsi dai diversi , ambigui messaggi a cui é sottoposta.

Purtroppo si ha sempre più l’impressione che la primavera araba stia dando segni di totale smarrimento. In precedenti blog ragionavo di rivoluzioni e rivolte. Ecco perché le ho sempre definite rivolte. Dietro le proteste, la miseria di gran parte della popolazione,  non c’è mai stato un disegno, un progetto preciso, una coalizione di volontà tese a rovesciare gli equilibri precedenti. Ma solamente  far cadere il regime opprimente che li governava.  La capacità di risposta, la strategia che fa la differenza tra una rivolta spontanea, anche se lunga,  ed il cambio di fase, con un progetto di mutamento radicale, manca.

In Tunisia da  due giorni vige il copri fuoco a causa di proteste e rivolte nella capitale, ed in tutto il nord del paese da parte dei fondamentalisti salafiti. Si cerca lo scontro a tutti i costi. Il movimento En-nhada si contraddice . Non riesce a governare il paese.   I salafiti sono lasciati liberi di inscenare sommosse .La situazione economica si degrada giorno per giorno e la possibilità di rivolte ulteriori in una spirale infinita diviene realtà.

In Libia lo Stato che non è mai esistito, sta letteralmente  dissolvendosi in gruppi di potere l’un contro gli altri  armati .Non si riesce a tenere sotto controllo una milizia formata da giovani disoccupati che tali rimarranno  , ma che non sembrano interessati a nient’altro che a scontrarsi.  Le tribalità , gli interessi locali sono insormontabili . La Siria é di fatto in guerra e solo l’Organizzazione degli Stati Arabi sembra non rendersene conto. Come al solito ,imbelle, incapace, divisa . In Bahrein vengono incarcerati i medici che osano curare i feriti nelle dimostrazioni di piazza. L’armata saudita, corsa in soccorso alla dinastia sunnita, non accenna ad essere meno violenta nel sedare le manifestazioni. Lo scontro sunniti /shiiti è al massimo livello nei paesi del golfo coinvolti e cova sotto le ceneri negli altri. Il cerino é acceso. La polveriera iraniana prima , o poi scoppierà. 

Tornando all’Egitto il grave rischio é che invece di un lungo , ma certo processo di democratizzazione, le istituzioni egiziane prendano il ruolo che hanno  nel regime algerino.

 Sarà davvero difficile uscire dall’impasse politico nel quale questa sentenza inattesa ha gettato le sorti della democrazia . Il rischio che il tutto termini in un ‘inutile bagno di sangue é alto. Mi auguro che all’interno della giunta si abbia almeno l’intelligenza di recuperare la faccia  e non esagerare con prese di posizione giuridiche  vuote in termini politici.

Buona vita a tutti.

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Una risposta a EGITTO , SOGNI DI MEZZA ESTATE

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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