LA CORRUZIONE PROBLEMA ITALIANO ED EUROPEO


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Avevo preannunciato che mi sarei occupato di questo eccellente rapporto edito da Transparency International pochi giorni fà e che prende in considerazione la corruzione,  le legislazioni, gli strumenti che vengono posti in atto per limitarne i deleteri effetti nei 25 Paesi europei  presi in esame. Come affermato alla presentazione del rapporto da Cobus De Swardt ,l’amministratore delegato dell’organizzazione, il problema della corruzione può essere combattuto solo a partire  dai vertici dei singoli governi , non certo dalla base .  Ed é proprio sulla volontà dei governi che il test mostra un parziale  fallimento della lotta alla corruzione. Nessun paese é immune dalla corruzione e dagli effeti disastrosi che provoca sui cittadini e sulle società.

In questa poderosa analisi che é durata due anni sono stati esaminate 300 istituzioni in 25 paesi.  Si é voluto verificare la tenuta e l’efficacia di un ventaglio di istituzioni ;            partiti politici, polizia, magistrutura, mass media e industria privata e società civile.            Si é utilizzato un sistema a matrice , definito “Sistema di Integrità Nazionale”.                       Il rapporto analizza e mette in luce i punti di forza e di debolezza presenti nell’attuale struttura europea . I dati che vengono forniti  lasciano piuttosto perplessi quando si pensi alle riforme di cui da troppo tempo si discute in Italia senza alcuna azione.

19 paesi su 25 sotto osservazione non hanno alcuna normativa circa il regolamento delle attività lobbistiche, mentre solo 10 di essi penalizzano le donazioni ai partiti politici non pienamente documentate. 4/5 dei Paesi poi impedisce, a vario titolo, ai propri cittadini di avere accesso alle informazioni concernenti dati economici relativi ai partiti, parlamentari, istituzioni e fondazioni . 18 Paesi non hanno promulgato alcun codice di condotta per i propri parlamentari, tra essi evidentemente il nostro, dove la immunità  dei parlamentari é una cariatide storica . Le questioni sollevate nel rapporto sottolineano la necessità che la cultura politica europea debba dotarsi al più presto di maggiore trasparenza per superare l’attuale crisi economica. Gli scandali scoppiati in Francia ed  in Italia relativi al finanziamento dei partiti politici, alle spese dei parlamentari in GB, al clientelismo in CZ e Romania, ai conflitti d’interesse in Slovenia , Finlandia, Bulgaria , sono tutti campanelli d’allarme di un sistema che deve essere posto sotto maggior controllo attraverso un’uniformizzazione  e supervisione europea integrata.

Occorre che i governi europei siano più trasparenti relativamente alle loro spese:                 in termini di finanza pubblica, di contratti, di concessioni ecc.   Queste spese assommano a circa 1800 miliardi all’anno per l’intera Europa. I Paesi che dispongono di legislazioni, di organi di controllo più efficaci sono :  Danimarca, Norvegia e Svezia.

Tra i maggiori rischi a livello di corruzione  i seguenti:  12 Paesi  su 25 non prevedono tetti a contributi personali ai partiti.   In ben 17 paesi ,non solo non esistono codici di condotta dei parlamentari, ma anche nell’ambito dei loro averi,  ben 11 non impongono la dichiarazione pubblica dei loro redditi. Solo 6 paesi ; Francia , Germania, UK, Lituania, Polonia Slovenia dispongono di registri e controlli delle persone che esercitano pressioni su membri del governo ed istituzioni. Ciò per chiarire il significato dei miei blog precedenti che considerano la regolamentazione delle attività delle lobbies il più urgente provvedimento da prendere per ridurre la corruzione in Italia. Liste obbligatorie e pubbliche dei lobbisti e delle aziende loro sponsors.

Grecia, Portogallo, Spagna, Italia ,  l’europa del Sud,   in pratica ,  sono in cima alla lista dei paesi che presentano gravi e seri deficit nella integrità del loro sistema politico-istituzionale. Un’altro dato  indicativo  é l’estrema correlazione tra corruzione  e deficit fiscali.  Non sono le bustarelle cioé a rappresntare il vero marcio, ma la corruzione “legale”.  Quella promossa dalle lobbies tramite le tipiche relazioni trasversali tra politica e poteri forti . Quelle relazioni e scambi di favori che agiscono come una porta girevole tra settore pubblico e settore privato. Che può non lasciare traccia alcuna, poiché si basa su scambi di favori , un sistema che attraverso il processo decisionale delle assegnazioni degli appalti, delle concessioni, favorisce pochi individui, pochi gruppi societari, a spese dell’intera collettività. Gavio, Benetton, Berlusconi, Montezemolo/Della Valle, Caltagirone,tutti loro a vario titolo in varie epoche concessionari………Cremonini, Angelini, De Benedetti, Finmeccanica, Tirrenia, no basta l’elenco é troppo lungo…..

Il Sud Europa evidenzia un tasso di inefficienza , malgoverno, e corruzione  che non solo  non sono sotto controllo, ma non  vengono adeguatamente sanzionati. Pensate alla depenalizzazione del falso in bilancio sostenuta ed approvata dall’intero governo PDL/Lega .Nessun paese africano ci assomiglia in materia.  E questi accattoni sono ancora lì a pontificare il falso!

I mass media sono anch’essi sotto tiro in quanto  non hanno comportamenti adeguati e non esercitano quella indipendenza d’informazione che sarebbe loro richiesta.                   Un chiaro gap tra norme , forma/comportamenti e sostanza /pratica quotidiana.                Un’assenza assoluta per l’Italia é la figura di un Ombusdman a livello nazionale.                 La mancanza di autorevolezza delle autorità  é evidente a causa degli scarsi poteri di  cui queste sono state nel tempo dotate. Soprattutto i partiti politici si sono ben guardati dal fornire loro seri poteri d’inchiesta e sanzionatori.

Solo 12 su 25 paesi posseggono agenzie , o autorità anti corruzione  nazionali. Secondo la classifica redatta  dal World Economic Forum, l’Italia figura al 79°  posto sui 142 Paesi sotto osservazione nel mondo. Per inciso siamo al penultimo posto tra i 27 paesi della UE ,prima della Grecia.

Invito tutti coloro che lo desiderano a leggersi questo rapporto avvertendovi che é in inglese. Quale sintesi e lezione si può trarre da questa analisi impietosa dell’attuale stato della nostra inadeguatezza ,non solo a lottare contro la corruzione, ma semplicemente ad arginarla.  I nostri politici , scelti da noi , ricordiamocelo, i nostri esperti legislatori , hanno da sempre incensato se stessi e le loro attività , definendo la nostra una legislazione d’eccellenza . Deve essere un vezzo nazionale dei peracottari alla Formigoni vedere eccellenza dove c’é solo putrida disonestà intellettuale.

Non solo viviamo nel paese più corrotto a livello europeo, ma il colmo é che per migliorare tutto ciò vogliamo uscire da tutte queste regole, da quest’Europa che si occupa di dettagli , di bazzaecole. I nostri politici con la maturità serale ,che hanno faticosamente conseguito,  possiedono ben altri disegni e visioni . I nostri guitti B.B.G  sanno ben loro come intrattenere il popolo e renderlo tronfio, godereccio e felice con le loro facezie.           Peccato poi per il risveglio che decennio dopo decennio attende quel popolo di navigatori , poeti e peccatori d’incoscienza fideistico cattolica .  Se invece provassimo a divenire sempre più europei, ad integrarci maggiormente in una civica convivenza di uguali invece che in un paese di sudditi .  Recepire ad esempio immediatamente molte più norme europee nel nostro ordinamento giuridico . Che certamente eccellente non é,  a causa di anomalie formali e sostanziali e di una disoomogneità congenita delle norme..  Smettiamola di prenderci per i fondelli.  Così come siamo bravi ad auto commiserarci ed essere i più autodistruttivi,  proviamo una volta tanto ad utilizzare quella materia grigia che sembra si sia persa nei meandri della protesta e dell’individualismo più nichilista.

Buona vita a tutti.

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2 risposte a LA CORRUZIONE PROBLEMA ITALIANO ED EUROPEO

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  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

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