EGITTO, FINE DELLO STATO D’EMERGENZA


Parigi giugno 2010

Parigi giugno 2010 (Photo credit: Strifu)

Incredibile, ma vero,  il direttorio dell’esercito egiziano che dal 1981 ha governato il paese con un sistema basato sulla sospensione, quasi totale, delle principali garanzie democratiche, ha dichiarato che tale legislazione é terminata. Un’atto questo che modifica profondamente la situazione politica nel paese a pochi giorni dal secondo turno delle elezioni presidenziali che si terranno il 16 e 17 Giugno. La dichiarazione del Consiglio supremo delle  forze armate ,CSFA,  afferma che ” l’esercito continuerà ad assumere  la responsabilità nazionale di proteggere la sicurezza del paese e dei cittadini , tenuto conto della fine dello stato d’emergenza in conformità con la dichiarazione costituzionale  ed alla legge”.  Aggiunge inoltre  che  la giunta militare rimetterà il potere al presidente  eletto . Così la televisione, attraverso le dichiarazioni giunte dall’agenzia ufficiale Mena,  ha proclamato che con  oggi si é chiuso un periodo durato trenta lunghi anni.

Giusto per ricordarlo, era stata proclamata ed imposta dopo l’assassinio di Sadat da parte dei fondamentalisti  islamici nel 1981,  poi reiterata  per l’utima volta nel 2010 .La notizia ,oltre a ricevere il plauso degli USA, che hanno giudicato la decisione incoraggiante, é accolta da molte parti come un’atto che potrebbe incidere in maniera forte sul processo evolutivo del processo democratico del paese.   In un mio recente blog circa  le elezioni in Egitto e relativo al processo di islamizzazione in atto, in seguito alle diverse primavere arabe in tutta l’area Nord-Africana,  avevo menzionato la perdita di velocità e del peso della componente islamica in generale, e della componenete radicale di quest’ultima.  Il trend, che le elezioni del primo turno hanno di fatto confermato , e che mettevo in evidenza sulla base di numerosi sondaggi compiuti nei vari paesi interessati al fenomeno, sembra non arrestarsi. Tutto questo in base alla volontà di gran parte della popolazione che, seppur orientata in termini religiosi, non condivide affatto la sottomissione dell’intera società alle regole coraniche imposte dall’alto.

In particolare in Egitto, primo paese che di fatto si confronta in maniera pesante con la radicalizzazione all’interno della sua società tra correnti islamiste moderate , fondamentaliste da un lato,  ed un vasto complesso di movimenti  politici che intendono mantenere una visione più laica dei rapporti tra Stato e Fede.  Il candidato dei Fratelli Musulmani  si trova in questo secondo turno a confrontarsi con il candidato laico, ex militare ed ex ministro del governo Mubarak che si é a sorpresa affermato.  .  Un risultato questo che contrasta con quanto precedentemente previsto da gran parte della stampa egiziana e di molti esperti .  I Fratelli musulmani ed i Salafiti , fondamentalisti, erano visti come i principali contendenti.

Così non é stato . A chi , a cosa, si deve quest’affermazione eclatante della visione laica, incarnata, non a caso da un ex ministro del regime Mubarak?  In primo luogo e soprattutto alle donne egiziane. Sì , contrariamente alle attese , in particolare nei centri urbani le donne si sono recate massicciamente al voto determinando  una partecipazione politica irrisolta nella società araba e modificando di fatto il peso specifico delle componenti. Una visione ben diversa ed opposta a quella che i movimeni islamici vogliono a tutti i costi veicolare presentando a torto non una società molto differenziata intellettualmente e cultralmente , ma un monolite.

La donna, qui come altrove, é parte integrante del movimento progressista.  Proprio per questa ragione  vive una duplicità di ruolo e di potere all’interno della famiglia e dell’ intera società araba che non é stata valutata appieno dalla forze islamiche. Ecco perché ho defnito “questione irrisolta” il ruolo della donna nel quadro del progresso politico ed il peso che l’elettorato femminile può avere ed avrà nella determinazione del potere politico. Imporre la “sharia” é praticamente il ritorno ad un tipo di relazioni interpersonali ed intersesso che appartiene a società feudali. Non in linea con l’evoluzione, con la secolarizzazione , con la mediatizzazione che anche in società islamiche  ha preso piede.                                                                                   

Cosa é avvenuto ? Contrabbandare visioni della società in contraddizione eclatante  e profonda tra loro crea e produce una polarizzzione evidente, il cui risultato sfugge agli islamisti ed ancor più ai fondamentalisti.  In altre  parole questi signori, fautori di un ritorno alle regole coraniche più strette , hanno fatto  i conti senza l’oste! L’oste é rappresentato dall’altra metà del cielo  ;le donne. Quelle donne che in un regime di islamizzazione crescente sarebbero le prime a pagarne le conseguenze in termini reali: d’istruzione,di partecipazione attiva, di ruolo, e di genere. Un mutamento che di fatto inevitabilmente  le ricondurrebbe ad una società dove il  potere maschile si collocherebbe con maggiore veemenza in cima alla piramide economico-politica sociale .

Ecco questo é l’ aspetto , la variabile  fondamentale, che molti critici e commentatori indigeni e stranieri  non hanno saputo cogliere ed  interpretare. E ciò ha determinato la differenza.   Si é assunto che la società fosse monolitica ed il coinvolgimento delle donne fosse “naturalmente incluso” nel progetto di islamizzazione della società.  Così non é stato e così non é !!!!  Le giovani donne arabe non sono molto diverse, quanto ad aspirazioni ed aspettative circa la vita ed il futuro,  dalle loro coetanee occidentali. 

La religione può costituire un “divide2 culturale , ma in un mondo che si globalizza  il processo di secolarizzazione colpisce a qualsiasi latitudine nello stesso modo. L’abolizione dello stato d’emergenza, non solo risponde alla richiesta primaria delle rivendicazioni dei giovani militanti pro-demcrazia che hanno inizato la rivolta nel 2011, ma rende la posizione dei laici, dei progressisti non islamici molto più forte che mai. In molti paesi le forze islamiche hanno conseguito forti risultati elettorali in quanto uniche serie opposizioni ai regimi dittatoriali che limitavano le libertà e l’evoluzione democratica di quei popoli.

Con questa decisione,  la giunta militare ha reso il voto per le presidenziali molto più libero e vero. Cioè, ha tolto ai Fratelli Musulmani e quindi al loro leader un’argomento essenziale alla vittora politica precedente. Ha disinnescato l’effetto a catena.  La lotta per la democrazia ed il contrasto al regime militare che per anni é stato il cavallo di battaglia delle forze musulmane é meno rampante.  Le chances del candidato laico divengono oggi maggiori alla luce di quanto avvenuto. Il voto delle donne, il peso della chiesa coopta e del suo voto  verso il candidato laico si potranno manifestare  senza più il cappio ed il filtro  del regime militare.

Per non dimenticare il peso di quei ceti artigiani che formano il tessuto economico del paese che attribuiscono maggiore valore e peso agli investimenti stranieri nel paese. In caso di vittoria islamista, si stima che subirebbero senza  dubbio un’arresto , se non una caduta.                                   Ciò in ragione del fatto che gli investitori  esteri  resterebbero alla finestra in attesa di vedere cosa un governo a maggioranza islamica tenterebbe di fare dell’economia del paese. 

 Per tutte queste ragioni la decisione presa dalle autorità militari egiziane scompone  e ribalta il paradigma sul quale si era fondata la vittoria degli islamisti. La lotta al regime , alla giunta militare.  Ora il popolo egiziano potrà votare ed esprimersi con maggiore libertà e soprattutto in un contesto di rinnovato sentimento di cambiamento.

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a EGITTO, FINE DELLO STATO D’EMERGENZA

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

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