EUROPA, ITALIA, COSTITUZIONE


Italiano: Il professor Andrea Manzella, ospite...

Italiano: Il professor Andrea Manzella, ospite ad un convegno presso il palazzo del Quirinale. (Photo credit: Wikipedia)

Prendo lo spunto dall’articolo odierno del Prof. Manzella su Repubblica. Costituzionalista, ex parlamentare, “maitre à penser”, membro di numerosi “think tank” relativi a riforme istituzionali di vario genere ed in vari momenti storici. Purtroppo però siamo sempre allo stesso punto. Le riforme le fanno i partiti politici. Le sostengono i loro leaders. Raramente il popolo italiano ha manifestato e praticato i suoi diritti.  I professori, i tecnici, gli esperti settoriali, i consulenti , giocano storicamente insignificanti presenze a “tour de role”.  Purtroppo.

Attendersi quindi grandi risultati non mi sembra il caso, anche se é pur vero che occorra mantenere una speranza.

Il suo articolo e commenti concernono le riforme costituzionali e le ragioni, tutte valide, che le imporrebbbero. Politiche , sociali ed economiche. Nell’anno che ci separa dalla fine della legislatura nessuna riforma costituzionale vedrà mai la luce, sia per i tempi richiesti , sia per l’incapacità delle forze politiche di pervenire ad una tale convergenza.  

La situazione economica rischia di complicare maggiormente un quadro già fosco. Se entro Giugno la UE, quale entità comunitaria, non deciderà di fare un serio passo avanti verso un’accresciuta integrazione, riuscendo a convincere la speculazione  che fà sul serio, a fine anno gli italiani rischiano di trovarsi con ;  un’altro  milione di disoccupati, una svalutazione del 40%, un debito raddoppiato nel suo insieme, un Pil a – 6% ed un litro di benzina a 4.50 euro/litro.  Si  festeggerà in tal modo il ritorno alla lira. Per la gioia di quattro imbecilli che vanno raccontando che i debiti non si pagano e che l’Italia ce la può fare da sola. Coloro che oggi rifiutano la patrimoniale ed alimentano lo scontento sociale, avranno i loro immobili pignorati e /o svalutati del 50%, il nostro debito essendo al 50% interno , perderanno anche i risparmi in titoli di stato detenuti dalle banche stesse Questo é lo scenario!  E voi mi chiederete ,come numerosi  avete fatto , cosa fare……

In primo luogo essere uniti nel voler uscire da questa crisi ed accettare con maggiore equità il gravame che ciò comporta. Poi convincersi che ne usciamo tutti assieme , o non ne esce nessuno.  Ecco allora che l’opzione é una sola . Chiederci e decidere chi vogliamo essere da grandi . Intendo dire, siamo in grado noi italiani di rinunciare a parte della nostra sovranità in cambio di una maggiore appartenenza europea? Perché in fondo il problema oggi é proprio questo.   Per questo ho preso lo spunto dai concetti espressi da Manzella.

Il deficit democratico, lo stallo istituzionale, la corruzione diffusa, il decadimento dei partiti politici ,come forza propulsiva e cinghie di trasmissione della volontà popolare, non possiamo pensare di superarli nel breve periodo in una congiuntura che ci vede divisi e senza speranza.  Occorre un’energia positiva e propositiva che dimostri al popolo l’esigenza di un cambiamento essenziale.  La Merkel con la quale, da italiano e da tedesco, non sono quasi mai d’accordo, ha espresso, a mio avviso, un suggerimento al Presidente greco che mi sento di condividere.  Oserei dire che avrebbe fatto meglio a proporlo prima, ma tant’é….                                  

Mi riferisco all’invito rivolto al popolo greco di indire un referendum pro , o contro l’Europa/Euro, insieme alle legislative che dobbono essere rifatteil prossimo 17 Giugno. Sono convinto che il popolo greco non vuole abbandonare l’Europa, né l’euro, ma é solo e semplicemente esausto ed esasperato.

Ecco io credo che, visto il crescente successo di movimenti nazionalisti antieuropei,  movimenti devianti dall’ insieme dei principi democratici della gran parte delle costituzioni europee,  occorra mettere i popoli  di fronte ad una scelta seria , definitiva, senz’appello.  E’ giunto il momento di dichiarare, tutti noi, cosa vogliamo essere e diventare. I movimenti populisti dispongono di  benzina in momenti di crisi ed a questi  ultimi ed ai capipopolo occorre dare risposte certe ed univoche troncando sul nascere derive pericolose.      Un tale ricorso alla volontà popolare inoltre,  toglierebbe alle classi dirigenti nazionali che, certo non amano andarsene in silenzio e lasciare il posto ad una seria integrazione, la scusa nel riproporsi e riproporre visioni /opzioni nazionalistiche.  La protesta greca, quella francese ed in parte quella tedesca nelle recenti elezioni non ci dicono affatto che quei popoli sono anti europei.

No , sono contro le politiche di austerità condotte dai rispettivi  governi.   Ecco, la rinascita del sentimento e dell’identificazione europea  possono e devono costituire la prossima rinascita europea. Una rinascita che deve fondarsi su un sentimento di solidarietà dove nessun popolo deve essere lasciato indietro . Ma questo  comporta una rinuncia da parte di quei popoli ad una percentuale di sovranità.

Nel contempo ciò responsabilirebbe le élites nazionali che sarebbero obbligate da standard generali ad una medesima etica comportamentale e di revisione contabile. Su molteplici temi la nostra classe politica finge di non conoscere l’esistenza di una legislazione europea già operativa in altri Paesi.  Corruzione, reati contro il patrimonio , reati valutari, o come il falso in bilancio, che é considerato ovunque reato,  salvo che nell’Italia del buffone, quella berlusconiana, che liquida ancor oggi la materia come semplice reato amministrativo, passibile di semplice ammenda. Una vera  e propria istigazione a delinquere.  Ecco vedete molte delle controversie giuridiche, in sede civile, potrebbero essere semplicemente risolte con la ricezione nell’ordinamento giuridico italiano delle direttive comunitarie in materia.   Ma questo non avviene per la volontà di precise e determinate forze politiche di centro destra  che non vogliono dare  un trattamento giuridico consono di un paese civile. Ritengono al contrario che la situazione interna sia giuridicamnete diversa . Perciò da considerarsi specifica e trattata non uniformemente.

Anche in materia di concorrenza e competizione, di cui tutti parlano , ma nessuno agisce ,esistono norme comunitarie  che in Italia modificherebbero gli oligopoli che tanto amano le 80 famiglie che possiedono il 52% dell’economia nazionale.  Una per tutte. La normativa europea in materia di concessioni pubbliche prevede che esse non possano superare il termine temporale di un decennio. Pensate, le Autostrade italiane, in concessione alla famiglia Benetton, hanno un contratto che scade nel 2036!(sic) Basterebbe a questo governo tecnico, a Passera ,l’insigne manager , se disponesse di una seria volontà politica , di richiedere la ricezione della normativa europea per rinegoziare, senza penale alcuna,  per sopravvenuto mutamento delle condizioni giuridiche contrattuali,  un concessione  che trovo indegna di un paese europeo.                    

Di esempi come questo posso tranquillamente citarvene altri dieci per rendere il paese più competitivo entro 12 mesi. Per non parlare dei media , delle concessioni televisive, delle concessioni sui trasporti ecc. ecc.                      Se non vi fossero buffoni di politici al soldo di lobbies economiche, forse si riuscirebbe a rendere il paese più dinamico e concorrenziale.          Confindustria, Confcommercio, Confersercenti, e tutte le associazioni di categoria interprofessionali ,oltre ai sindacati stessi , dovrebbero essere più  oneste e smetterla di gridare alla luna ,quando poi ciascuna nel suo orticello vuol mantenere lo “status quo”. Senza tralasciare Regioni autonome, come la Sicilia, che creano buchi spaventosi. Autonomia, non deve significare libero arbitrio. In una seria integrazione europea le autonomie vanno riviste. Inoltre, anche se la si é ottenuta, se non la si merita, deve decadere.                     I cittadini devono essere tali , se sono schiavi e sudditi di un sistema di malgoverno , allora s’ intervenga  sul governo regionale commissariandolo sine die.

Ben venga l’Europa, ben vengano nuove regole e nuove opportunità.                  Si cominci pure dall’alto a mostrare la reale volontà di cambiamento.                Si abbia meno timore dell’Europa, e si colga l’occasione per rovesciare il sistema non contro , ma in favore dei cittadini . Credetemi é molto meglio,       in un quadro costituzionale europeo certo, essere governati da tedeschi, o francesi, che da incapaci politici ed  imprenditori italiani che hanno perso il senso dell’intrapresa da anni e vivono da oligopolistici rentiers.

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in economics, europa, International relations, politica-economia, Politics, relazioni internazionali e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a EUROPA, ITALIA, COSTITUZIONE

  1. G. CARLO ha detto:

    La guerra del dollaro contro l’euro è tra le principali cause di questa situazione. Dopo l’euro il comodo strumento del dollaro per finanziarsi gratis si è spuntato; il dollaro è anche sostenuto dal più grande creditore degli USA … la onnipotente CINA che ovviamente sostiene il suo debitore principale. Non possiamo certamente fare la guerra agli USA di cui siamo giocoforza alleati dopo la 2° guerra mondiale o ad altri paesi/causa), o alla CINA, ma almeno eliminare il nemico interno come primo passo, quello si! Ma chi è il nemico interno ? Ovviamente tutti quelli (la maggior parte inconsapevole) che blaterano contro l’euro e che indirettamente fanno il gioco di chi, sfruttando la disunione, vuole tener ancor più schiavi gli europei. Ma qualcuno vuol capire che la moneta è solo un’unità di misura come il metro e che dando la colpa all’euro è come dire che quando una misura non torna è colpa del metro !? I debiti vanno pagati da coloro che gli hanno fatti…prima Andreotti, poi Berlusconi che promettevano il miracolo della moltiplicazione stampando… stampando da bravi uomini della provvidenza che dovrebbero invece andare all’inferno in vita; il danno che i comunisti hanno procurato al paese non è niente rispetto a quello procurato da questi due personaggi ! Sarebbe anche ora che i nostri “alleati” capissero che mettendo in difficoltà noi europei non è che loro ci guadagneranno… anzi… succederà che gli spazi vuoti lasciati dagli europei verrebbero riempiti dagli antiamericani !

    Mi piace

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.