BRUNO IKSIL – JP MORGAN, LA SAGA CONTINUA


greed [aka cost/benefit]

greed [aka cost/benefit] (Photo credit: the|G|™)

Jamie Dimon - Caricature

Proprio così la saga del trader soprannominato “Voldemort” in riferimento ai racconti di Harry Potter continua. La “balena bianca” altro soprannome affibbiato dagli addetti ai lavori a  Bruno Iksil,  sembra aver causato molti più danni di quanto inizialmente comunicato dallo stesso Istituto bancario lunedì scorso. In primo luogo, e questi sono i più gravi danni all’immagine stessa della professionalità e fiducia nel settore “tout court” .Giocare con i soldi dei risparmiatori a loro insaputa non é una bella immagine in periodi di crisi come gli attuali. .   Poi direttamente all’istituzione stessa JP Morgan, prima banca americana,  che giusto fino all’anno scorso  vantava  un profitto di oltre 19 miliardi di dollari. Infine  a ben vedere dell’incredibile leggerezza e caducità dei controlli all’interno di una tale multinazionale , dove un trader, per quanto importante ,a capo del CIO di Londra, può maneggiare con tanta autonomia, senza controlli diretti  periodici , somme colossali.

Cioé la divisione di Londra al 31 Dicembre 2011 avava  accumulato posizioni per 350 miliardi di dollari, per inciso più dell’ammontare dell’intero PIL della Grecia di cui tanto ci preoccupiamo oggi, ovvero il 15% degli attivi dell’intera struttura bancaria!!!! Pensate che la somma gestita nel 2007 si aggirava sui  77 miliardi. Un’esposizione geometrica , di fatto senza controllo. Il bello è che non si vedano ancora all’orizzonte dei responsabili licenziati , aparte Ina Drew che gestiva il Chief Investment Office  dal 2005 e che lo scorso anno ha percepito emolumenti per $15.8 milioni.E lacia la JPM con altri 18 milioni di buon’uscita!(sic)  Oggi rimpiazzata da Matt Zames.  Di Iksil non si sà molto, ma sembra avere scelto la via del silenzio.E questo la dice lunga sulla  responsabilità della linea di comando interna. Che sembra avvalorare la tesi che fosse il top management a puntare sul rischio! Il C.E.O di JP Morgan , Jamie Dimon,  ha rivelato che l’Istituto bancario avrebbe iniziato a verificare la materia solo dopo l’apparizione sulla stampa, WSJ e Bloomberg, 6 Aprile, da me commentate nei particolari nel blog del 13 Aprile, delle voci che la vedevano implicata in operazioni rischiose.               

Per quanto sia una saga , ci viene difficile credere a questa “storiella”.  Ci é invece piuttosto familiare, conoscendo superficialmente il mondo variopinto, eterogeneo, multistandard , iconoclasta  della finanza USA, la sensazione forte ed acre che  “the Greed” abbia obnubilato le menti del top management,  pressato da una situazione di difficoltà interne ed esterne . E che questa congiuntura li abbia spinti al massimo rischio come tentativo salvifico. Il risultato é sotto gli occhi di tutti. La stampa americana stà facendo carne di porco di questa situazione. In presenza di una crisi che schiaccia numerose famiglie , la classe media in generale,  la reazione emotiva é divenuta neo-puritana . Dimmon si è pubblicamente pentito e cosparso il capo di ceneri in televisione , dopo aver per mesi fatto attività di lobbing contro la regolamentazione delle speculazioni, contro l’idea di un ritorno alla vecchia regola di separazione tra banche d’affari e investimento e istituti di credito e risparmio.    Proprio in questi giorni il Congresso americano sta esaminando le modalità di applicazione della cosiddetta “Volcker rule” la cui entrata in vigore prevista per il 21 Luglio sarà probabilmente rinviata. Quanto accaduto a JP Morgan , ma anche a Goldmann&Sachs in misura più ridotta, rendes evidente una maggiore attenzione al fenomeno speculativo ed ai suoi esiti.                       Questa regolamentazione  tende a limitare le prese di rischio  eccessive da parte delle banche che, inevitabilmente, si oppongono affermando che l’atto ridurrebbe la loro redditività e competitività.

Resta da vedere  se é eticamente  e legalmente accettabile che la redditività possa essere assicurata da operazioni allo scoperto e se ciò debba essere finanziato da poveri risparmaitori del tutto ignoranti del rischio che corrono affidando i loro risparmi  a certi istituti.  E’ questo il senso di una involuzione negativa che il sistema ha preso negli ultimi venti anni , da quando cioé é stato ritenuto giusto liberare la bestia e ridurre i controlli .                                    Il vecchio principio  che il denaro non debba  generare denaro é più che mai vero in questi frangenti. Poiché prima, o poi ,come in un grande gioco di specchi , la moltiplicazione é, e resta aleatoria, finendo per mostrare il castello di carte su cui era basata.  Il vero valore resta il lavoro, la produzione di beni e servizi , unico metro quantitativo di cui tener conto.

Poi non meno importante ,occorre tenere in maggiore considerazione il fattore qualitativo. Proprio ieri  un mio lettore mi domandava come fosse possibile il malcontento degli elettori tedeschi nei confronti del governo liberal conservatore tedesco e la sua débacle elettorale, nonostante quel paese goda di una fase economica positiva.  Rispondevo che la vita delle persone , dei popoli , non può avere come unico strumento di valutazione il PIL.

E questo amici miei sarà bene metterselo in testa. La quantificazione , la statistica, i dati econometrici  offrono strumenti di misurazione , ma le azioni umane devono poter contenere quella propulsività valoriale senza la quale ogni quantificazione é inidonea a creare benessere , tanto meno felicità.          E qui non mi riferisco a fede, religioni , o comportamenti indotti da considerazioni pseudo metafisiche. Voi sapete quanto ateo io sia!                    No, mi riferisco al valore base insito in ogni essere umano che razionalmente non aspetta un gesto divino dall’alto ,  quanto mai irrazionale , ma trova nella sua natura,  al suo interno quell’etica comportamentale che lo conduce ad agire per il bene del suo genere , a prescindere . Questo vi prego di credere non é una tirata filosofica , ma é la base dell’evoluzione dell’umanità .

E come un pendolo tendiamo ad avvicinarsi, o allontanarsi  da questo comportamento  etico,  a seconda del benessere percepito.  Quanto maggiore é , tanto più individualisti e rapaci diveniamo. Quando, al contrario, le cose si mettono male riusciamo a fare fronte comune. E’ su questi scatti  di reni, o di reazione sociale che si fonda il progresso mai lineare , ma sempre a fasi alterne e talvolta regressive.

Per riprendere il discorso sulla finanza e la speculazione mondiale, ed il caso di JP Morgan é eclatante a questo riguardo,   occorre riprendere in mano a livello mondiale;  USA , Europa , Asia il sistema dei controlli e  reintrodurre regole che impongano una disciplina in grado di evitare la distruzione pura e semplice di risorse e  patrimoni comuni da parte di ristretti manipoli di persone. Il buco causato a JPM stessa, inizialmente quantificato in 2 miliardi di dollari , é già divenuto 3 miliardi.  Ma in realtà nessuno al momento é in grado di indicare con precisione quale sarà il costo finale di questo sciagurato  e stupido modo di speculare.  Ciò in quanto il rischio perdurerà  per parecchi trimestri a venire. Quanto più le condizioni di mercato saranno avverse e negative , tanto maggiore sarà la perdita globale che sarà generata.

L’evoluzione dei Credit Default Swap (CDS) infatti influenza a sua volta l’indice  che li valuta e  geometricamente amplia l’effetto. Ora, tenuto conto della situazione globale, del fattore Grecia, del peso del debito americano , del downgranding di numerose banche europee avvenuto stanotte , di cui 21 banche italiane, del “credit crunch” europeo  , voi capite che il rischio diviene esponenziale per quegli istituti che tanto allegramente credevano di poter tappare i buchi a spese altrui.

Mi auguro vivamente che l’Europa possa quanto prima prendere i provvedimenti necessari paer arrestare una speculazione inaccettabile , fine a se stessa che genera solo caos e miseria. La Robin Tax , la misura che intende tassare le transazioni finanziarie richiesta a gran voce da Hollande , è una delle prime regole che dovrebbe far parte del pacchetto del vertice UE di Giugno. Ma altre debbono seguire.  Occorre separare la sana attività di di credito e debito dalla cancrena degli strumenti derivati.

Buona vita a tutti.

Abstract :

Well my friends readers,  it seem that the Ponzi ‘s scheme goes on and on…….Yes, indeed , our american fellow traders are still in place, except one. Not too much to call home. They did whatever they could.Politically correct , financiallly and economically screwing……  They apoligized on tv, they told they could not even imagine the extension of those CDS bet …..              Incredible to believe. No matter what,  if they simply did not realize the amplitude they should resign for negligence , incompetence and wrong doing…….

But this re- opens, once again,  the debate about the financial speculation and the rules . Volker Rule? Robin tax? Return to the Glass- Steagall Act . Anything at this point seems to be better than nothing! Money by itself cannot and should not generate money,  ethically speaking.   We did not learn the lessons of the past . But the reality is there . We  have to return to the old good rules, generating profits through production of goods and services, offering occupation and, above all, education to keep the pace of the evolution. There is not evolution , or progress  without a general improvement of the living conditions. The quality of living cannot be measured   by the GNP only standard.Life and humans  are much more than that. 

Good life to you all.

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Una risposta a BRUNO IKSIL – JP MORGAN, LA SAGA CONTINUA

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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