A QUANDO LA LIBERAZIONE DA C.L. E DALLA SUA GESTIONE


Milano - Nuova sede Regione 5

Milano – Nuova sede Regione 5 (Photo credit: giovanni_novara)

Prendo lo spunto da un’ eccellente articolo di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera di oggi, intitolato il “maso chiuso dei cattolici”.   Le domande e le risposte raccolte nell’articolo di fondo sono, non solo serie e fondate, ma addirittura riduttive .                                La visione dell’insieme delle attività svolte e gestite da CL,  non é certo da “organizzazione non avente fini di lucro”  . Il lucro c’è, e c’é stato , ma non solo quello.  Il movimento ha assunto  da oltre  un ventennio tutti  i connotati di un “zaibatsu” , un conglomerato di attività finanziarie ed industriali che ben poco hanno a che vedere con la carità cristiana, l’amore verso il prossimo , la fede.                                                 

Come in Giappone , l’epoca storica alla quale gli zaibatsu si riferiscono, si considerava a livello di opinione pubblica che fossero “opere benefiche”.  In realtà , allora come oggi,  questo tipo di organizzazioni   sono l’esempio più lampante del trasformismo, dell’egemonia, della separatezza .

Ben lontani nei fatti dai precetti formulati con magniloquenza, i ciellini hanno forse all’origine creduto di governare la politica , di erigersi a modello comportamentale,  di poter indirizzare e gestire i beni pubblici acquisiti , o loro affidati . Sono finiti nel fango proprio a causa di questa loro mal riposta convinzione dell’essere  i migliori.  Si sono rivelati peggiori del vituperato ultra ventennio democristiano. L’orgoglio che li ha contraddistinti, la superiorità che ritenevano di possedere, quali eletti, praticanti di una fede universale, si é tramutato , appena dopo un decennio in sicumera , per poi giungere allo stadio attuale di egemonismo misto ad omissione,  se non ad una  incapacità naturale nell’identificarsi nei  gravi errori compiuti.

E’ quanto meno incredibile , anche per un vero credente , che si continui a ripetere fino alla noia che i reati compiuti in Lombardia da decine di adepti, molti dei quali numerari della stessa setta , siano stati commessi  e reiterati dai singoli individui . La devianza dai principi , seppur difficile, é ammissibile nei confronti di un singolo, non da decine di personaggi che ricoprivano cariche pubbliche ,ottenute grazie al supporto di CL, che sono stati eletti in Regione Lombardia nelle più disparate funzioni.  Per non parlare del più famoso dei numerari , il governatore Formigoni , presidente da oltre un ventennio di questa Regione di cui vanta l’eccellenza , ma che certo non appartiene nè a lui , né a CL.  Per finire con colui che è accreditato come il capo spirituale di questa setta , nata dal franchismo spagnolo. Un’ideologia ed interpretazione  molto improntata al formalismo della fede, più che alla sua vera sostanza. Don Carron ,padre spirituale oggi, sostiene la strana tesi della responsabilità dei singoli ed in tal modo salva “sic et simpliciter” l’organizzazione e la sua struttura.

Una visione politica che più politicante non si può ……Non certo della politica al servizio del cittadino , ma piuttosto della politica che cerca di salvare se stessa. E d’altronde non c’é niente di più “autoreferenziale ” di CL e della sua espansione  in Italia.    A partire dal “Meeting di Rimini” dove politici ed imprenditoria fanno a gara per essere presenti.  Dove i media italiani, appecorati,  coprono l’evento con dovizia di interventi e rullo di tamburi. Peccato che non si dica che il maggior contribuente tra le  aziende che lo finanaziano, siano le multinazionali della guerra ( Finmeccanica) che producono armi e nelle quali ,incredibile , ma vero, vi sono capitali riconducibili alle tante braccia secolari della chiesa.

Per non parlare d’ interi settori , come più volte ho indicato , dell’economia lombarda che sono di fatto controllati da CL. La Sanità lombarda ne é divenuta la longa manus. Decine le cliniche acquisite negli anni ’80 e ’90 a basso costo e trasformate in cliniche di lusso che campano sui contributi del Servizio Sanitario Nazionale. Un ingente flusso di denaro pubblico che é andato negi anni ad implementare il potere economico e l’egemonia di CL nella sanità regionale. Ma oltre  alla sanità , i settori dell’urbanizzazione , dei trasporti sono inquinati almeno nella misura del 25%.  Aste pubbliche truccate, revisione dei piani territoriali di urbanizzazione  e dunque di destinazione d’uso, operazioni di relazioni trasversali per ottenere favori. Oltre a tutto ciò che vive e  si espande nel mondo delle Onlus .  Non per criticare “in toto” il mondo del “non profit” ,che presenta senza dubbio delle vere eccellenze, ma l’autorità giudiziaria dovrebbe approfondire le relazioni , gli scopi, gli usi finali del denaro che questo tipo di organizzazioni movimenta.

Mi rendo conto di quanto difficile sia in un paese dove il 25% del patrimonio immobiliare appartiene al Vaticano cercare di “separare il miglio dal grano”. Comprendo che la normativa sulla tassazione dei beni ecclesiastici sia un timido atto del governo Monti per cominciare a separare ciò che é della chiesa e ciò che é dello Stato.  Certo le interpretazioni legali saranno oggetto di diatribe e ricorsi  sulla reale attività e destinazioni d’uso dell’enorme numero degli immobili coinvolti. Sarà opera dei Comuni cercare di districarsi nei meandri di questo Stato nello Stato che é ,e rimane, la chiesa cattolica. Sì perché é ecclesia quando opera con e per i fedeli, é Stato quando é proprietaria di beni, riceve lasciti, gestisce attività commerciali e di servizio, partecipa a numerosi consigli di amministrazione d’istituti bancari e di Fondazioni bancarie in quanto possiede pacchetti di azioni di maggioranza , o minoranza delle stesse. 

Il Card. Scola , vate ciellino di primaria grandezza, é stato nominato primate della diocesi di Milano, la più ricca diocesi del mondo, proprio dal suo capo supremo, Benedetto XVI . Ciò in quanto l’Opus dei  é la multinazionale della fede cattolica, prelatura personale del pontefice. In numerose aree del mondo ha sostituito i gesuiti . In Sud america ad es. ,si é inserita nei gangli del potere di numerosi Stati. Non ultimo la comunista Cuba. I 10 anni due pontefici hanno visitato il paese.  

Una prelatura che risponde esclusivamente  al papa,  non alla C.E.I, né alla Segreteria di Stato vaticana.     E come si suol dire i ciellini sono i boy scouts dell’armata dell’Opus.  Quindi, chi meglio di un ciellino di primaria grandezza poteva prendersi cura della struttura e fare pulizia ,senza possibilmente sollevare un polverone? Certo non Tettamanzi, ultimamente molto critico delle numerose opache attività nelle quali a vari livelli CL era coinvolta in Lombardia.

Ma ciò che crea sconcerto in persone normodotate , capaci di raziocinio e quindi d’intendere e volere , é ascoltare i precetti a cui si devono attenere i responsabili  della gestione della cosa pubblica .Precetti pronunciati da Scola all’Università Cattolica quest’oggi. Un richiamo rivolto ai giovani cattolici per un’etica stringente e nel contempo un richiamo alle autorità politiche che debbono seguire l’esempio cristiano. Roba da non credere.  Come si suol dire “il bue che dà del cornuto all’asino”!  

L’invito rivolto al potere pubblico, di  governare e lasciare la gestione ai privati è davveo illuminante della concezione deviata e deviante di questi cattolici.  Questo  discorso é definibile apologia di reato.   I Daccò e tutti gli altri faccendieri ,  appunto, si presentavano e gestivano per conto terzi gli affari privati di CL. Il potere regionale che doveva governare, controllare é divenuto connivente.  Sarà meglio sia il pubblico,che   oltre a governare, per almeno il prossimo  quinquennio ,a farsi carico della gestione per ripulire connivenze e commistioni inaccettabili, al di là dei reati commessi .

Gli errori di governo e di gestione devono essere sanzionati da coloro che hanno titolo all’interno dell’organizzazione. Non si può accettare come tesi finale che decine di amministratori della cosa pubblica , legati in vario modo a CL,  abbiano commesso reati a livello personale , quando i benefici di fatto erano e sono economicamente collegabili a CL attraverso le sue attività.

Attendiamo il pentimento “coram populo”

Buona vita.

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Una risposta a A QUANDO LA LIBERAZIONE DA C.L. E DALLA SUA GESTIONE

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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