EPPUR SI MUOVE


Morgan Stanley Building

Morgan Stanley Building (Photo credit: Wikipedia)

Nostra signora teutonica, Angela Merkel,  sembra aver compreso che il vento della politica europea sta’ rapidamente cambiando . Ed allora comincia ad inviare messaggi mirati. Proprio ieri, in un’ intervista al quotidiano Leipziger Wolkszeitung, ha dichiarato che e’ pronta ad introdurre nell’agenda di lavoro per il vertice del 28/29 Giugno un capitolo dedicato alla crescita.   Due i temi su cui si é dichiarata pronta ad impegnarsi ;             accrescere e migliorare le funzioni della BEI, la banca europea degli investimenti e rendere l’utilizzazione dei fondi europei piu’ flessibile e tangibile . E’gia’ un’apertura, ma il bello deve ancora venire  perche’, nonostante abbia reiterato la sua opposizione alla rinegoziazione del trattato di stabilita’, l’ impressione e’ che con la vittoria di Hollande niente sara’ piu’ come prima.

Lo stesso Hollande informato di questi propositi ha gia’ ribattuto che e’ lieto di sapere che le cose si muovano e continuino in questa direzione. Ha inoltre aggiunto che non sara’ la Germania a decidere il futuro dell’Europa intera . Sottolineando che in caso di vittoria una rinegoziazione che ponga l’accento sulla crescita e’ a suo avviso inevitabile. E’evidente che le schermaglie siano iniziate e che la partita sarà lunga e difficile. Ma Giugno è il massimo lasso temporale che l’Europa possa permettersi per non trovarsi in autunno in una crisi senza vie d’uscita.  La congiuntura economica sta’ peggiorando, la disoccupazione e’ in aumento in tutta Europa, la stretta sul credito evidente, la ricapitalizzazione delle maggiori banche europee non ha sortito l’ effetto atteso. Ed il downgrading del debito spagnolo non migliora certo la situazione.La  Germania stessa comincia a risentire della crisi in termini di riduzione della domanda . Ecco che occorre, come scrivevo nel mio precedente blog, prendere seri provvedimenti per uscire dal “cul de sac” nel quale siamo finiti.                        E Monti , conscio della situazione creatasi , ha ,dalla sua,  una rinnovata capacità di manovra godendo ,tra l’altro,   di una certa fiducia da parte dei due altri interlocutori , Merkel e Hollande.

Sempre sul tema dell’inarrestabile moto perpetuo, veniamo ad un altro movimento che sta squassando la campagna presidenziale francese.  Il quotidiano internet Mediapart ha pubblicato ieri un documento che proverebbe il  finanziamento della campagna presidenziale di Sarkozy nel 2007 da parte di Gheddafi con circa 50 milioni di euro .             In Francia il tetto massimo per candidato é fissato in 22 milioni dalla legge.                          La nota segreta  in materia é firmata dall’ex capo dei servizi segreti della Jamahirja ; Moussa Kassa . Altri responsabili del governo di allora hanno confermato il documento. Moussa si trova oggi in esilio in Qatar. Si presuppone , al di là dell’entità di denaro versata ,che la sovvenzione sia avvenuta e ciò pone la candidatura di Sarkozy in serio pericolo. Al di là della scarse chances restategli Sarkozy si trova in una situazione estremamente degradata.

Ciònonostante la reazione dell’entourage di Hollande é stata molto pacata. Unica richiesta fatta al campo avverso é stata di chiedere a Sarkozy di render conto ai francesi di quanto avviene. La situazione economica,  anche per i francesi , é in rapido declino. Oltre il 50%  dei francesi vive con meno di 1700 euro al mese e la situazione diviene sempre più precaria. D’altronde entrambi i candidati hanno annunciato nuove tasse, e con un debito pubblico del 90% su PIL rilanciare l’economia diviene un esercizio alchemico.                      Le dichiarazioni circa una patrimoniale secca del 75% su redditi superiori al milione di euro é stata lanciata proprio per dare un segnale di reale equità nei provvedimenti, al di là dell’impatto che tale misura possa avere in termini di afflusso nelle casse dello stato.

C’è inoltre un’altro effetto consequenziale a quanto scrivevo ieri circa l’attacco verso l’Europa . In questo caso non si tratta di speculazione finanziaria , ma di penetrazione nei mercati europei che corrisponde alla logica dell’espansione dall’interno e non dall’esterno come avviene comunemente con l’export. La Cina dispone di circa 3.300 miliardi di dollari di riserve ed  é oggi sollecitata da molti governi europei ad investire. Grilli ,il vice ministro delle finanze, é al suo terzo viaggio in Cina a questo proposito. . I cinesi hanno compreso che con la crisi economica per i prossimi 5 anni dovranno sperimentare una riduzione del loro export e quindi stanno ,attraverso accordi bilaterali , investendo  in Europa e Russia. Interessante ed illuminante la visita in Islanda, paese colpito da una grave crisi nel 2008. Infrastruuture , costruzioni, energia , i settori sui quali sono giunti  i tanto desiderati investimenti cinesi. Ma non dimentichiamolo, dove c’é energia e materie prime,  i cinesi arrivano come falene. Guardate l’Africa….. l’Islanda è la porta dell’Artico e, come scrivevo in un recente blog, consacrato al futuro economico del mondo, i due poli sono miniere di ogni tipologia di materie prime ,dal petrolio, al gas, alle più rare materie.                                 

Con la Germania stessa l’interscambio che oggi si aggira sui 170 miliardi di dollari é previsto raggiungere  i 300 entro il 2015. In cambio di investimenti  la Cina ha già richiesto alla UE, la riduzione delle barriere e delle restrizioni all’export cinese per quanto attiene all high-technology.  A Stoccolma  nel recente viaggio del 24 Aprile la Cina ha offerto prestiti per 1.3 miliardi di dollari in tecnologie ambiente , ferrovie, e sicurezza stradale. Da notare che la maggior impresa automobilistica svedese , la Volvo, é già in mani cinesi che ora trattano anche il marchio Saab.

Come se tutto questo non bastasse il Wen Jibao nel suo recente viaggio ha annunciato l’apertura di una linea di credito di 10 miliardi di dollari per quei paesi dell’Est europeo che sono interessati a fare affari con la Cina . 16 paesi tra cui i Baltici, la Serbia, la Polonia , l’Ungheria ecc. Gli stessi rapporti cino-russi stanno cambiando,pur restando freddi,  Gazprom stà negoziando con la Cina per forniture di gas per i prossimi decenni. Con l’Europa, la Cina stà inoltre cercando di ottenenre la revoca dell’embargo sulla vendita di armi, in cambio di aiuti ai Paesi del’eurozona in difficoltà.

Ed infine per riprendere il tema del blog relativo a Iksil, il manager di JP Morgan  che ha investito in CDS contro l’Europa,  nel quadro della speculazione in atto da parte di alcune banche americane si cominciano a vederne  i risultati. Queste ultime  vendono titoli governativi dei cosiddetti PIIGS  ,generando  una riduzione del valore degli stessi ,  poi scommettono sul peggioramento della crisi e degli spreads. Ecco che si scopre che nel primo trimestre Morgan Stanley  ha ridotto la sua esposizione di ben 2.4 miliardi di dollari vendendo soprattutto CDS , cioé i derivati preferiti dalla speculazione.Ovvero  Morgan Stanley  si é alleggerita del 24% di questi titoli.  Bank of America  semprenello stesso periodo di 9.8 miliardi. Questo in risposta ad alcni dei miei lettori che confutavano alcuni investimenti contro gli Stati, sostenendo che erano per lo più diretti a società.

Ecco che occorre che i governanti europei si sveglino dal torpore e battano i pugni sul tavolo per non dare sempre agli speculatori l’occasione per arricchirsi alla faccia dei loro cittadini.

Buona vita a tutti. 

 

Informazioni su exult49

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2 risposte a EPPUR SI MUOVE

  1. G. CARLO ha detto:

    Come per tutti i componenti della “banda della magliana” che sono serviti a svolgere i compiti sporchi di un certo evidente potere, anche la grande banda Gheddafi sta sparendo sotto i colpi (veri) di chi ha usufruito dei suoi servigi. Ultimo l’ex ministro del petrolio trovato “casualmente” a Vienna nel Danubio. Qualcuno si illude che facendo sparire i testimoni/operatori serva a non cambiare le cose…come quelli che contestano l’esistenza del “concorso esterno in associazione mafiosa” ottimo strumento inquisitorio (stavolta al servizio del giusto) che, come nel gioco degli scacchi per il cavallo, scavalca tutti quegli impedimenti masochistici/autolimitanti e và al “sodo”.

    Quanto alla MERKEL riporto un vecchio mio commento in altra sede: è’ dura per un tedesco (o per un ricco italiano) ammettere di essere uguale agli altri, specie quando questi hanno bisogno ed è ancora più dura ammettere di averne bisogno. Ammettere poi che anche i tedeschi (o un ricco italiano) nel recente passato erano peggio dei greci … quindi uguali è ancora più dura ! Il vero primo della classe non è un ricco sfigato, nevrotico, ma colui che non solo risolve i suoi problemi, ma trova il tempo di risolvere anche quelli degli altri… se necessario qualche volta passando il compito a chi lo merita.

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  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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