ASTENSIONE VS. PARTECIPAZIONE NELLE PROSSIME ELEZIONI


Nicolas Sarkozy candidat : "Attention ché...

Nicolas Sarkozy candidat : "Attention chérie, ça va trancher". (Photo credit: geoffrey dorne)

E’ già difficile vivere questo paese quotidianamente, che scriverne più di un tot rappresenta un serio sacrificio. Quindi approfittare delle feste comandate ed  ignorarne le convulsioni politiche  e sociali é il minimo . Contrariamente al bon ton perdonista del paese mediatico, sono ben felice che tutta la struttura costruita intorno a quegli accattoni che per anni hanno edificato, a loro uso e consumo, l’idolatria bossiana e delle ampolle del Po, sia caduta in pezzi.  Non che non fosse già evidente che  gente insulsa ed incapace potesse  generare un movimento politico diverso dalla loro immagine di poveri mentecatti. Ma rende giustizia ai ricchi di spirito di critica il constatare, alla fine, che ai poveri di spirito tocca sempre la stessa fine.  Non il paradiso! La peste bubbonica che ha ormai investito la politica tutta ed i partiti stà lentamente espandendosi. E forse, dico forse, questo impedirà ciò che ritengo il più grande rischio per il paese, ovvero la potenziale rigenerazione del ceto politico che ci ha accompagnato in questa lenta inesorabile discesa agli inferi.

Vedremo se le considerazioni, le argomentazioni ed i suggerimenti che occorrono per dare un definitivo cambio di rotta  saranno finalmente presi. Proprio in questa  legislatura che comprende la peggiore, nonché irreponsabile, classe politica che questo paese abbia mai avuto, facendo astrazione dell’ultimo periodo craxiano da cui provengono i vari Sacconi,  Cicchitto,  Brunetta e lo stesso ex consigliere economico di Craxi, Tremonti . Ma prima di poter cantare vittoria , occorre disporre delle loro ceneri e finalmente disperderle.

Per questo occorre poter giungere, non solo ad una nuova legge elettorale che riconduca agli elettori la scelta dei loro rappresentanti, ma ad una riduzione sostanziale di rappresentanti,  ad una legge contro la corruzione  seria ed efficace, a dei controlli esterni sul futuro costo delle elezioni e dei bilanci dei partiti da parte di società di revisione e della Corte dei Conti, all’impedimento di presentazione nelle liste di persone condannate , o anche sottoposte a misure di cautela. In attesa che tutto questo avvenga ed i politici si dimettano dalle loro funzioni non appena indagati , invece di restare in attesa di un giudizio che arriverà dopo i tre gradi non prima di 10 anni. Ecco, prima che tutto questo avvenga e si realizzi, sarà meglio occuparci del fenomeno astensionista che rischia di coinvolgerci.

Sì l’astensione, un fenomeno in auge nell’attuale panorama politico europeo, oggetto di analisi e studio. Ho scritto recentemente delle prossime elezioni francesi e della posizione dei candidati. Bene in Francia attualmente l’astensione é stimata intorno al 32%, guarda caso all’ncirca lo stesso peso che raggiunge in Italia 34%. La notizia ha suscitato un numero incredibile di commenti da parte dei media. Ed una crisi di fondo da parte dei candidati alle presidenziali. Sì perché gli scarti tra le varie categorie sociodemografiche sono elevati.     Per classi d’età in Francia i più giovani tendono a sinistra, mentre oltre i 60 anni gli elettori preferiscono la destra (40.4%). Se come ci si attende l’astensione fosse molto elevata al primo turno, il 22 Aprile, sarà massiccia tra gli elettori più giovani. Per François Hollande un tale fenomeno avrebbe  effetti molto negativi se avvenisse al secondo turno, ovvero il 6 Maggio poiché nel risultato che lo vede largamente in testa al secondo turno rispetto a Sarkozy ,i giovani giocano un ruolo essenziale.  Il problema é comprendere quanto i sondaggi possano essere affidabili in materia di astensione. E’evidente  che i sondaggi  misurano le intenzioni di voto.  Cioé dei futuri votanti e non dei futuri astensionisti.  Resta difficile una precisa valutazione del fenomeno, cioé distinguere tra una possibile tendenziale astensione elevata, da una astensione record! Tutti gli indicatori , sia della Sofres , sia dell’Ifop convergono su un’ astensione elevata…..In linea generale si può dire che in Francia la tendenza é verso un’astensione maggiore nelle elezioni comunali e territoriali, mentre l’elezione presidenziale é stata fino ad oggi risparmiata dal trend.

Per tornare al fenomeno, anche in chiave di lettura italiana,  l’astensione rappresenta un fattore indissolubile, sociologico e politico al tempo stesso. Sociologico perché l’astensione non si distribuisce in modo omogeneo nel quadro sociale. La ragione é evidente, le categorie più toccate sono i più giovani, i meno istruiti, i precari e  i disoccupati , queste rappresentano le categorie più astensioniste. Cosicché al crescere dell’astensione le categorie che ne fuoriescono sovra-rappresentate sono le classi medio-superiori e e gli ultra sessantenni!  Questo fenomeno permette di sottolineare quanto la partecipazione elettorale rappresenti un fattore determinante nei rapporti di forza tra i partiti.   Le elezioni cioé si vincono proprio sulla capacità di mobilitazione dell’elettorato più vicino e potenzialmente favorevole.

Ora se ragioniamo in questi termini i partiti di sinistra, più delle altre formazioni risultano svantaggiati poiché il loro elettorato é in media più giovane di quello di destra e quindi più incline all’astensione. Ed inoltre sono proprio le periferie delle grandi città e le cinture periferiche urbane quelle a presentare un trend astensionista più elevato.

Il trend descritto di smobilitazione delle periferie e di parti importanti di elettorato é sostanzialmete europeo ed ha ormai preso piede nell’ultimo decennio. L’unico antitdoto che sembra avere la meglio sul fenomeno  é la mobilitazione dell’elettorato che dipende essenzialmente e direttamente dall’intensità delle campagne stesse, ovvero dal livello di esposizione mediatica alla quale sono sottoposti gli elettori.  Oltre alla capacità dei candidati stessi di suscitare empatia , o rigetto e da parte dei media la capacità di generare l’estremizzazione , la polarizzazione dei temi.

Sarebbe il caso, parlando alla nuora, affinché suocera intenda, che la nostra sinistra  comprenda il peso dell’astensione, dell’indecisione (assieme costituiscono al momento il 48% delle intenzioni ) che sussiste al suo interno ed intorno al suo potenziale elettorato , affinché già dall’autunno smetta di essere baco e divenga farfalla. Non é al centro che si vince nelle condizioni presenti , come ho già avuto modo di  scrivere, ma andando a recuperare parte di quel consenso oggi indeciso ed astensionista per scelta , o per dissenso dichiarato. Le elezioni francesi ed il loro potenziale risultato, potranno certamente essere d’aiuto, ma la volontà di ricercare strategie idonee e funzionali al contesto  , deve essere il frutto di consapevolezza  e discussione interna.

La speranza che l’alternanza possa condurre ad una reale alternativa politica non deve  affievolirsi di fronte al disincanto prodotto dallo sgretolamento dei partiti politici . La razionalità deve essere superiore all’effetto sentimentale provocato . Ecco che assecondare con adeguate proposte concrete ed immediate il mutamento deve essere il compito di un partito d’ispirazione socialista. Non lasciare che il disincanto divenga strutturale. Solo così si può evitare il ritorno ad un populismo foriero di ulteriori disgrazie e di movimenti antidemocratici. Anche per questa ragione seguo con interesse le elezioni francesi , perché rappresentano in parte quello che può accadere a noi tra 12 mesi. Perché la Francia é Europa e quello che  accade là , così come in Germania ci appartiene .  Il destino futuro é europeo , o non é. Questo é ciò che le classi dirigenti europee attuali non hanno voluto accettare, comprendere e realizzare. E’ compito delle nuove, spero presto, di poter raggiungere quest’obiettivo e colmare il gap!

Buona vita a tutti.

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Una risposta a ASTENSIONE VS. PARTECIPAZIONE NELLE PROSSIME ELEZIONI

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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