ROMNEY , UN MORMONE ALLA CASA BIANCA?


 

Governor Mitt Romney of MA

Governor Mitt Romney of MA (Photo credit: Wikipedia)

 

Seguo da sempre con interesse la campagna elettorale americana, anche se stavolta per la tipologia caratteriale, umana e culturale, i candidati alla nomination repubblicana non hanno particolarmente brillato.  Questa é infatti la ragione per la quale Mitt Romney, quasi certamente lo sfidante di Obama, non ha ancora raccolto sul suo nome , né sul suo team, quel numero di grandi elettori per raggiungere l’ investitura ufficiale .

L’altro sfidante dell’ultima ora, Rick Santorum, per le stesse ragioni non ha convinto il ventre dell’elettorato del sud dove da sempre si giocano le sorti dei G.O.P . Entrambi, con differenti approcci, hanno usato ed usano la religione come un “divide naturale” . La fede già,  in un paese,  in un sud  ancora profondamente conservatore, tradizionalista e perfino razzista sui bordi. Lo scontro tra secolarismo e religione é parte integrante dell’evoluzione delle società occidentali. E quanto maggiore é l’arretratezza  culturale di queste ultime, tanto più evidente  risulta la conflittualità  che ne deriva.  Gli USA ,al pari di altri, forse più di altri, in relazione alla dimensione  del paese , della sua multi-etinicità e multi-culturalismo non ne é indenne.  Ancor più negli stati del Sud ove storicamente lo schiavismo prima  e le lotte per la parità razziale dopo,  hanno lasciato ferite ancora aperte che attraversano sia il sud est ( bible belt) che il sud ovest del paese. Resta in  definitiva una questione ancora irrisolta.

La maggioranza degli elettori americani non presterà troppa attenzione alle convinzioni religiose di Romney, ma una minoranza significativa ci penserà due volte prima di votarlo. Particolarmente i cristiani evangelici che considerano l’essere mormone niente più di un culto . Altri temono che un presidente mormone potrebbe essere influenzato da quella fede nei confronti di temi quali: poligamia, aborto, diritti degli omosessuali, ecc.                       Ma in fondo cosa significa essere mormoni e cosa potrebbe significare per gli USA ed il mondo?  Cominciamo con un sondaggio Gallup ; un americano su cinque non voterà  per Romney in quanto mormone. E qui stiamo parlando di cristiani repubblicani.  D’altronde, anche nel corso delle primarie i cristiani evangelici ,(protestanti) hanno preferito votare Santorum che é un fondamentalista cattolico.

Il mormonismo é un tipico prodotto yankee, fondato nel 1830 , da un pioniere, nel tipico spirito di frontiera , Joseph Smith. Nella teologia mormonica Adamo ed Eva si stabilirono in Missouri (sic), nella cittadina di Gallatin, dopo essere stati cacciati dal Paradiso ed in Missouri gesù tornerà per  la sua resurrezione. Per lo storico mormonico ,Will Bagley,  l’America é la “nazione prediletta da dio” . “E dio é il principale ispiratore della costituzione e della repubblica” ! Non é un caso che Romney abbia spesso dichiarato che “lui crede fermamente che la costituzione americana sia stata ispirata dal divino ed é questa la ragione dell’eccezionaltà della nazione americana e del destino e ruolo che essa ha nel mondo!”  (sic) . Una sorta di filosofia neo-imperialista.  70% dei mormoni sono elettori repubblicani, in quanto essi stessi hanno e  riflettono una visione del mondo “corporate  America“. 

I mormoni, come comunità, contano circa 15 milioni i fedeli nel mondo. Credono nel proselitismo ed infatti 50.000  sono inviati quali missionari per convertire. Sono anche in Italia, ragazzoni e ragazzone seri, ben educati che vivono la loro esperienza in un paese che  parla spesso di fede, ma intende altro.  Il timore dei cristiani evangelici ,e non solo loro, é che grazie a Romney quel culto possa raggiungere una maggiore legittimità in USA e nel mondo, supportandone l’espansione . In un certo senso é la prima volta dagli anni ’60  che un candidato presidente sfida l’elettorato nel cercare di convincerlo che non prenderà ordini , come si disse per Kennedy,  dal papa. E stranamente , come allora, solo 1/5,  la stessa percentuale, afferma che non voterà per  un mormone. Fino ad ora Romney ha fatto il possibile per cercare di evitare di discutere della sua fede.

Un celebre sondaggista, Robert Jones, direttore dell’istituto di ricerca sulle pubbliche religioni, ha dichiarato che forse nel 1960 era sufficiente dire  di credere nella separazione tra chiesa e stato. Oggi sarà più difficile, perché gli elettori vorranno sapere cosa ci farà  con la sua religione,  quanto questa conti  sulle sue considerazioni e sulle sue decisioni.

Jones stesso , come corollario a questa analisi , che trovo corretta, aggiunge che se Romney , come sembra, sarà il candidato repubblicano alla presidenza , il suo mormonismo, costituirà il fattore  che lo farà perdere.  Ciò che colpisce rimane il fatto che con i problemi gravi e non risolti di un grande paese, ancora oggi il fattore religioso possa rappresentare  un coacervo di sentimenti contrastanti . Il paese non é certo l’Italia, dove la separazione tra stato e chiesa non é di fatto mai avvenuta.  Anche a causa della sottomissione della politica al cattolicesimo ed al potere economico di cui gode quest’ultimo .

Ma in USA le religioni sono tante quante il melting pot che ha contribuito a far crescere il paese.  Proprio il loro numero ed il continuo sorgere di movimenti alla base della società, rende impossibile la dittatura del credo di una di esse. I cattolici , da sempre,  sono minoranza e visti con distacco da una cultura che non é né perdonista, né confessionale e sicuramente non dogmatica.  La cultura che ha costituito la culla  dell’ “american way of living “ancor più della religione, in questo paese é quella WASP ; bianca , anglo sassone , protestante. Fondata su pochi principi, su un’etica “del qui ed ora”, non sul pricipio “degli ultimi sarà il regno dei cieli” , bensì sul migliore, il più bravo, vince !  La tipica frase che ogni padre americano di ieri, oggi e probabilmente domani ripete incessantemente al figlio é “Champion”. Ecco, la cultura di fondo é quella dell’essere il campione. Peccato che poi 95/100 non raggiungano nessun grande  traguardo, ma basta per mantenere la filosofia del vincente in auge ed il motore in moto.

Se ho voluto trattare questo tema é perché, come sapete ,  non nutro nessun dubbio circa la vittoria di Obama alle prossime presidenziali. Ma per il ruolo che la religione bene , o male, ancora svolge.  Un ruolo decisamente abnorme e ingiustificato.  La riconferma di Obama non é in dubbio. Non solo per la superiorità intellettuale nei confronti di Romney che é percepita dall’elettore medio. Il ragionamento é che il candidato repubblicano non ha carisma, non é riuscito a creare l’entusiasmo, il desiderio di mutamento, di rottura.   Inoltre il partito repubblicano  ha subito un continuo logoramento ai fianchi da parte sia dei fondamentalisti dei tea’s party, sia dei tycons del Sud , con forti interessi nel petrolio e nel sistema industriale legato al budget della difesa (oltreil 70% delle commesse militari sono prodotte tra Texas e Georgia).  Mentre a livello statale i GOP riescono a mantenere, pur modificate al loro interno, le posizioni di potere , a livello federale escono divisi e troppo compromessi con il grande business  ed il sistema finanziario. Per non parlare delle riforma sanitaria che Obama , seppur annacquata,  stà cercando di far passare.

Infine, dato di forte impatto e valenza , nel 2020 l’elettorato di origine latino americana sarà  maggioranza nel paese. Ciò modificherà ancor più il rimescolamento degli inteessi politici. Si comprende meglio allora il discorso sulle religioni, sul dibattito su chi é più credente dell’altro. Chi é più bianco, o meglio, di un  bianco meno sporco. Una questione che passa da livello antropologico a questione di potere. Ed é sul potere che si giocheranno non queste elezioni, ma quelle del 2016. Quelle elezioni rappresenteranno il vero “turning point” per gli USA e la loro politica interna ed internazionale.

Buona vita a tutti.

  

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Una risposta a ROMNEY , UN MORMONE ALLA CASA BIANCA?

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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