ELEZIONI, DEMOCRAZIA, DENARO


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Wall Street, Manhattan, New York, USA Español: Wall Street, Manhattan, Nueva York, Estados Unidos (Photo credit: Wikipedia)

Poiché siamo in periodo di elezioni , in USA, Francia e per quel poco che conti, anche da noi  per le amministrative , proprio ieri valutavo il lungo percorso che nelle società moderne, nelle cosiddette democrazie occidentali, ha compiuto il significato stesso di democrazia. Lungi da me enunciare i vari saggi in materia scritti da Giovanni Sartori sui principi di base della democrazia. No, mi limito a prendere in considerazione gli ultimi sviluppi  avvenuti in quella che ancor oggi é percepita come la democrazia in chiave moderna.   Dal 21 Gennaio 2010 , in USA i cittadini americani possono finanziare senza limiti le campagne elettorali. L’unica limitazione é rappresentata dal fatto che non debba sussistere alcun legame tra finanziatori e candidati.  In realtà il denaro viene convogliato e transita attraverso un Super Political Action Committee , ovvero un comitato di azione super partes, chiamato più volgarmente SuperPAC.

Il perché tratto questa materia é presto detto , gli scandali ,il declino della politica, la distribuzione dei favori che rappresentano  il nostro scandalo più grande, originano da un finanziamento pubblico di cui trattavo proprio nel blog precedente. Da più parti si considera e si richiede  la sua abolizione e l’introduzione di un sistema privatistico di supporto finanziario dell’attività dei partiti per lo svolgimento delle campagne elettorali. Ecco che ritengo opportuno offrirvi un’idea , seppur superficiale, dell’alternativa in salsa statunitense. E’ evidente che qualsiasi soggetto, dai sindacati alle grandi multinazionali, alle lobbies , associazioni di qualsiasi genere possono concorrere al finanziamento dei candidati. In particolare sembra però affiorare una particolare  categoria di sovvenzionatori alle primarie ed alla campagna presidenziale, quella dei mecenati!

Se guardiamo da vicino l’attuale capmpagna delle primarie del partito Repubblicano ci rendiamo conto degli interessi che soggiaciono dietro i flussi di denaro che affluiscono nelle casse dei PAC dei diversi candidati.  Dietro l’ex speaker della Camera dei rappresentanti Newt Gingrich si schiera  Sheldon Adelson il magnate dei casinò Sands che ha già versato 16.5 milioni di dollari. Per l’ottavo uomo più ricco degli USA ,accreditato da Forbes di una fortuna che supera i 21.5 miliardi di dollari , una bazzecola.  Pro – israeliano, ebreo lui stesso, é fautore di una stretta difesa degli interessi israeliani e della difesa toutcourt di quel paese da parte USA. Il suo refrain é : “non bisogna aver paura di utilizzare la parola islamo-fascista,o  islamo -terrrorista, non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici”.

Dietro Rick Santorum , il ragazzone dell’Opus dei,  integralista e fondamentalista cattolico troviamo Foster Friess, un multi- milionario che ha costruito il proprio impero sulla gestione dei fondi.  Quegli hedge funds che hanno innescato la crisi economica mondiale che stiamo vivendo. Originario del Wyoming, con un patrimonio stimato in 600 milioni di dollari, Friess condivide con il candidato cattolico la dimensione religiosa.Infatti ripete spesso la frase che “dio é il presidente del suo consiglio di amministrazione”(sic)

Peter Thiel é il massimo contribuente alla campagna dell’ex candidato Ron Paul.  Di quest’ultimo in Italia, in Europa, non si é parlato molto.  Il candidato, nel contesto politico odierno, non aveva d’altronde molte chances in quanto liberale, a fronte di una campagna fortemente conservatrice ed impregnata da sub-culture religiose. Thiel stesso ha dichiarato che questo suo sostegno é piuttosto in funzione  della prossima campagna elettorale del 2016. Tra i sovvenzioantori Thiel é il più giovane, con un patrimonio stimato di 1.5 miliardi di dollari, ha “investito” 2.6 milioni nella campagna libertaria. Co- fondatore di Pay Pal, tra i maggiori azionisti di Facebook, Linkedin e Zynga é stato il maggior sovvenzionatore del Super Pac “Endorse Liberty”. Una visione strategico-operativa dei social networks che potrebbe divenire una sorta di prova orwelliana prossimo ventura.

Infine il miliardario Bob Perry, uno dei massimi contribuenti del partito repubblicano da decenni, ha finanziato il suo proprio SuperPAC con 4 milioni di dollari ed ha finanziato tra il 2000 ed il 2010 i candidati conservatori nel suo stato il Texas con ben 38 milioni di dollari.

Veniamo adesso a Barak Obama.  Ha spesso criticato questa legge che permette sovvenzioni a pioggia ,perché come lui stesso ha affermato:  “Rappresenta una vittoria netta per le multinazionali del petrolio, le banche di Wall Street e gli interessi che mobilitano i poteri forti  che ogni giorno si muovono a Washington  per soffocare la voce dei semplici cittadini americani”.  A fronte di questa legge i suoi sostenitori hanno creato a loro volta il Super PAC pro Obama “Priorities USA Action”. I maggiori contribuenti fino ad ora sono stati : il regista Steven Spielberg con 200 mila dollari, Jeffrey Katzenberg,CEO della Dream Works Animation, con 2 milioni di dollari, il conduttore televisivo Bill Maher con 1 milione di dollari.

Ma nonostante la campagna presidenziale abbia inizio solo dopo la nomina del candidato repubblicano, ormai è chiaro che sarà Romney , cioé a partire dalla metà di Giugno , da più parti si discute sul ritardo della raccolta fondi del Partito Democratico. Resta il fatto che come in quella precedente molto é affidato al supporto dei social media e del contributo ed offerte dei singoli elettori. Oltre 2/3 del denaro fu raccolto in precedenza attraverso questo metodo.

Ecco, credo che questa carrellata sui  maggiori contribuenti dei due maggiori partiti che compongono e coinvolgono la struttura ed il sistema della democrazia americana vi abbiano offerto l’idea della situazione. La visibilità e trasparenza dei contributi , é indiscussa, ma pone tuttavia dei seri interrogativi e dubbi su quelle che sono le vere motivazioni  che sottostanno agli investimenti elettorali dei gruppi d’interesse.                Non si tratta qui di riesumare il peso del famoso “complesso militare industriale”, che comunque domina da sempre una parte della politica americana. Se non altro quella repubblicana,  da sempre  in difesa degli interessi della grande avionica ; Boeing, McDonnel Douglas, Halliburton, concentrata , guarda caso, in Texas da sempre contribuente privilegiata , assieme alle compagnie petrolifere , da quel Partito. 

Si tratta di meditare su cosa avverrebbe , ad esempio in Italia , se all’abbattimento di questo sistema di finanziamento , inaccettabile senza controlli e senza responsabilità penali collegate, come da più parti richiesto.  In un Paese come il nostro dove la cooptazione dei ceti dirigenti ed  il potere cortigiano sono il modello di riferimento?     Dove la politica del servilismo e della distribuzione dei favori , nonché del familismo imperante trionfa da secoli?  Questo è un paese che sembra non trarre lezioni dal passato, anche recente. Il potere cortigiano in cui viviamo ci dice una semplice verità. Dal più piccolo gesto al più grande ci dice che si rinuncia a pensare al futuro ,cioé alla speranza , con la S maiuscola. Dall’individuo  fino al comportamento collettivo, per scegliere la protezione , il favore, uccidendo così la propria autostima , rinunciando a priori a testare le proprie capacità.

Ecco, se solo riuscite a comprendere cosa avverrebbe nel caso in cui mettessimo nelle mani delle 80 famiglie che detengono circa il 70%  del potere economico del paese ,l’altro 30% appartiene, sembra  di diritto, alla chiesa, allora forse vi passa la voglia.  Il problema é che la politica é cosa di tutti : Res Publica! Questo é  il principio di base che deve essere praticato. Pensare di delegare ed occuparsi ognuno del proprio giardinetto é da idioti.     Da Platone, Cicerone, Socrate ,  tutto questo é noto . Occorrono controlli, vigilanza, partecipazione. Ecco perché i politici italiani , e non solo loro, contano sulla disinformazione, l’ignoranza , il populismo. Per continuare a fare quello che vogliono.

Buona vita a tutti.

 

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