ELEZIONI FRANCESI E SOTTO SEGRETARI ITALIANI


Jean-luc MELENCHON

Jean-luc MELENCHON (Photo credit: Parti socialiste)

Français : François Hollande à Tours, le 5 sep...

Français : François Hollande à Tours, le 5 septembre 2011. (Photo credit: Wikipedia)

Avendo fatto riferimento nel precedente blog alle elezioni presidenziali francesi ,desidero darvi in proposito qualche informazione supplementare. Ritengo in effetti che questa scadenza politica possa inaugurare in Europa una nuova politica del lavoro, incentrata su maggiore coesione finanziaria e nel contempo  rilanciare una politica industriale degna di questo continente . Un’Unione Europea che  non può  accontentarsi di essere la  più ricca ed importante area di  mercato al mondo, ma dove la sua quota di consumo interno resta minoritaria.  In particolare , nei due  primi paesi manifatturieri ,Germania ed Italia, le esportazioni superano di gran lunga la quota di mercato interno.  Disfunzioni strutturali che non sono mai state affrontate seriamente per riequilibrare il sistema ed accrescere i consumi.

Diverso il caso ,proprio della Francia, con  una quota di mercato interno , ovvero di consumo di prodotti e servizi nazionali che supera il 60%. Ma il cui deficit / PIL ha raggiunto il 5.2% nel2011 . Questa introduzione ha a che fare con le tesi sostenute da François Hollande che intende modificare in modo netto la tassazione patrimoniale, la strategia d’investimento, il contributo sociale delle diverse classi della società francese al benessere pubblico ed alla modernizzazione del paese.           

A tal proposito é interessante prendere lo spunto da una ricerca IPSOS/Logica Business Consulting circa la strategia elettorale del candidato del PS.  Mancano 5 settimane al voto del primo turno e , come é logico che sia,  due candidati sono massimamente all’attacco del favorito , Sarkozy stesso che lo tallona,  e Jean Luc Mélenchon, che rappresenta lo scontento ,  alla  sinistra dello stesso PS.  Quest’ultimo raccoglie tra il 13 ed il 14% delle intenzioni di voto.

Ciò che differenzia i due candidati di sinistra al il primo turno è l’ampiezza della base elettorale su cui poggia la candidatura Hollande.  Anche ai fini di un raffronto con la composizione del nostro panorama elettorale , é interessante notare la suddivisione  operata nello studio.  La Francia é stata divisa in 4 distinti  territori geografico elettorali. a) Francia metropolitana agiata ,25% della popolazione, quella delle città maggiori .       b) La Francia periferica integrata, 11%, che include i comuni periferici,o rurali, integrati, o agiati. c) La Francia metropolitana  fragile ,16%, rappresentata dalle banlieues (hinterland delle grandi città). d) Infine la Francia periferica fragile, 48%, che include  i  piccoli comuni rurali , fragili, o popolari.

Hollande gode in tre di queste fasce di un livello omogeneo d’intenzioni di voto,  il 28.5%. L’unico territorio nel quale é superato dalla destra, o estrema destra (Sarkozy , Le Pen ) è la Francia periferica integrata del 25.5%.

Questa é la previsione per il primo turno elettorale. Ma al secondo turno ,ove solo due candidati saranno in lizza, Hollande vincerebbe in tutti e quattro i territori con uno score del 56.5%! Ilpiù alto, in termini di previsione,  degli ultimi 30 anni.  Giusto per confronto , nel 2007 ,Segolène Royale era vincente nel solo territorio degli hinterland urbani. Sarkozy é oggi molto più fragile del 2007 .E ‘ accreditato su due soli territori;  la Francia metropolitana agiata e  la Francia periferica integrata.  Ha perso cioé l’immagine di candidato popolare e perde consenso nella Francia periferica fragile,  il maggior serbatoio di voti con il 48% .    Cioé Sarkozy  si trova  chiuso a tenaglia tra Hollande con il 28.5% delle intenzioni di voto , il Front national di Marie Le Pen ,accreditata con il 16% e Jean Luc Mélenchon, della sinistra radicale,  accreditato con il 14%.

Ovvero la Francia che ha creduto a  Sarkozy  nel 2007 ,é oggi profondamente delusa e severa con il presidente. Il  livello di sfiducia ha raggiunto livelli stratosferici  per quanto attiene i temi della crescita e dello sviuppo , in una parola la creazione di nuovi posti di lavoro .  Circa l’80% dei francesi non ha più alcuna fiducia nell’attuale esecutivo.  Quindi é  questa Francia periferica e fragilizzata dalla crisi  che diviene strategica alle prossime elezioni.    E’ in fondo su di essa che si concentra il maggior numero di elettori , i più indecisi e ove l’astensione potrebbe divenire decisiva, perché la più suscettibile al richiamo del non voto! 

I margini di vittoria di Hollande restano comunque assai elevati a fronte della disaffezione e non appetibilità degli altri candidati in lizza.

Parlando di non appetibilità, o meglio in questo caso di non digeribilità, colgo l’occasione per esprimere “hic et nunc” il mio disgusto per la pochezza professionale ed etica nei confronti di un componente di questo governo tecnico che dipende direttamente dal Presidente del Consiglio.  Un personaggio che mostra tutta la sicumera tipica del romanaccio che crede di poter atteggiarsi a bullo di quartiere solo perché investito  di una carica ufficiale. Fra i membri del governo é quello più presente ai talk shows televisivi, ove ha più volte manifestato incompetenza nel merito e superficialità nelle risposte.

Mi riferisco a Gianfranco Polillo. Vice segretario del PRI (sic), un’altro partito scomparso che vanta ancora dei rappresentanti! Consigliere economico del PDL alla Camera, funzionario della Camera, oltre ad essere Presidente di Enel stoccaggi, membro del C.d.A. della SVIMEZ , collaboratore del Sole 24 ore,  in quanto giornalista. Mi é sinceramente incomprensibile come questo personaggio possa vantare tante cariche con così scarsa competenza reale , salvo nel barcamenarsi . Il suddetto Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze del Governo Monti,  ha dichiarato il 3 febbraio del 2012 alla trasmissione radiofonica la Zanzara :” mi auguro che Silvio Berlusconi possa essere eletto alla Presidenza della Repubblica , adducendo a motivo di cotanta aspirazione, che la sua discesa in campo nel 1994 “salvò la democrazia italiana” (sic).

Oltre a mostrare un’ ignoranza  storica “de facto”,  mi chiedo come personaggi di tale fatta possano essere accreditati di tecnicità. La sola tecnica usata sembra essere quella di farsi trovare al momento giusto, nel posto giusto, per la nomina giusta . Basta non se ne può più!    Monti , perfavore, dimettilo,  ogniqualvolta si presenta in un talk show spara cazzate in quantità. Grazie in anticipo.

Buona vita a tutti.

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