UNA GRANDE LEZIONE IMPARTITA A MARCHIONNE, MA LA STAMPA NON NE ACCENNA!


Italiano: Sergio Marchionne

Italiano: Sergio Marchionne (Photo credit: Wikipedia)

Volkswagen logo.

E’ proprio vero la nostra stampa non riporta, non commenta, non accenna…..No, la stampa italiana  è proprio ostaggio dei poteri forti.             Con i budgets pubblicitari in picchiata, con Chief Executive Officers alla Marchionne occorre fare attenzione. Forte con i deboli, debole con i forti. Eppure sulla stampa estera la figura del pirla il buon Marchionne l’ha fatta. Come sostiene un’altro, che di queste figure ne ha fatte, e ne farà sicuramente altre , considerata la sicumera che gli proviene direttamente dalla fede che sbandiera da mane a sera, Formigoni , per lui pirla non è un offesa, ma un gentile richiamo alla realtà.

Vi chiederete mai di cosa si tratta. Semplice, la lezione che Christian Klinger ,il padrone assoluto delle vendite mondiali di Volkswagen, ha voluto dare agli altri  costruttori europei . Quei famosi costruttori di auto generalisti . Eh si,  questo signore che riceveva il premio del Journal de l’Automobile a Parigi , quale “uomo dell’anno”, si é tolto parecchi sassolini dalle scarpe in un colpo solo.  Chi mi legge sa perfettamente cosa penso di Marchionne . Ed ho spiegato più volte le mie critiche quanto a mancanza di strategie di marketing, difetti notevoli nella strategia di brand e contraddizioni evidenti nella comunicazione verbale.

Ma fin quando questo lo dice un piccolo blogger , ciò non fà testo. Ma se le stesse cose più , o meno,  le afferma il più grande e meritatamente ben strutturato gruppo europeo , forse allora le mie considerazioni divengono ai vostri occhi più credibili.

I tre signori dell’auto;  Marchionne Fiat, in qualità di presidente  dei costruttori europei recentemente eletto, ,Philippe Varin,  capo del gruppo PSA Peugeot Citroen e Karl Friedrick Stracker , DG Opel (GM), avevano appena ripetuto la litania sulla “sovracapacità di produzione delle auto in Europa in pieno declino” ed il nostro Klinger ha chiaramente detto in faccia a Marchionne che non era prorio questione di richiedere un’aiuto alla Commissione della UE a Bruxelles. Le volpi non perdono il vizio. Dopo che Monti ha chiarito ai Signori Agnelli ed al loro superattivo manager che di soldi non se ne parla, il buon canadese, in qualità di presidente europeo con il supporto dei francesi lancia l’appello.  Ecco le parole del manager tedesco:

“Il dibattito sulla sovracapacità non mi sembra affatto corretto.Il vero dibattito verte invece sulla competitività. Guardate Volkswagen , il nostro gruppo non ha mai delocalizzato una fabbrica. La Germania, nonostante i nostri alti salari , é un’ ottimo paese ed offre un contesto senza pari per possedere ed espandere le nostre fabbriche. Tutto questo non é solo dovuto al fatto di avere degli ottimi servizi di ricerca e sviluppo, ma anche e soprattutto grazie alla flessibilità del lavoro possibile nel paese”.

Se queste parole non vi sembrano sufficienti per comprendere come il buon canadese ha letteralmente pisciato fuori dal vaso, pensando forse di essere in Italia, dove ha un certo numero di zelanti sostenitori, piuttosto limitati direi,  aggiungo un secondo “volet “di carattere.

L’A.C.E.A  (Associazione europea dei costruttori di auto) é intervenuta affermando “il Signor Marchionne (nel suo appello a Bruxelles per riconfigurare e ridurre del 20% la capacità produttiva europea , oggi di circa 20 milioni di auto)  parlava  a  nome proprio  e non a nome dell’Acea. Dipende e consta ai costruttori europei  provvedere a risolvere i loro problemi. Bruxelles non deve entrare minimamente in questa questione poiché non é certo di sua competenza!”

Nessun giornale italiano ,che io sappia,  ha voluto riportare queste frasi. Nessuno che abbia sottolineato la stroncatura forte e grave subita da Marchionne. Non solo , quanto alla infondatezza della materia (sovracapacità), ma in quanto si é permesso di rappresentarla nella veste appena assunta di Presidente dell’Acea!   La mia considerazione circa i canadesi , che ho riportato in un blog precedente , viene confermata.    Giocano a fare gli americani, ma non lo sono. Basta dargli un calcio negli stinchi e far loro abbassare la testa. Dopo sono come tutti gli altri. Ma noi , la nostra stampa, i nostri salotti, i nostri imprenditori peracottari , la nostra cultura d’impresa provinciale,  abbiamo bisogno di mettere sul piedistallo. Per poi disconoscere e negare l’evidenza in seguito. Quanti “padroni ” ho udito trattare da idioti managers che hanno acclamato per un decennio. Questa é l’Italia.  Senza vergogna.

Il piccolo Marchionne che ama affermare, come Mussolini , che non dorme mai, che si alza alle 3.30,  che lavora 18 ore al giorno, torna in Italia con le pive nel sacco . Il solo luogo dove lo amano , ancora per poco,  è a Detroit. Ma certo, lì con quello che hanno passato e passano ancor oggi, lui può davvero mietere applausi.

Il buon Klinger, che a mio avviso ,in termini commerciali vale 5 volte il nostro,  pur bravo C.F.O. , da C.E.O. non vale un granché, ha poi aggiunto:

“Richiedere alla Commissione di negoziare un trattato di libero scambio con il Giappone  potrebbe aprirci le porte del mercato giapponese e di parte di quello asiatico. Questo sarebbe sarebbe molto più importante e molto meglio che domandare alla Commissione di aiutare a chiudere delle fabbriche.  Noi in Germania abbiamo creato nel settore auto  migliaia di nuovi posti di lavoro, non certo perché abbiamo ricevuto degli aiuti di Stato. No, ci siamo lentamente migliorati , anche grazie all’aiuto del sindacato”.  Entro il 2018  contiamo di passare dalla terza posizione di costruttore mondiale alla prima superando GM e Toyota.  Eppure nella stessa Germania Opel (GM) sembra essere sul punto di chiudere due stabilimenti dopo quello di Anversa nel 2010, uno in GB vicino a Liverpool, l’altro a Bochum nell’ovest della Germania.

Per IG Metal ,il grande sindacato tedesco, che siede nei consigli di amministrazione di tutte le aziende auto,  é incredibile che la strategia di GM voglia confinare le vendite del marchio Opel all’Europa e non permettere di vendere le auto Opel in Asia, dove gli altri costuttori Mercedes , Audi e VW stanno facendo affari d’oro. In Francia PSA annuncia la chiusura entro il 2014  della C3  a Aulnay-sous-bois,  Fiat dopo Termini Imerese non chiarisce né con il governo , né con i sindacati il futuro di altri due siti produttivi.

Mi trovo piuttosto d’accordo con il manager della VW. Il problema é che il settore auto é stato per decenni in Europa  il settore economico a più alta intensità di lavoro, tra diretto ed indiretto. Oggi non lo é più, ma la percezione é rimasta la stessa. Abituati ad aiuti di ogni genere da parte dei governi nazionali e locali , hanno goduto di posizioni di privilegio non investendo in maniera continuativa in R&S , né in nuove tecnologie e, soprattutto, mancando nelle relazioni industriali. Niente di strano che oggi  abbiano persa la credibilità del passato. Ricordate la puttanata Fiat di voler investire differenziandosi dal “core business” 20 anni fà ; Alpitour , Club Mediterranée, BSN -Danone ?  Nel socializzare le perdite, privatizzando i profitti ? Fallita miseramente!  Ed ora negli USA si é ingranata la retromarcia. Non si delocalizza più. Si offrono 8 miliardi per riportare lavoro a Detroit in cambio di un pò di know -how  europeo, leggermente datato, ma tanto parco però in fatto  di consumi e con un pò di flair italiano.

Ci si é resi conto che operare all’estero permette profitti interessanti, ma alla fine ciò impoverisce il paese, le condizioni di vita , in una parola i consumi che quel paese hanno aiutato a crescere e sviluppare . Strategie di ritorno? Sembra , ma le condizioni ed i contesti hanno fatali diversità .

Quadro riassuntivo della produzione auto in Europa :

2007                            2011

23.1 milioni              20.5 mil.

Immatricolazioni

2007 in mil.              2011

15.9                              13.6

Quote di mercato dei costruttori  europei. VW 21.6% – PSA  13% – Renault 10.3 – Ford 8.2% – Fiat 7.7 – Daimler 5.7 –  BMW 5.2.

Buona vita a tutti.

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Una risposta a UNA GRANDE LEZIONE IMPARTITA A MARCHIONNE, MA LA STAMPA NON NE ACCENNA!

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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