GOLDMAN&SACHS, FINE DI UN MITO


English: Logo of The Goldman Sachs Group, Inc....

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English: The New York Times building in New Yo...

The Goldman Sachs Tower - Jersey city, NJ.

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DAVOS/SWITZERLAND, 27JAN10 - Gary D. Cohn, Pre...

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Gli scandali continui e costanti di questo mito americano del far banca, nel senso più tipico del sistema bancario “laissez faire“, che riunisce marketing aggressivo, adulazione verso i potenti, profferta di “collaterals” ed inserimento nel circuito elettivo,  stà rotolando a terra come le teste dei suoi C.E.O. Già dal 2009 questa istituzione, erroneamente venerata, ha cominciato a perdere pezzi . In piena crisi , dopo aver  ricevuto lauti aiuti dal governo americano, distribuiva enormi fringe benefits e incrementi salariali ai propri dipendenti. La tipica vignetta americana dei giornali USA fu una piovra che succhia tutto ciò che sa di denaro. Nel 2010 la SEC ,l’autorità di controllo della borsa, ha perseguito la banca d’affari per aver venduto agli investitori  titoli ad alto rischio, gli ormai famosi derivati legati al mercato immobiliare che di lì a poco sarebbe miseramente crollato insieme al sogno del mattone a stelle e strisce.

La vicenda ebbe inizio da una mail di un trader francese, Fabrice Tourre,  che dichiarava come i poveri risparmaitori sarebbero stati schiacciati dal peso di quell’investimento. La faccenda , com’è costume tra ladri gentiluomini, fu messa a tacere con una multa da parte  SEC di 550 milioni di dollari.

Mercoledì, ieri per la cronaca , Greg Smith ,un responsabile delle vendite dei derivati con base  a Londra ha sbattutto la porta ed in una lettera/intervista rilasciata al New York Timesha denunciato la cultura vigente in quella istituzione che tanto si ammanta di belle parole e bei principi…….  Oltre a godere dei  più sofisticati studi economici forniti da quelli stessi premi Nobel che lavorano in quelle belle Università sovvenzionate da…..Goldman&Sachs !  Dichiarazioni che non lasciano dubbi sulla natura degli scambi e delle transazioni: “L’interesse del cliente é decisamente in secondo piano”, ” il clima ed il contesto in cui si opera é divenuto francamente tossico e distruttivo”.  Immediatamente  il porta parola dell’isituto ha smentito affermando che “l’opinione espressa  non appartiene al nostro modo di gestire gli affari” ,  “noi non potremmo riuscire se non attraverso la riuscita dei nostri clienti”.

Questa lettera aperta fà seguito a numerose voci ,”boatos”, che ormai sono di dominio pubblico e che invadono il mondo degli affari. La banca ha cercato di far passare, attraverso i media “amici”, il messaggio che il Sig. Smith non é un dirigente , ma un semplice quadro.  Ma vedete,  in fondo tutto il mondo é paese , come si suol dire, una memoria del PDG della banca, Lloyd Blankfein, e del suo numero due, Gary Cohn,  largamente distribuito alla stampa, ha messo in evidenza che i peracottari ci sono anche oltre atlantico.  Anzi, per esperienza personale,  direi che nel mondo bancario ce ne sono molti di più là! Ovvero si sottolineava che l’organigramma G&S é composto da 12 mila , sì vete letto bene, 12.000 Vice Presidenti , la stessa funzione di Smith , su 30mila impiegati in totale.  Eh si perché V.P. in USA non é mai stato un gran titolo, credetemi. Si usa spesso relativamente al mondo delle vendite.

Conta di più un Director, tanto per fare un esempio. La differenza tra il mondo yankee ed il nostro in tal senso é abissale . Da noi i potenti si schermano , meno operativi sono, meno si sporcano le mani , più potere hanno!  Guardate il castello delle scatole cinesi delle nostre Fondazioni bancarie che sono il vero burattinaio, il coperchio  della nostra povera ed  asfittica  economia .  No , negli USA chi conta , da sempre , sono gli operativi, coloro che ci mettono la faccia . Niente forma, tutta sostanza. Ecco perché sono anche più remunerati. Quando scoppia la bolla , spariscono. Da noi i mandanti restano sempre al potere, con gli stessi appannaggi , protetti nelle loro stanze ovattate , protetti dalla politica ,ormai non più connivente , ma serva!

Ma torniamo a  G&S, pure Paul Volcker é venuto in aiuto del CEO dimissionario dicendo che dal 1999 ,anno di quotazione in borsa, la banca aveva cambiato mentalità (sic).   L’unico cambiamento avvenuto nella sua strategia operativa é stato che più di occuparsi di Mergers&Acquisitions, fusioni,  si é orientata verso le tipiche attività di mercato, per suo proprio conto. Ed in effetti i benefici sono provenuti da questo business ,divenuto “core”, che ha fatto la parte del leone negli ultimi 10 anni d’intensa speculazione. Questo mutamento strategico é stato operato dai due, Blankfein e Cohn, provenienti da quel ramo d’azienda. Ma la riforma del 2010,  introdotta dopo i disastri compiuti dalla crisi dei derivati, e che  limita le operazioni bancarie in conto proprio ed interbancarie, così come l’acquisto e vendita di prodotti derivati , ha fatto crollare i benefici di G&S nel 2010 e 2011.

I commenti sulla stampa settoriale,  finanziaria e bancaria,  americana si sprecano circa questo modo non solo disinvolto ,  ma truffaldino di fare banca.  Commenti su Forbes e vari editoriali denunciano gli enormi conflitti d’interesse sia all’interno della galassia G&S , sia all’esterno,  dove questa può contare su supporti politici ed economici di alto livello nella ragnatela di mondiale intessuta : 2 primi ministri, 3 ministri delle finanze nel mondo , per non parlare di fior di consulenti , ex di grosse corporations, prezzolati per fornire informazioni strategiche, e lo stesso segretario al tesoro americano,  ex G&S.  Questa “berlina” mediatica  dovrebbe produrre a breve termine una discussione approfondita  ed aperta sul modo di fare banca . In particolare negli USA, dove i nodi sono giunti al pettine, anche grazie alla campagna presidenziale. 

La  diatriba continua che vede la destra  conservatice repubblicana ed i democratici su fronti opposti per quanto attiene l’ accumulazione del denaro, la distribuzione delle risorse, la tassazione dei patrimoni, la progressività di tassazione e nel mezzo un sistema bancario che , sostanzialmente rispetto a quello europeo,  é fuori controllo.
Il discorso relativo alle regole, al controllo dei flussi, alla speculazione che gode oggi a livello planetario di un salvacondotto che niente ha a che vedere con la libertà d’iniziativa, con il liberismo inteso accademicamente , ma che sfrutta le liquidità a fini meramente speculativi,  provocando danni incalcolabili all’economia  reale a livello planetario.  Basti vedere oggi l’assedio ai paesi in via di sviluppo ed alle loro ricchezze , le materie prime!

Torniamo allora al famoso progetto della Tobin Tax .  Quella tassa tanto odiata dagli speculatori, dagli Stati che sfruttano il sistema, che offrono loro basi e coperture.                La Gran Bretagna ne é un’esempio lampante.  Se il liberismo é sinonimo di autonoma e libera capacità di speculazione , l’economia che vive di prodotto e distribuzione , di creazione di ricchezza attraverso la trasformazione , ha tutto il diritto di difendersi da fattori che generano squilibrio , perdite, o peggio, la loro distruzione.

In questo senso la revisione a livello planetario del significato di far banca , di valutare la finanza per il potenziale nel medio-lungo  , non per il vantaggio economico a breve termine é in atto. L’Europa da questo punto di vista é certamente meglio posizionata degli USA.   Ma la globalizzazione obbliga tutti a fare i conti con l’oste.   Non si può permettere oltre l’impoverimento continuo di vaste aree del globo a stretto vantaggio di minoranze assolute.  Lo stesso principio capitalistico dell’espansione del benessere e quindi del suo ulteriore sviluppo é a rischio.   Basti considerare il momento attuale per comprenderne i risvolti. Oppure  visivamente considerare l’immenso continente africano lasciato a sé stesso per comprendere l’enorme  distruzione delle risorse che un’economia senza costrutto provoca.

Buona vita a tutti.

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2 risposte a GOLDMAN&SACHS, FINE DI UN MITO

  1. studentslaw ha detto:

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  2. exult49 ha detto:

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