PD, A PALERMO VINCE LA MAFIA


Recentemente avevo trattato il tema della crisi interna al PD sollevando una serie di critiche che riguardavano i contenuti di una proposta politica che non c’é ed un progetto di alleanze attraverso cui  governare. Purtroppo si assiste ad una totale assenza di risposte in merito. Questa situazione risulta ancor peggiore di una eventuale spaccatura ,poiché rischia di creare un vuoto assoluto in termini di competitività elettorale. A fronte di una maggioranza di elettori che dichiarano sondaggio, dopo sondaggio, di voler astenersi dal voto , o di essere particolarmente indecisi , uno dei primi doveri di un partito di massa, di un partito che si considera  primo partito del paese, dovrebbe essere di chiarire  le sue posizioni sul futuro , sul governo che intende assemblare, sulla visione dell’Italia a dieci anni,  nel quadro europeo.  

E’assai deprimente ed incredibile che un tale stallo politico si verifichi proprio quando i tempi ed i modi per addivenire ad un progetto compiuto si fanno sempre più stretti. Inutile che ripeta la mia più totale idiosincrasia verso la componente Margherita confluita , badate bene, confluita nel PD.  Siamo giunti al punto che coloro che sono confluiti ,oggi vogliano imporre  il percoso politico. I Fioroni , i Follini e tutti coloro che vedono nelle sirene di un centrismo di maniera il futuro di un movimento politico che di fatto alienerebbe se stesso con una tale decisione. Ho già scritto ciò che penso circa la struttura ed organizzazione del partito stesso.  Non più adeguata ai tempi,  elefantiaca, non più rispondente ad una visione moderna di organizzazione politica che deve disporre di una struttura leggera e flessibile che si attiva nei momenti cruciali di partecipazione. L’attuale struttura inoltre risente di numerosi orpelli. Ciò  in quanto col tempo si sono sedimentati rapporti , relazioni, a livello territoriale , provinciale e regionale che  determinano personalismi e deviazionismi gestionali .

Le primarie siciliane sono esemplari a tal proposito. Una regione a statuto speciale che, ormai da decenni , non solo é malgovernata , ma che costa alla collettività nazionale il triplo di regioni di pari demografia ,  avendo  un Pil che non giunge neanche alla metà della loro spesa. Gli inciuci sono eretti a regola di sistema.  La borghesia siciliana, classista , perbenista, collusa e connivente con un sistema cooptativo strutturato, al di là del colore politico. Tutto cambia, affinché niente cambi, non per niente, Tomasi di Lampedusa era un fine conoscitore dei mali della trinacria. E se guardate ai politici espressi dall’isola negli ultimi cento anni é un pianto greco.Salvo rarissime eccezioni.      Un popolo che resta fortemente oppresso da consuetudini e regole non scritte incapace di autodeterminarsi.  Se politica, come spesso scrivo, vuol dire scegliere per il bene pubblico, allora in questa Regione sia a destra, che a sinistra si é da molto tempo perso il senso civico.

Si é abdicato ad ogni serio costrutto per approdare ad un mercimonio di correnti, ad un voto di scambio, che é indegno di un paese civile. Dai 61 seggi, su 61, pro Berlusconi di un decennio fà,  al governo Lombardo che vivacchia con l’appogio esterno del PD. Inqualificabile.  Il notista e politologo, nonché elitista, Panebianco, sbaglia ancora una volta la sua analisi . Non sono in gioco le primarie, strumento di democrazia diretta ineguagliabile. Il problema é il territorio dove si svolgono. In un contesto, che come descrivono bene i magistrati da oltre 30 anni, il tessuto connettivo della società civile e  politica é inquinato da comportamenti mafiosi, il risultato elettorale rischia di non essere rappresentativo. Non si conferma un trend, no , si conferma la peculiarità del cancro,della metastasi. E di questo Fioroni ed i suoi accoliti sono veicoli portatori.  Il centro, il centrismo, le relazioni, la chiesa,  tutto ciò che gira attorno a questa regione é fatto di immobilità, inadeguatezza, provincialismo che divora, o rigetta , decennio dopo decennio le eccellenze , l’enorme potenziale di una regione ricca  di risorse e talenti che devono andarsene per riuscire ad emergere. Tutto ciò per l’assoluto disprezzo che in quella regione si ha della meritocrazia. Il familismo é la pietra miliare , il motore perpetuo dell’isola.

Bersani , le cui dimissioni sono state immediatamente richieste dagli esponenti territoriali del PD;  Lumia  e Garaffa senatori, Cardinale consigliere regionale, dal capogruppo alla regione Cracolici e da altri notabili , mezze calzette,  dimostrano quanto bene al tavolino siano state preparate queste primarie.  Hanno disperatamente voluto che vincesse il candidato che guarda al centro, cioé Ferrandelli. Un Carneade . Un boy scout dell’Agesci di 31 anni, piccolo impiegato di banca, che ha collezionato il massimo delle assenze ai consigli e che per 150 voti di differenza oggi canta vittoria . Un Renzi in versione palermitana,  per la verità più “picciotto” che “uomo di panza”.  Funzionale al disegno.                          

Uno che alla trasmissione televisiva “Un giorno da pecora” non ha saputo rispondere alla domanda  quanti abitanti ha Palermo !!

Questo é il candidato che ha vinto le primarie del PD a Palermo.   Di questo signor nessuno ne hanno fatto un caso nazionale.  Tutti ,  Veltroni, Letta, Gentiloni hanno però subito intonato  in coro il  “de profundis ” per Bersani, reo di aver  sostenuto la coalizione PD-SEL-IDV.  Peccato per loro,  perché proprio le primarie , anche se a scapito di alcuni candidati scelti dall’alto, dimostrano che la competizione é vera e vincente, come hanno dimostrato i casi di Milano, Napoli e Genova.

Da queste primarie risulta evidente che si é fortemente voluto trarne un risultato politico . Voler a tutti i costi determinare una virata del PD verso il centro.   Questo é il disegno dichiarato  di una forte minoranza del partito , dei vecchi segretari, dei tromboni , degli uomini di apparato, quelli sulla via del tramonto.    A questi ultimi occorre che Bersani  dia una risposta inequivocabile. Troppo tardi ormai per commissariare il PD regionale e provinciale . La Bindi ha richiesto un incontro tra i maggiorenti. Da questo  può nascere il prodromo di una risposta politica. L’elettorato del PD ormai é fortemente radicato nella classe media. Il proletariato é defunto. La classe operaia é quasi un ricordo . Non é andata in Paradiso. E’ alla macchia. Si divide tra velleità vetero territoriali leghiste, sogni di riscossa giustizialista dell’estrema sisnistra ed il resto  sedato ed in stato catatonico .

La volontà di cambiamento é forte, ma  non sarà certo assicurata da politici bolliti quali : Veltroni, Dalema ,Fioroni, Letta, Gentiloni ecc. ecc.  Hanno governato partito ed esecutivo, dimostrando in entrambi i casi la loro incapacità e spesso incompetenza. 

Quindi sarà meglio separarsi prima, addivenire ad un “redde rationem”  di esperienze abortite,  piuttosto che giungere alle elezioni con questa zavorra. Il PD rischia di perdere quelle elezioni che lo vedono naturale vincitore. Può vincere solo con un’alleanza aperta, ricollocandosi nell’alveo della sinistra riformista europea, al pari del PS francese , o dell’SPD tedesco.  In netta alternativa ai popolari, democratici cristiani ,  liberals di ogni tipo.  Non alleandosi con loro per ricostituire l’ennesimo inciucio ideologico-politico di quest’Italia che non riesce a scrollarsi di dosso i parassiti .                                                         Si vince mostrando  determinazione  e desiderio per la costruzione di un paese laico e progressista che vuole procedere innanzi e non farsi risucchiare in logiche da compromesso storico che sono da sempre l’humus  delle forze conservatrici .        

L’obiettivo vero del PD deve essere la riconquista di quell’elettorato che oggi per oltre 50% é indeciso, o astensionista , non quello di sgranocchiare piccole percentuali di voto  tra quelli espressi. Coloro che restano alla finestra vogliono avere un’idea chiara di ciò che la sinistra intende fare, prima del voto, non dopo il voto.  Se questo paese cambia , lo farà solo senza ulteriori inciuci.  La fase di transizione attuale ne é la riprova. All’uscita da questa si deve offrire una scelta chiara . Quindi meglio una coalizione coesa che punta tutto sul cambiamento, che investe sui giovani, che rinuncia ad alcuni privilegi, che riesce ad aggregare intorno a sé le forze attive , piuttosto che un’alleanza mortificatrice che conduce alla perdita d’identità e consegna la sinistra ad un ménage à trois!

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a PD, A PALERMO VINCE LA MAFIA

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  2. G. CARLO ha detto:

    MI SA CHE LA SICILIA DEBBA ESSERE MESSA IN QUARANTENA, CHE E’ COSA DIVERSA DA LLA SECESSIONE. LE REGIONI DEVONO CONTARE IN PROPORZIONE AL CONTRIBUTO REALE CHE DANNO ALLA COLLETTIVITA’ NAZIONALE. LO STESSO DOVREBBE VALERE ANCHE A LIVELLO EUROPEO, PER GLI STATI MEMBRI, OVVIAMENTE TENENDO CONTO DELLE POTENZIALITA’ INESPRESSE.
    AD UN ADOLESCENTE SI PUO’ DARE SOLO UN’ AUTONOMIA “CONTROLLATA”.

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