VISIONI


Dubai, UAE | Dubai Creek ¦ #2

Prendo lo spunto dall’articolo di fondo di Paul Krugman, premio Nobel per l’economia, circa la malattia che piega l’ Europa, come lui afferma. O meglio, da quelle interpretazioni, o false diagnosi che ci vengono propinate in quantità industriali per meglio confondere le realtà socio-economiche sottostanti.  Sinteticamente, si pone in contrasto la visione conservatrice repubblicana americana che nasconde sotto il tappeto le proprie colpe:  deregulation, leveraging, empty collaterals, politiche finanziarie eccessivamente liberiste, ecc. ecc.  Poi si accusa l’Europa di essere divenuta il malato del mondo per aver voluto mantenere il cosiddetto welfare state.   La tipica “tiritera” di comunicazione  vetero conservatrice che della solidarietà non sa cosa farsene e che ,come natura vuole, premia il più forte a scapito del più debole. I meno abbienti ed i disgraziati sono funzionali al sistema che li espelle e ne fa dei diseredati.  Ed infatti oggi in USA le disparità e dicotomie di ogni genere :  di fede , politiche , ideologiche tra Nord e Sud sono quasi tornate ad essere quelle da prima della guerra civile.   Una Mason – Dixon Line versione 2012. Non a caso la campagna presidenziale americana in corso vede il risorgere di temi che credevamo relegati alla storia.

Dall’altra parte si analizza la versione tedesca, ovvero che la crisi si sviluppi intorno alla irresponsabilità fiscale dei PIIGS .  Nel confutare entrambe le tesi , per evidente errata interpretazione , rimane pur sempre una visione americano- centrica del mondo che vede la moneta ed il monetarismo come fulcro di ogni problema finanziario . Dollaro/Euro e la favola del “golden standard”.  Che l’Euro non poggi sullo zoccolo duro di un’unione politica e non disponga di una struttura federale é evidente a tutti, ma che rappresenti la seconda moneta rifugio nel mondo ,con il 25% delle riserve mondiali espresse, é altrettanto vero.  Si aggiunga che la UE rappresenta il più ricco e grande mercato del mondo.  Si comprenderà  così la ragione del canto delle sirene, che vorrebbero vederci naufragare, e come questo canto risulti avere molti decibels. I flussi monetari sembrano oggi restare in attesa , come si suol dire ,alla finestra, nonostante l’enorme liquidità presente. Proprio questa sembra essere oggetto del grande interesse da parte d’ Europa ed USA.

La situazione geopolitica sta rapidamente modificandosi in un mondo sempre più globalizzato. I paesi del MENA , (Middle East North Africa) cercano di recuperare le forti perdite del 2011.  A fronte di una perdita di valore delle borse dei sette maggiori paesi del Golfo, GCC, del 12.41% per l’anno scorso ,nei primi due mesi del 2012 l’ incremento é del 7%. La Borsa di Dubai addirittura mostra un incremento del 23%. Cosa innesca questo fermento? L’Arabia Saudita  ha deciso di aprire la sua borsa agli investitori stranieri.

Ovvero il più liquido e grande mercato finanziario del mondo arabo e nel contempo il più chiuso e meno accessisibile è sul punto di aprirsi. Ed ecco che prefigurare quale sarà la destinazione di queste riserve; dollaro, ,euro, renimbi, non é solo curiosità.                         La volontà della teocrazia é quella di superare il localismo/regionalismo della propria economia e divenire un hub finanziario borsistico mondiale. Non per niente il primo ministro inglese ,poche settimane fà , é venuto a vendere la sua mercanzia in un periodo di vacche magre . La City versa in brutte acque e riuscire a costruire una joint-venture con Ryad sarebbe un’assicurazione vita , giusto in caso che gli europei continentali riescano a varare una Tobin tax che toserebbe di un bel 30% i profitti speculativi.

La previsione economica per i paesi del Golfo, esportatori di petrolio, sembra non subire alcun rallentamento con un prezzo al barile che resta sopra i 100 dollari . Tale livello assicura una leva capace di finanziare i loro bilanci e soprattutto incrementa  i loro investimenti in settori in forte crescita , non petroliferi. Per tale regione la crescita sembra che sarà assi elevata nel corso del 2012. Evidentemente non esistono solo Cina, India e Brasile nel determinare il destino economico finanziario del mondo. I produttori vivono di mercato e di consumatori. Ma anche gli  investitori hanno il loro potere. E quest’ultimo  varia proporzionalmente al variare dell’accesso al denaro in periodi di credit crunch. L’avvicinamento ed apertura del mondo finanziario arabo condurrà al mutamento di certi equilibri consolidati e contribuirà a bilanciare gli squilibri recenti.

Proprio ieri Nomura, il più grande Gruppo Finanziario giapponese ed il più attivo in Asia  é stato autorizzato dall’autorità borsistica saudita, CMA, ad offire agli investitori internazionali accesso  al Tadawul, la borsa saudita. Già dal 2009 il CEO di Nomura a Ryad lavorava al progetto. E guarda caso una visita di 5 giorni (23/29 Feb.) di ben 13 membri di una delegazione britannica guidata dal Lord Major di Londra David Wooton, oltre  che di varie società di consulenza, é a Ryad per discutere di scambi commerciali . Vedremo quanto la finanza britannica riuscirà a fare in quel quadrante medio-orientale.

Sarebbe piuttosto intelligente in periodi difficili, come l’attuale, parlare meno e agire di più e meglio nella ricerca di soluzioni alternative. Ma purtroppo noi europei spesso godiamo nel dissertare dei mali e difetti reciproci senza curarsi che mentre ci studiamo e scanniamo, altri sanno approfittare delle nostre debolezze.  

Riuscire  ad esempio ad integrare e collegare meglio i paesi della periferia europea per migliorare la competitività generale. Riprendere in mano il progetto economico dell’europa mediterranea lanciato dalla Francia di Sarkozy e renderlo più completo ed adeguato alle reciproche esigenze  europee e nord africane alla luce delle primavere arabe. Cominciare seriamente a discutere una strategia di sviluppo per il continente africano ed in particolare sub-sahriano, non solo ci permetterebbe di allargare l’orizzonte politico, ma contrastare l’espansione cinese in quel continente che oggi rappresenta la vera cassaforte per il futuro . 

Ecco in breve , come amano dire gli americani , una sorta di “eye bird view”, una visione a volo d’ uccello, cosa si potrebbe assemblare per combattere la recessione che ci attananglia  e che non ci lascerà tanto presto. Gli effetti della manovra Monti devono ancora farsi sentire. Tutto il 2012 sarà recessivo e solo a partire dal secondo semestre 2013 , forse, potremo cominciare a vedere la fine del tunnel. 

Buona vita a tutti. 

Informazioni su exult49

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Una risposta a VISIONI

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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