SPREADS CULTURALI: REALTA’, O SOGNI


 

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Far quadrare i bilanci non é certamente un compito facile in Italia.  In particolare quando una seria e puntuale informazione scarseggia , o peggio,  é oggetto di continue rivisitazioni mistificatorie. Prendiamo la tassazione dei beni ecclesiastici della quale mi sono occupato ripetutamente. In attesa del decreto che stabilirà gli esatti confini dell’imposizione che si ha già l’impressione siano stati ampiamente concordati con la S.Sede e risponda in forma blanda alle richieste formulate dalla Commissione europea. Bene affermare che la chiesa cattolica, come ogni organizzazione a fini di lucro,  pagherà le imposte!

Molto male ritenere che debbano pagare solo quegli Istituti, Strutture , Servizi ,ovvero tutti gli enti proprietà della chiesa “che presentino utili” . Perché? Molto elementare. Sappiate che l’85% delle imprese italiane, parliamo quindi dalla stragrande maggioranza, presentano bilanci in perdita. Non mi riferiso solo a questi ultimi anni di vacche magre, no , no, da almeno un quindicennio questa storia, tutta italiana ,va avanti senza che nessuno dica nulla. Aziende che non per  un anno, ma da un quinquennio non producono il men che minimo profitto . Questa é la situazione nazionale. In un paese normale, al di là dell’evasione, se un’azienda non produce utili per oltre un quinquennio, chiude . Peccato che le stesse abbiano magari intestate 7/8 vetture di grossa cilindrata, terreni, fabbricati ecc.

Affermare, come sembra abbia fatto Passera , che la Chiesa pagherà là dove gli esercizi commerciali posseduti presentino utili , equivale a darle l’ennesima guarentigia.         Questo Stato, deve cominciare, se vuole cambiare davvero, a darsi gli strumenti di controllo necessari per la verifica delle esazioni.  Abbiamo già circa 180 miliardi di economia sommersa. Sono 11.000 gli immobili che rappresentano la struttura organica d’istruzione e cultura cattoliche: 5 grandi Università a Milano e Roma, 135 strutture univ. e parauniv. sul territorio, 1136 secondarie, 1280 primarie,2.300 biblioteche e musei,  6228 materne. Qualcuno, come il ben noto fondamentalista cattolico on.Giovanardi, afferma che niente sia dovuto da questi istituti in quanto parificati agli istituti pubblici.

Un tale ragionamento da utili idioti,  funzionali al sistema, o da mentecatti politici in cerca di suppporto elettorale, ormai scarso. Negli ultimi 15 anni la politica dei governi Prodi e soprattutto Berlusconi hanno ricompensato le scuole cattoliche di ogni ordine e grado ,per assicurarsi il supporto elettorale, elargendo a queste ultime risorse milionarie togliendole a quelle pubbliche.

Ed ora, secondo questi parlamentari da strapazzo, con titolo di scuola media superiore, ma molto attivi nel ricevere supporto finanziario dalle associazioni di categoria conniventi , dovremmo per pietà affrancarle dalle imposte?  Ascoltare le elucubrazioni catto fondamentaliste circa l’omosessualità , da parte di questo cialtrone della grassa provincia emiliana , lascia comprendere l’enorme distanza, spread , gap , chiamatela come volete , tra la realtà italiana  odierna e l’Italia degli anni ’70 che essi rappresentano. Si vuole dettare regole, canoni comportamentali , in nome di una morale della quale loro stessi sono incapaci. Oltre alla cultura ,il patrimonio della chiesa é ben diffuso nell’ambito della sanità ed assistenza con ben 4.712 centri: 10 grandi Ospedali a Milano e Roma, 1853 ospedali e case di cura di cui oltre la metà in Lombardia, 111 ospedali di medie dimensioni, 1669 “centri di difesa della vita e della famiglia” ecc.

Per non parlare delle Stutture ecclesiastiche in numero di 49.982 . I servizi della chiesa cattolica sono così distribuiti : 47.9% al Nord – 23.6% al Centro – 28.55 al Sud.                   Per il quotidiano Avvenire, che percepisce 5.8 milioni di euro dallo Stato italiano per sopravvivere, con le sue 100 mila copie giornaliere, “imporre tasse all’istruzione cattolica sarebbe autolesionismo”. Peccato che proprio oggi l’ennesima statistica, come spesso scrivo nei miei blog , ci ponga all’ultimo posto in Europa per abbandono scolastico .  Un ragazzo del Sud  su due abbandona la scuola senza titolo di studio . Nella media italiana uno su quattro. Se teniamo conto che l’istruzione cattolica é parificata , ma a pagamento e spesso assai costoso, lo Stato italiano per combattere l’ignoranza crescente nel paese avrebbe fatto meglio ad investire nell’istruzione pubblica per arginare il fenomeno dell’abbandono.

Dirottare ingenti risorse sulle private é un errore madornale che presenta altissimi costi sociali. E ciò in un paese che ha una tra le più alte disparità  socio-economiche al mondo! Che paghino e tacciano.   Il valore dell’IMU per stima ANCI è di 500/700 milioni per ARES 2.2 milioni , per l’Agenzia delle Entrate 2 milioni di euro. Vedremo.

Un’altro contesto dove il nostro spread é fenomenale è la remunerazione media degli italiani. Da decenni bassa. Dati Eurostat , parzialmente contestati dall’Istat . Redditi sui quali la tassazione media incide notevolmente più che proporzionalmente che nei paesi a noi vicini.  Da tempo vado dicendo che il problema non é il costo del lavoro in Italia, bensì la produttività. Non é certo una novità . Sono ormai anni che non investendo adeguatamente  nei  diversi  settori economici , sia in termini di risorse tecnologiche, che umane, il nostro livello di produttività é divenuto  basso  e non cresce da un decennio. Strategicamente il livello qualitativo della nostra produzione manufatturiera si é ridotto, mentre il costo del lavoro si é leggeremente accresciuto. Lo stesso Marchionne, come scrivevo, ha dichiarato che il reale costo di produzione medio per autoveicolo Fiat é intorno al 10%. Pensate che distribuzione e commercializzazione incidono per oltre il 60%.  La strategia industriale, come affermavo, ormai da anni  non tiene conto né della globalizzazione crescente , né del valore del capitale per addetto.  I governi restano assenti, Confindustria confusa, tra una base in subbuglio e un vertice incapace ,o rentier.  Il costo della vita  é l’altro parametro di cui tenere in conto, ma contrariamente a quanto si crede, nella stessa Germania molti servizi sono ben più a buon mercato; assicurazioni auto,  energia, gas, trasporti. Siamo lungi dal divenire economicamente europei a parte intera. Ma qui la responsabilità é di tutti. L’evasione fiscale in Europa  non supera il 15%. Da noi il 30%. Così come i salari , perché se é vero che in media sono bassi , é altrettanto vero che gli italiani che percepiscono oltre i 200 mila euro sono appena lo 0.82%. Strano paese il nostro dove la sola BMW vende oltre 20 mila vetture  l’anno il cui costo medio é di 45 mila euro. Dove circa il 50% possiede una seconda casa e il 23% una terza.                                    La famiglia rappresenta   nel contempo un salvagente  ed un tappo al progresso socio economico. Ancora oggi la grandissima maggioranza degli italiani nasce, vive e muore nello stesso luogo, al massimo nella stessa regione. Una struttura che attutisce le difficoltà, ma che acuisce lo scontro generazionale, oggi estremo.

Un contenitore di sentimenti, diversità, interessi, visioni spesso contrastanti , ma che per mancanza di opportunità economiche diviene un rifugio coatto.  Non sono i giovani che non hanno il desiderio di affrancarsi, di andarsene, ma il sistema che pian piano riduce le loro aspettative, rendendoli succubi e schiavi. E’ contro questa Italia confessionale, provinciale , xenofoba, mammona, industrialmente lillipuziana, finanziariamente cooptativa e arrogante  che spesso mi scaglio. Questo é il vero spread del quale dobbiamo liberarci .Rovesciare la piramide  e mettere al primo posto l’occupazione , quella dei giovani in primo luogo ,invece  di mantenere in piedi un paese che si avvia ad essere un comparto geriatrico generale, dove già 900 mila badanti dell’est sono nel paese per occuparsi degli anziani . Occorre prestare più attenzione alla demografia nazionale ed interpretarne evoluzioni e congiunture.

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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Una risposta a SPREADS CULTURALI: REALTA’, O SOGNI

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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