RESISTENZE E CHANGE MANAGEMENT


Salve amici scusatemi se per una settimana vi ho lasciato, ma amante della montagna quale sono, mi sono preso un pò di tempo per far  qualche sana giornata di sci. Sci alpino, fondo, ciaspole, sci alpinismo. Tutto ciò che possa riconciliare con la natura ed i tempi che quest’ultima impone. In fondo la caducità della nostra vita e degli eventi che la contraddistinguono dovrebbe farci meglio e più riflettere sul lasso temporale dato.  Comprenderne i limiti,  per poter coglierne il senso e goderne al massimo. Non ho letto un solo giornale, né guardato alcuna TV, solo ascoltato, piuttosto svogliatamente, alcuni giornali radio. Disintossicazione completa! Ma devo dire che non mi sono perso granché………

I temi, le polemiche, le finte diatribe, i conflitti politico sociali sono rimasti gli stessi. Anche per questo  avremmo necessità di un serio, definitivo cambiamento. Si potrà certo criticare  Monti, ma approfitto del “leit motiv” della stampa italiana , i cento giorni di governo, per sottolineare la mia personale limitata soddisfazione nei confronti  dell’esecutivo.   Al di là degli scontri, almeno alcuni paletti sono stati rimossi e si procede contro uno “status quo” ormai insopportabile, quanto nauseabondo di politici al soldo di lobbies impresentabili su scala europea  . Resta da verificare quale  tipo di ricezione sarà riservata al  piano nella palude parlamentare.

Le lobbies sono all’attacco in ordine costituito. Prima fra tutte la chiesa cattolica. Grazie alla Commissione europea la chiesa dovrà pagare le tasse sui suoi beni, che sono davvero tanti. Ma occorrerà verificare “de facto” come essa fattivamente adempierà all’obbligo del pagamento, poiché l’attuazione di questa legge deve ancora essere regolamentata così come le quote corrispondenti.

Ovvero comprendere come si adempirà, con quali criteri di selezione si definiranno i cespiti commerciali. Quanto alle proprietà deve essere chiaro che oltre il 40% del patrimonio della chiesa risulta tuttora non accatastato e non identificato quanto a tipologia di erogazione di servizi. Quindi occorre che i Comuni si facciano avanti. L’Agenzia delle Entrate calcola in 2 miliardi il gettito, Avvenire  in 200 milioni. Comunque sia, un passo importante é fatto per ristabilire il principio di  trasparenza e giustizia fiscale tra Stati sovrani.

Su un’altro tema  la chiesa tende ad omettere, se non a mentire. Giorni fà la Segreteria di Stato ha negato di aver ricevuto rogatorie attinenti al riciclaggio. Niente di più falso. Il denaro “sbiancato” dei flussi finanziari , chiaramente mafiosi , attraverso lo IOR, é stato fotografato da Bankitalia e dando luogo a ben tre rogatorie nel 2002, 2004 e 2008, alle quali mai é stata data alcuna risposta. Lo S. Sede, il Vaticano, restano comunque nella lista nera , o come loro affermano grigia, per attutirne la vergogna , di quegli Stati i cui comportamenti non sono in  ottemperanza  con le leggi internazionali in materia di transazioni finanziarie .

Non sorprende , in fondo, l’etica ha  sempre fatto difetto  a questa compagine  di monoteisti .   Da secoli predicano bene e razzolano male pretendendo, oltretutto,  di essere rispettati.  La fede é una cosa seria che nessun ateo , mai metterà in discussione, ma essa é ,e deve restare ,un fattore privato e come tale trattato e normato, non un dixtat valido erga omnes. La reattività di questa chiesa a fronte di una secolarizzazione rampante della società ,finirà per rendere la situazione sempre più critica. Siamo l’unico Stato europeo dove la chiesa cattolica gode di guarentigie inaccettabili sul piano sociale ed economico. Non parliamo poi del politico, che dal 1861 adesca da sempre l’elettorato per ricavarne peso e voto.

Ed a proposito di guarentigie parliamo di un’altro gigante dai piedi di argilla dal futuro incerto ,  Confindustria, i cui vertici stanno per essere eletti.  Una vecchia organizzazione che mostra tutti i suoi anni e le sue contraddizioni. Alla ricerca di un Godot che possa riportarla a galla. Scordatevelo.   I due pretendenti sono per aspetti diversi la faccia della stessa medaglia. Rappresentano la vecchia Italia imprenditoriale. Quella che si é sempre mossa attraverso lobbies e cordate .  Un pretendente che sulle colle cementizie ha fatto fortuna. Niente di innovativo ; cemento e liquidi collanti che ha goduto del traino di un settore ceramico (piastrelle) che oggi, dopo il boom degli anni ’80 e ’90, versa in una crisi irreversibile. Un settore che ha perso dagli anni ’80 2/3 di addetti, d’imprese, e metà del suo fatturato.  Incapaci di marketing strategico, hanno fatto dell’export il loro cavallo di battaglia , senza contare che i mercati si conquistano con quote di mercato interno. Tanto più se si tratta di prodotti durevoli e sensibili ai costi di: cambio, trasporto, dogana.   Pensate un produttore di colle, quindi chimica organica di base,  divenuto presidente del settore farmaceutico in Italia dopo che é stato svuotato di ogni interesse reale e svenduto stupidamente.

Questa sarebbe la raffigurazione  della punta di diamante della Ricerca e Sviluppo dell’imprenditoria italiana. Sì degli accattoni. L’altro candidato che, invece di R&S ne ha fatta e tanta, ha investito , ma sempre rimanendo nel cono d’ombra della grande industria automotive europea con condizioni preferenziali evidenti.  Due modi diversi di fare industria. All’emiliana, compromissoria, finto artigianale, una multinazionale a conduzione familiare, come la gran parte delle nostre 3.000 aziende di rilievo . Il resto, il 95% sono sotto i 15 dipendenti . Questo é la raffigurazione del primo candidato . Il secondo , più tecnologicamente avanzato, più investitore , più efficiente dal punto di vista organizzativo imprenditoriale, perciò con una etichetta  efficientista.  “Nessuno dei due rappresenta davvero l’Azienda Italia, fatta da un tessuto connettivo atomizzato che non si riconosce più in un’organizzazione i cui benefici sono goduti da pochi e pagati da molti”!

Quanto ai giovani mi spiace sottolineare, ma a parte qualche rara eccezione, sono peggio dei loro padri. Unti dal signore che, nonostante qualche bel Master,  non hanno né esperienza , né umiltà per espandere e fare evolvere le loro aziende.

Confindustria, al pari dei partiti politici , dovrebbe modificarsi radicalmente, divenire leggera e flessibile nella struttura , investire in strategie  di mercato e del cambiamento abbandonando la politica politichese ed occupandosi seriamente del divenire industriale del paese. Se  l’Italia é senza una vera strategia politica ed  industriale, con una struttura in via di obsolescanza, non é solo responsabilità dei politici, ormai al soldo , ma anche della organizzazione stessa degli imprenditori che di tutto si é occupata fuorchè del proprio futuro, contando sulle rendite di posizione. L’ultimo canto del cigno é la sicumera del Marchionne. Tanto abile ed intelligente come Chief financial officer, quanto incapace AD. Nozze con i fichi secchi si chiama la sua operazione.

Senza modelli, senza investimenti, senza soldi ,certo non poteva fare meglio. Tra 2 anni si ritirerà nella sua Zug e diverrà presidente di UBS della quale é già Vice. Gli azionisti Fiat dopo questa lunga cavalcata intascherano un bel pacchetto e Fiat Auto sarà un ricordo, almeno in Italia. In Europa senza una joint – venture, finita l’epopea polacca e dell’Est, da sola chiuderà i battenti .Se non vende , non é colpa degli operai , o del costo del fattore lavoro; 9/10%! Questi imprenditori dovrebbero assumersi le loro colpe e responsabilità, invece di creare inutili conflitti ideologici ;art.18, licenziamenti ad hoc ecc. I Marchionne ed i Bombassei da soli non andranno e non condurrano il paese da nessuna parte , se non ad ulteriori , inutili perdite economiche e generazionali .

Buona vita a tutti

Informazioni su exult49

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3 risposte a RESISTENZE E CHANGE MANAGEMENT

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  3. fabio argiolas ha detto:

    Reblogged this on Su Seddoresu.

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