GRECIA , UNA POLITICA DI RIGORE DISASTROSA.


La sede della Banca Centrale Europea, a Franco...

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Profondamente disgustato da quanto stà avvenendo in Grecia. Gli errori politici commessi dalla troika (BCE,FMI,WORLD BANK) sono stati enormi. Un debito che agli inizi era di circa 300 miliardi di euro, che  avrebbe potuto essere coperto senza enormi sacrifici, é divenuto gigantesco. Per  ragioni che niente hanno a che vedere con la situazione economico-finanziaria del paese.  

Errori di valutazione sulle possibilità  reali del paese , su comportamenti  reiterati  delle autorità greche che provano la illiceità, la non trasparenza dei dati forniti. L’atteggiamento di irresponsabilità mostrato  negli ultimi mesi ,sono tutti seri motivi per richiedere sanzioni  nei confronti dei governanti.

Ma gli errori di valutazione sulla reale capacità del paese di rientrare dal debito in un lasso temporale così limitato, sono alla base dell’attuale stallo.  Richiedere ad un paese che conta appena il 4% dell’intero PIL europeo di rientrare con condizioni capestro, come richiesto dalla troika, è profondamente iniquo. Non é certo prova di spirito di  solidarietà che dovebbe essere alla base di una seria politica europea.                                          Non si può dimenticare un principio base dell’intera teoria economica.      Non si può chiedere ai cittadini più di quanto un paese  possa  realmente produrre. La Grecia é oggi in ginocchio. Per quanto la troika, come ho affermato, abbia notevoli  responsabilità , la maggiore colpa ricade sul duo Merkel -Sarkozy.

La Merkel é messa sotto scacco da parte della propria opinione pubblica che non ha una reale percezione della gravità della situazione. Sarkozy é reso incapace  dalla mole dei crediti  inesigibili  del sistema bancario greco.  Le maggiori banche francesi  sono  quelle  più esposte ad un eventuale default; BNP, Societé Générale, Credit Agricole, hanno miliardi di euro a rischio,circa 90,stima prudenziale. Ecco allora che i due, auto proclamatisi  leaders dell’Europa  , si sono arrogati il diritto negli ultimi  sei mesi di imporre e progettare richieste di rientro dal debito che sono considerate impossibili dalla maggior parte degli esperti.

Quando é stato richiesto ai privati di accollarsi  parte di quel credito inesigibile , al di là dell’ammontare,  c’é stata una levata di scudi incredibile,accompagnata dal silenzio dei governi. La buona regola vorrebbe che se gli hedge funds, che hanno rischiato sul debito, si sono sbagliati , siano loro a pagare , non i governi! Se no che rischio c’é a scommettere sul default?

Ecco questa é la ragione fondamentale per la quale ritengo che questi due leaders che  hanno  responsabilità nella direzione degli affari europei, siano in realtà incapaci ed inadatti a svolgere questo ruolo. In Europa ci si preoccupa della stabilità.  Quando é invece lo sviluppo e la crescita che devono essere posti al centro dll’attenzione. 

Ci si preoccupa  del rischio che Sarkozy perda le prossime elezioni di Maggio e l’intesa con la Germania venga meno, innescando un periodo di difficoltà nelle relazioni intraeropee.  Si dimentica che in ogni caso l’attuale coalizione governativa  tedesca, non ha la minima chance di vincere le elezioni tedesche del 2013. La Merkel ha perso, e male,  tutte le  ultime elezioni regionali (Landers) ed i Verdi , veri vincitori nel Baden Wuttemberg ed in Pomerania , ma anche in Baviera ,con la SPD  vinceranno senza problemi  le elezioni nazionali. 

Quindi se non a Maggio 2012, in ogni caso il “duopolio Merkozy” ha i mesi contati. L’equilibrio politico, dopo anni di finto liberismo economico, stà spostandosi a sinistra. Personalmente poi  ritengo che prima se ne vanno , meglio sarà per tutti gli europei. Occorre chiarire che l’Unione é di chi ci stà. Gli altri ,se non aderiscono, non possono bloccarne più la naturale evoluzione. 

Occorre capacità di analisi, decisionismo e volontà di superare la palla al piede di qull’elettoralismo  continuo  e costante che é al fondo della politica dei due leaders attuali . Meno dibattiti, meno discussioni ,più europeismo e coesione politica fiscale, economica ecc.                      Smettiamola di far credere che si possa  barcamenarsi tra una società che erroneamente ritiene di poter fare a meno del sud europa , i tedeschi , ed una che si ritiene ancora eletta e incaricata di guidare i destini d’Europa ,i francesi.

Mi auguro che il trattamento ingiusto imposto al popolo greco non conduca ad una fuoriuscita del paese dalla UE.  La sanzione da applicare é in primo luogo nei confronti dei partiti politici, della politica , della nomenclatura greca , non della società greca. E’ la politica che ha fallito. E’ la politica che ha mentito  ed organizzato i trucchi contabili insieme a quelle stesse società finaziarie ed agenzie di rating consenzienti , Goldman&Sachs e Standard%Poors. Non il popolo greco.

Veniamo adesso all’articolo del direttore del Times, James Harding, che da buon britannico, ieri su Repubblica , ci ha raccontato la bella favoletta di una “Gran Bretagna felix”, che si dispera per le condizioni estremamente  difficili dell’Euro e della stabilità dell’Europa intera.                                  Lacrime di coccodrillo é il meno che si possa dire di questo articolo.   Decisamente omertoso per le considerazioni svolte. In primo luogo per la situazione stessa dell’economia britannica. Pessima, con un outlook negativo. Ciònonostante le agenzie di rating nella loro miopia , quanto a visione generale , continuano a riservarle una tripla A.

Il debito governativo sta crescendo a ritmi enormi, l’inflazione nel paese  avanza , la disoccupazione é enorme , e l’80% delle banche private inglesi di medio-grande dimensione é stata nazionalizzata nel 2009 per salvarle dalla bancarotta. E’ questa forse la prova del liberismo al quale il governo conservatore e  la stampa britannica fanno riferimento?  

La Banca d’Inghilterra sta stampando carta moneta a iosa  , ma nessuno considera lo stato generale dell’economia e la perduta capacità di riequilibrio, prima della crisi finanziaria.  E sapete perché? Poiché non essendo nell’euro, la B.o.E.  può stampare e sopperire senza problemi, non dovendo soggiacere alle ferree regole della B.C.E.Quindi si pareggia surrettiziamente ,ma i nodi verranno al pettine.                                Anche qualora lo volessero , e non lo vogliono , gli inglesi non soddisferebbero  le regole  minime d’entrata nell’Unione monetaria europea. 

Giusto per chiudere questo capitolo sul diniego inglese a partecipare attivamente al sistema monetario UE,  la ragione é semplice : la Gran Bretagna , nella sua più intrinseca forma governativa, britannica, non si sentirà mai europeo- continentale. Diverso il discorso per la Scozia che sta appunto cercando, attraverso il referendum, un’indipendenza agognata da tempo.O il Galles  stesso.  Poiché giusto in questi giorni si assiste, per via cimatografica, alla  santificazione  della Tatcher, definita lady di ferro,  occorrerebbe  ricordare che, grazie a questa donna, la Gran Bretagna, ha perso in dieci anni gran parte della sua industria manifatturiera, la sua cantieristica ed oggi vive di  servizi e di finanza.

Troppo poco per far progredire un paese di 60 milioni di abitanti.                   Un ex impero che oggi arranca sotto il peso del melting pot a cui é sottoposto suo malgrado .  Ecco perché Cameron non può accettare regole finanziarie  certe e rigide, come la Tobin Tax , tassazione delle transazioni finanziarie, perché la City conta oltre il 20% del PIL ed il suo peso nel partito di Cameron é schiacciante.  Comunque sia un paese avanzato non può campare di sola finanza e royalties! 

 Anche in questo caso, quando il duo Merkozy avrà finito di produrre i suoi   nefasti effetti in termini di indecisione e di timori nella politica europea,  torneremo al business as usual!  In attesa di vedere realizzata un’Europa all’altezza delle sue vere potenzialità, capace di praticare una politica adeguata alla sua reale dimensione e potenza economica.  Di porre in essere finalmente un’Unione politica e di difesa senza la quale sarà sempre in fieri e monca delle sua vera forza di fronte ai grandi sistemi che la confrontano, USA e Cina.

Buona vita a tutti.

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