EMERGENZE……….


Il Quarto Stato

ETR480-33 T-BIZ of Ferrovie dello Stato. Stazi...

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Ma quante emergenze incontra questo disgraziato paese…… ……   Davvero difficile tenerne conto. A prescindere da quella economico – finanziaria, nella quale siamo ancora immersi, la struttura di questo Stato, la sua organizzazione istituzionale e territoriale é elefantiaca e, nel contempo, parcellizzata per mere ragioni d’interesse partitico. Una miriade di enti  a cui è delegato il compito di tutela e controllo che spesso confliggono tra loro senza produrre alcun risultato, o le performances che ci si attenderebbe. 

Basti pensare alla diatriba, tutta mediatica, sollevata da quel ex-fascista da barricate rimasto tale che é il sindaco di Roma . Tipico di quei personaggi da copertina degli anni ’70 ,mezzo pariolini, mezzo torpignattari che erano la fauna d’assalto degli studenti universitari fuori corso. Piccola gentaglia, oggi arrivata , sappiamo tutti come e grazie a chi , a responsabilità molto più grandi di loro. Non hanno mai avuto la statura, né le competenze, ma mostrato sempre quella codardia di cui il sindaco accusa il prefetto Gabrielli . Da genero di Pino Rauti, quando in difficoltà , quel tipo di personaggi si é sempre avvalso degli amici, gli stessi di quella famosa foto che ritrae tutti i nostri eroi del nulla, in un ritratto di squadretta di calcio borgatara ,nella quale di fatto sono sempre titolari , in una città la cui anima rimane immutabile.

Stavolta é incappato in una nevicata epocale.  Invece di dichiarare l’impreparazione di fronte ad un tale evento, cosa del tutto accettabile,  ha,  solitamente come fanno gli eroi del “tutti a casa” ,  fatto ricorso puerilmente alle accuse contro la  Protezione civile che, a suo dire , non lo avrebbe informato per tempo.

Comportamenti tipici di questo ceto politico incapace di assumersi le proprie responsabilità.  Tutti i siti di metereologia italiani, www.ilmeteo.it. –  www.meteo.it  ecc., avevano perfettamente indicato il valore della nevicata tra i 25-35mm standards, che in termini reali si traducono in 35 cm. Se poi, al Comune della capitale, coloro che dovrebbero conoscere il linguaggio nella lettura delle indicazioni fornite, sono degli illustri sprovveduti , per non dire peggio , la colpa non é della Protezione Civile.

Parlando di quest’ultima categoria, ancor peggio, é quella che viene mantenuta a spese nostre,  nella stuttura delle Ferrovie dello Stato.           Come molti, ritengo che l’A.D., Moretti ,dovebbe essere dimesso, se non defenestrato,  da quella carica . Non solo per l’inaccettabile situazione del trasporto pubblico che il paese vive nel 2012 . A parte i disservizi recenti, nessun treno , né IC, nè Freccia Rossa,  serve il paese da Milano per il Sud oltre le  ore 20. Come dire, “italiani viaggiate di giorno, turisti restate a casa vostra, l’Italia alla sera riposa”!  In tutta Europa il servizio  nazionale é assicurato fino alle 24. Ma noi ci distinguiamo sempre, in peggio. 

Per non parlare della tragica situazione della miriade d’italiani meno fortunati che ancor oggi lavora al nord durante la settimana e si reca a trovare le famiglie durante i fine settimana. Oggi non possono più contare su quei treni notturni che li riportavano per tempo sui luoghi di lavoro. Incredibile , nessuno politico che abbia protestato. Nessun giornale che abbia deciso di farne un tema di dibattito e riflessione. 

Badate bene si tratta di trasporto pubblico.  Denaro dello Stato che  Moretti ha convogliato nell’alta velocità negli ultimi due anni  per la sua stupida lotta contro la nascente NTV di Montezemolo&Co . Una strategia idiota dal punto di vista di trasporto di massa. Non siamo la Francia che ha solo sei grandi centri urbani ed il resto niente, l’Italia, vive ed opera nelle 35 province più ricche, dove l’alta velocità non si ferma , o non arriva neanche! Il superministro Passera, farebbe meglio a ridisegnare  la strategia di trasporto pubblico su rotaia , non da un punto di vista marketing  , ma di benchmark di servizio pubblico, prendendo ad esempio le ferrovie tedesche. 

Oggi quasi metà della popolazione italiana non ha accesso all’alta velocità, e più di 1/3 non può permettersi il suo costo. E’ meno costoso volare da e per il sud, più che prendere un “treno tradotta per bestiame”, quali sono i vagoni  messi  a disposizione dalle FS.  Le Regioni intelligenti, non conniventi,  dovrebbero fare causa alle FS, ricusare i contratti siglati e rimettere in discussione la “mission dell’azienda” in quanto garante di trasporto essenziale. Il governo delega ai partiti una lunga serie di temi, che non saranno certo  risolti, ma almeno sul piano operativo ha il dovere d’ intervenire sulla mobilità che riguarda tutti i cittadini italiani.  

Leggendo l’interessante articolo di Dario Di Vico sul Corriere circa l’emergenza  concernente i ritardi di pagamento dell’Amm. Pubblica verso le imprese che lavorano nelle gare d’appalto di vario tipo , ci si rende conto  dell’incredibile blocco che ciò presenta per l’economia nazionale. Giuste considerazioni, alle quali aggiungerei una semplice  constatazione .              

Perché il Governo Monti non richiede di porre  all’ordine del giorno del Parlamento l’immediata  ricezione della direttiva comunitaria che impone per  i pagamenti intraeuropei scadenze non superiori ai tipici 30/60/90 giorni. Modulandone,  se occorre, l’applicazione a seconda delle tipologie settoriali e merceologiche con aggravi di multe ed interessi legali per i ritardi. Faremmo certamente prima che inoltrandosi nei soliti meandri da avvocaticchi azzegarbugli, al servizio della casta imprenditoriale, lobbistica, o della propria. Di questi il nostro Parlamento   é pieno , quasi cento gli avvocati nella sola Camera dei Deputati.

Già che ci siamo con le considerazioni politiche, leggendo i propositi espressi da Bini Smaghi, persona che stimo per professionalità e cultura, circa ciò che occorre per il rilancio finanziario del paese, aggiungerei qualche  considerazione.   La competitività deve essere recuperata . Il costo del lavoro eccessivo  accumulatosi in Italia in confronto a quello tedesco  negli ultimi 10 anni,  é certamente una variabile importante . Mi permetto però di osservare che la scelta tra un addio all’art.18, o una depressione salariale ,che i sindacati si troverebbero a fronteggiare,  mi sembra fuorviante.

Se é vero, come afferma ,che  il costo per prodotto italiano è oggi superiore a quello tedesco ,Bini Smaghi, con onestà intellettuale  dovrebbe  anche sottolineare che l’incremento di produttività tedesco é in larga misura dovuto ai forti investimenti perseguiti e portati a termine .

Purtroppo i nostri tanti , troppi cavalieri del lavoro  non hanno emulato i loro colleghi tedeschi , ma hanno lasciato semplicemente ridurre i salari tramite inflazione  ,dimenticando di investire in tecnologie . Con ciò contrastando l’incremento degli altri fattori produttivi.                                        Gli investimenti in Tecnologie ed in Ricerca e Sviluppo contano più  del 50% ed hanno ritorni più che proporzionali in termini di competitività.   Senza queste tecnologie ed i conseguenti investimenti, la nostra competitività , anche a fronte di una depressione salariale importante , non riuscirà mai a crescere.

 A prescindere infine dalla strategia di prodotto , poiché ormai , molti dei nostri settori , sono oggi obsoleti per un paese che voglia considerarsi  avanzato. Il costo dei fattori di produzione ha oggi mediamente un’incidenza  del 40%

Italiano: Locomotiva a vapore gr. R.301 delle ...

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Di questi, il costo del lavoro non supera in molti settori manifatturieri il 10%.

Le tante emergenze che quotidianamente vengono alla luce  meriterebbero  una seria valutazione delle poche risorse finanziarie che ci restano. Meriterebbero soprattutto che coloro che sono deputati a gestirle e dirigerle abbiano le qualità necessarie. Meritocrazia , professionalità ,contenuti.

Buona vita a tutti.

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