LA TUNISIE ET LE CAMOUFLAGE PERMANENT


English: Flag of Tunisia. Italiano: Bandiera d...

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 Per molto tempo sono restato  in silenzio  dopo le elezioni all’Assemblea    Costituente del 23 /10 u.s. ed il risultato che vedeva dopo 9 mesi la costituzione di un governo  transitorio guidato  dai tre partiti islamisti che hanno ricevuto la maggioranaza dei consensi.  In alcuni interventi sui social networks  , Slate Afrique, e sulla stampa avevo indicato che la volontà espressa dal popolo era anch’essa transitoria.  Intendo dire che le  elezioni politiche, quelle vere,  devono tenersi alla fine del 2012, e saranno quelle,  sulla base della nuova Costituzione, che dovrebbero porre fine a questo lungo periodo di transizione del paese.

Nel frattempo , come ho avuto occasione di scrivere, la Tunisia stà purtroppo attraversando un periodo confusionale dal punto di vista politico. Una sorta di mimetizzazione, di camuffamento da parte dei principali leaders politici che invece di dedicarsi ai veri problemi che affliggono il paese ; la disoccupazione, la protesta sociale, le forti diseguaglianze tra est e ovest del paese, la condizione dei giovani, la congiuntura economica che va rapidamente degradandosi , si annullano e confinano in una cacofonia che mette in evidenza un “impasse” totale. 

La troika che governa questa transizione di cui En-Nhada é la forza dominante, é incapace nel definire le linee direttrici del suo progetto di governo.  A questa confusione d’intenti , percepibile ed evidente, corrisponde una confusione all’interno stesso della coalizione governativa che rende i propositi degli uni e degli altri ancora più oscuri.

Quello che temevo  stà rapidamente avvenendo.  A fronte del 41% dei voti espressi in favore del Partito islamista En-Nhada, la confusione circa il      “che fare”  è tale che la stessa opinione pubblica non riesce a comprendere qual’é il vero centro di gravità del potere , nè le sue linee politiche.   Al di là cioé dei proclami e miraggi pronunciati durante mesi di campagna elettorale “porta a porta” , non vi é la minima manifestazione di presa di responsabilità. Questo risulta evidente anche a livello diplomatico, dove invece di una sola voce, ve ne sono troppe e contraddittorie. La buona volontà non é sufficiente a disegnare il cammino che la Tunisia vuole intraprendere ed il futuro che intende darsi.  Anche in questo la confusione regna sovrana.

I gravi problemi del paese non si risolvono con la fede.  Come mi aspettavo,  di fronte a tale indecisione sul che fare, le forze governative rimettono incessantemente in causa gli equilibri raggiunti e non riescono a produrre fatti ed azioni concrete! Le forze di opposizione  a loro volta ne approfittano mostrando  e sottolineando tutti i limiti e le contraddizioni  ideologiche e politiche degli islamisti al governo . Una sorta di rigetto subliminale , che tende a inoculare nell’opinione pubblica il pensiero di aver “mal votato , mal scelto” .  La società tunisina , pur nell’ambito di una fede musulmana , é da oltre 60 anni una società aperta e non condizionata dal fattore religioso.       La linea di demarcazione tra secolarismo e visione ideologico – religiosa é piuttosto netta.

La vittoria elettorale degli islamisti moderati ha voluto soprattutto rappresentare un premio per quegli strati popolari che. più di altri nel passato,  hanno subito e lottato contro il regime di Ben Alì.  Non é, come da alcune parti si é scritto, un’adesione ai principi di fondo dell’Islam. La sharia, per intendersi, non diverrà mai in Tunisia parte integrante della Costituzione, credetemi. La moltitudine di giovani , oltre il 65% della popolazione, ha una visione piuttosto libera e a-confessionale della società.

Personalmente mi trovo molto vicino ai propositi espressi da  Taoufik Ben Brik, un grande valido scrittore e  giornalista tunisino, che ha lottato contro il regime di Ben Alì ,in prigione per anni, ed ancora fino  Novembre  ,sotto gli islamisti, detenuto nelle prigioni tunisine per la sua critica di fondo al sistema politico. Secondo i suoi propositi, espressi tra l’altro in un’intervista a Slate Afrique, www.slateafrique.com, dal titolo “Les partis islamistes tentent d’implanter une dictature musulmane”, la primavera araba si é spenta il 23 Ottobre.

Il concetto che esprime é che la “politica di terra bruciata” contro gli islamici , praticata per anni dal regime precedente, ha prodotto un deserto politico intellettuale del quale solo gli islamici hanno potuto approfittare. Hanno guadagnato il consenso territoriale grazie alle moschee e così, lentamente, con le 5 preghiere quotidiane, le feste religiose,ecc,ecc. “si é lasciato ai tunisini una sola “porta liberatrice” :dio.  “E En-Nhada se ne é ampiamente servita!”  Un pò la storia del cristianesimo sotto l’impero  romano .  Sul suo nuovo foglio satirico, “Contre le pouvoir”, Ben Brik , che é stato nuovamente minacciato, segue una linea editoriale laica, secolare, di satira e critica. Interessante anche la critica da lui promossa nei confronti  della politica francese che, con soluzione di continuità , è passata dal sostegno a Ben Alì a quello degli islamisti moderati di En-Nhada.

Attualmente il potere stà attivamente cercando di porre sotto controllo i media inserendo suoi uomini nei posti chiave dei giornali e della televisione. Da un punto di vista politico e sociale il paese si trova in un situazione  esplosiva . A prescindere dalla posizioni in campo, occorrerebbe che si prendessero serie misure per disinnescare la bomba ad orologeria che si é innescata. Personalmente ritengo che il paese debba salvaguardare  i frutti della Repubblica fondata dal padre della Tunisia moderna ,Bourguiba, primo paese arabo a sanzionare la parità tra i sessi, a dare il voto alle donne  ad abolire la poligamia nel 1956  e che nel 1973 ha legalizzato l’aborto.  Ma non solo, un paese che ha fatto del turismo la seconda fonte di reddito e che é profondamente integrato nel sistema economico europeo non può procedere ad una autoesclusione . Stà oggi ai partiti di opposizione promuovere, attraverso un’apparentamento delle diverse anime che la compongono,creare le condizioni per una vera alternativa politica alla deriva attuale.

Buona vita a tutti.

English: Temple of Saturn, Dougga, Tunisia Fra...

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Una risposta a LA TUNISIE ET LE CAMOUFLAGE PERMANENT

  1. ROSSANA CITELLI ha detto:

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