IN ATTESA DI…….


English: Scheme of the BreBeMi Motorway, Italy...

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Italiano: Locomotiva a vapore gr. R.301 delle ...

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Molte sono le attese alle quali siamo costretti.  Sapere se ce la faremo a salvare l’euro e quindi noi stessi , alla faccia di quel conglomerato di speculatori e di agenzie di rating che ci vorrebbero  schiacciati.  Vedere quanto le liberalizzazioni annunciate riescano a cambiare l’aria stantia di oligopolio che si respira in questo paese da decenni. Certo le piccole e grandi  caste che hanno goduto di storiche rendite di posizione faranno di tutto  per discreditare il progetto, ma l’alternativa la conosciamo tutti da tempo , lo status quo.            

La destra che in Italia tutto é , fuorché illuminata , cerca sottobanco di mettere il bastone tra le ruote, contesta la priorità delle scelte settoriali,  confutando che prima dei taxi, delle farmacie, della benzina il governo doveva iniziare con banche, energia e trasporti. Obbiezioni piuttosto leggere, quanto a sostanza.  Primo perché in 15 anni la maggioranza precedente non si é mai sognata di mettere mano a riforme di tale portata. Poi perché ciò che importa al cittadino é che si dia finalmente il via al processo.  Ed in realtà la maggioranza  dimostra il proprio supporto alla manovra.

Sarò comunque soddisfatto quando si affronteranno settori di peso quanto a logiche oligopolistiche;  Farmaceutico, Energetico, Trasporti . Prendiamo ad esempio quest’ultimo sul quale molte riforme possono contribuire allo sviluppo dell’occupazione e alla riduzione dei costi di esercizio.  Ben 27 sono le concessionarie che gestiscono la rete autostradale italiana. La maggiore di queste, Atlantis,  é proprietà della famiglia Benetton.  Ha dichiarato profitti netti per oltre 260 milioni di euro nel 2010. 4 volte il valore del costo della vita ufficiale , grazie agli aumenti autorizzati dal governo, non l’attuale. Normalmente gli aumenti dovrebbero tener conto del costo della vita come parametro centrale . Inoltre gli accantonamenti che ,anno per anno, vengono effettuati per la manutenzione e gli ammodernamenti restano nel cassetto poiché i cantieri non si aprono.       Si tratta di miliardi che in attesa potrebbero essere utilizzati altrimenti. 

Ma ciò che mi lascia notevolmente perplesso é che questo governo di tecnici , alcuni con esperienza diretta della legislazione comunitaria,  non abbia notato la notevole discrepanza, per non dire antinomia,  tra il periodo temporale delle concessioni previste dalla normativa  UE e quelle concesse dal governo italiano.  La UE raccomanda periodi non superiori a 5 anni .  Pensate, i Benetton e tutti gli altri concessionari, secondo la presente concessione , si sono assicurati la gestione ,e quindi un flusso di denaro costante e continuo sulla gran parte delle Autostrade italiane, fino al 2037!!! 

Tutto questo é inaccettabile. Occorre che la legislazione europea venga recepita dalla legislazione italiana.  Non occorre intentare cause milionarie, ma semplicemente  recepire la normativa europea e trovare n accordo d’uscita .Per far questo basta un voto del Parlamento. Ma guarda caso , come in altri casi,  l’iter é fermo.  Domandatevi il perché. Siamo sempre al solito discorso delle lobbies  che sul nostro Parlamento hanno un peso e potere di veto notevole. 

Attendiamo allora che Passera si degni di prendere i provvedimenti necessari e ci allinei alla legislazione europea.    Che strano paese é mai il nostro.    Ferrovie dello Stato, sull’operato delle quali ritornerò.  E’ mai possibile che un paese di 60 milioni di abitanti, 8°potenza industriale al mondo, abdichi ad avere un servizio di trasporto sul territorio accettabile. Pensate, da Milano per il Sud ,ed il sud é Bologna ,figuratevi Roma, l’ultimo treno IC per il Sud parte alle 19.20. Alle 20.20 un freccia rossa. .Poi il niente. Il vuoto. In tutti i paesi europei il trasporto ferroviario é assicurato fino alle 1 ! Ovvero dove è finito il servizio pubblico? E’ incredibile ed inaccettabile che l’AD Moretti si preoccupi del prossimo competitore NTV e si occupi solo dell’alta velocità , lasciando a piedi l’80% degli italiani. L’Italia non é la Francia che ha 6 grandi centri urbani, dove si concentra il 60% della popolazione. Milano ,Torino,Bologna,Roma, Napoli contano  meno di 14 milioni  . Moretti deve essere licenziato in tronco ed apprendere la demografia e sua distribuzione nel paese.

Sul farmaceutico vi é poco da dire. Il settore é ormai stato regalato alle  multinazionali straniere. Noi produciamo  praticamente solo farmaci “over the counter” e poco altro.La ricerca é al palo. Ma alla distribuzione il profitto é ampio. Sapete con il blocco di una farmacia per non meno di 4000 abitanti si tiene il mercato ingessato. Quando poi una licenza ha un valore mediano di 1.8 milioni di euro ed in generale viene tramandata di padre in figlio……Quelle comunali sono circa 1500 e quasi tutte al centro nord, Emilia Romagna e Toscana le prime. Vale per queste il discorso dei bottegai . Oltre il 30% delle farmacie impiega  gli stessi proprietari.  Alla faccia delle migliaia di laureati che faticano a trovare un’ impiego. L’introduzione delle parafarmacie ha contribuito a ridurre di ben il 40% il costo dei parafarmaci concessi loro in vendita attraverso quei canali.

E veniamo alla tanto attesa sentenza della Consulta circa l’ammissibilità , o meno del processo referendario.  Su questo tema si sono ultimamente spesi   fiumi d’inchiostro e parole. Si sono dette anche delle castronerie notevoli e non da commentatori di scarso rilievo ,ma da esimi direttori. Feltri, ad esempio,  ieri sera su RMC ha dichiarato con notevole insipienza che il referendum in Italia ha valore abrogativo e non propositivo e che quindi é compito del Parlamento occuparsi della materia. Nella forma il discorso é corretto, ma nella sostanza é una cazzata megagalattica. Oppure si tratta di  un ballon d’essai che il direttore del Giornale ha lanciato contando sull’ignoranza del suo elettorato di riferimento ! 1.3 milioni d’italiani ha richiesto l’abrogazione dell’attuale legge elettorale. Il referendum é abrogativo in quanto intende cancellare il porcellum votato da PDL e Lega.    

La Consulta é chiamata a decidere se la materia referendaria possa rientrare , o meno,  nell’alveo dell’abrogazione per via referendaria. Magari esistesse, come in altri paesi europei, ad esempio la Svizzera, l’istituto del referendum propositivo. Ma il legislatore italiano , cioè i signori deputati e senatori , si sono ben guardati di dare questo potere/opportunità ai cittadini italiani che devono restare sudditi. Eh no , perché allora potrebbero scippare loro il potere di esautorarli  quando in contrasto. Anche questo é casta! 

Ciò detto il buon Feltri cercava di portare acqua al mulino del suo editore. Lasciate ai politici il compito di scegliere per voi. Lasciate stare, non é cosa . Mi auguro che l’abrogazione venga accolta, poiché in automatico varrebbe la legge precedente, non una “vacatio legis” . Ma nutro seri dubbi che questa sia la decisione di domani. A breve, se Monti dovesse cadere, per volontà del PDL , si andrebbe a votare con l’attuale, che garantirebbe uno         sfacelo in termini di governabilità.

Se  arriviamo a fine legislatura vi sono opportunità per i partiti ,d’altronde non hanno molto di cui occuparsi, di dedicarsi alla materia.  Sembrano tifare per il no, in quanto ciò  riporterebbe a loro quel potere  di legiferare che, peraltro in questo decennio hanno penosamente mancato.

Ma gli stessi dovrebbero però tenere in considerazione due dati : solo il 13% degli italiani dichiarano di avere ancora fiducia nei partiti politici, solo il 18% ritiene il porcellum legge elettorale rispondente alla volontà dei cittadini.       In queste circostanze tirare la corda e fare orecchie da mercante accentuerebbe fino allo spasmo la dicotomia netta esistente tra cittadini e partiti , tra cittadini e politica.  Tutti i sondaggi mettono in evidenza che oltre il 50% degli intervistati si dichiarano astensionisti e/o indecisi. Non é un bel segnale né per la democrazia , nè per le istituzioni.

Buona vita a tutti.

 

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2 risposte a IN ATTESA DI…….

  1. exult49 ha detto:

    Hans ti ringrazio delle eccellenti considerazioni sulle quali concordo pienamente.

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  2. fl0wb0x ha detto:

    Credo che ci siano solo due questioni decisive per la salvezza dell’Italia e di conseguenza dell’Europa. Una riguarda la folle idea di restituire in piena recessione ogni anno (e per 20 anni) parte del debito e cioè il 5% relativo al PIL fino ad avere raggiunto il limite del 60%. Monti ha detto che affronterà il problema, ma non ho lette niente in merito. La seconda riguarda la crescita. Non cresciamo perché non c’è domanda. Senza domanda il privato non investe. Se il privato non investe lo deve fare lo stato. Naturalmente questo è solo possibile con una BCE che può finanziare il governi, basta come esempio il Giappone con interessi sotto zero e un debito sopra il 200%.
    Se queste due domande non vengono affrontate e risolte finireme e presto in una catastrofe mondiale. Presto vuol dire mesi.

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