IL TEMPO STRINGE


 

Europa in het nauw

Image by Gerard Stolk vers la Chandeleur via Flickr

Nel mio recente blog ,corsi e ricorsi, sottolineavo l’urgenza con la quale Monti deve operare per evitare un bagno di “sangue”, sociale, economico, finanziario al paese.  Sembra invece che la politica ed i suoi leaders, non solo non abbiano compreso a tempo debito ,o peggio, sottovalutato la situazione, ma ancor oggi disquisiscano su provvedimenti sacrosanti per rendere il paese libero, mentre la nave stà affondando.  Le liberalizzazioni sono oggi più  fondamentali che mai per riacquisire competitività a breve termine, nel contempo ridurre i prezzi a valle , incrementando nel contempo l’occupazione.  Mentre i maggiori partiti vogliono dar l’impressione di difendere le categorie professionali e le lobbies che più hanno goduto delle rendite oligopolistiche, l’Italia é presa di mira dalla agenzie di rating che, come affermava quest’oggi un serio economista , agiscono ormai in branco con propositi e strategie di rottura ben definite.

L’Italia é ancora oggi il secondo paese industriale e manifatturiero in Europa , dopo la Germania. Attaccando l’Italia si vuole affossare l’euro, in tal modo dividendo l’Europa non solo economicamente ,ma sopattutto politicamente. In ultima analisi ridurci esclusivamente a grande paese consumatore, privato cioé della capacità produttiva e quindi competitiva. Avevo indicato un termine ultimo nel mio blog precedente, prima del punto di non ritorno da questa crisi che é ormai planetaria , fissandolo a fine Aprile.  Ma giudicando dalla rapidità con la quale la crisi evolve, Marzo é l’ultima scadenza.  La svalutazione in atto dell’euro é una logica conseguenza per accrescere competitività al sistema europa.  Ma occorre ben altro. Occorre una concertazione assoluta ,un catenaccio ,tra i tre paesi Francia ,Germania ,Italia.

La Tobin tax può rappresentare un’ulteriore strumento per rompere l’ingranaggio della speculazione. Una cosa é certa ,o i tre riescono ad imporla alla maggioranza dei 17  dell’euro , o non funzionerà. Occorre contrastare con tutti i mezzi disponibili la posizione in perfetta antitesi  del Regno Unito, anche minacciandone l’esclusione , se necessario. Non é possibile dialogare con chi rema incessantemente contro l’Europa per meri fini nazionalistici, per chi ormai non può contare su nient’altro che la finanza per sopravvivvere. In queste condizioni non  si può mediare.

E’ solo una questione di tempistica.  La crisi si sta avvitando a livello mondiale.  La Federal Reserve ,”rebus sic stantibus“, sarà obbligata entro l’estate ad intervenire con una manovra di “quantitative easing” ,(Q3) , la terza immissione a vuoto di capitali nel sistema, dopo le due precedenti che non sono servite a granchè. Il livello del debito su PIL degli USA ha intanto superato in Gennaio il 100% . Ma a differenza dell’Italia, (oggi al 119%),  dietro non c’é la ricchezza delle famiglie, ma il niente. Anzi peggio, un debito privato mostruoso. 

Obama ne avrà  bisogno  per dare fiato all’occupazione prima delle elezioni di Novembre. Il valore del dollaro scivolerà di conseguenza di almeno un 10/15%.  La speranza degli speculatori è di riuscire a piegare l’Europa, prima dell’intervento Q3, per poi continuare a far business sugli USA.

La UE é oggi l’anello debole della catena e stà perdendo tempo prezioso per arginare la falla. La recessione sta avviluppando tutta la UE.  L’idea di un Nord forte e di un Sud debole, oltre che peregrina, é irrealistica. L’80% dell’interscambio economico si svolge all’interno degli stessi paesi  UE.  Non solo, ma nella globalizzazione in atto paesi come; Olanda, Finlandia, Austria  che si oppongono  a misure d’integrazione, o di sostegno finanziario , sono solo dei poveri illusi.  Perché? Perché ciò che conta oggi é la dimensione di mercato.  Quei Paesi, tutti insieme, pur con parametri economici in regola, contano meno  di 25 milioni di consumatori. Un niente ,come aggregato economico. Paesi così lillipuziani non riescono ad opporsi, a fare sistema,  vengono fagocitati prima di altri . La disoccupazione li stà già massacrando. Ed il loro sviluppo é in rapida discesa. Come a dire, l’Europa ,o si salva con tutti , o affonda ritornando agli anni ’80.

E questo sembra non essere compreso dai governi nazionali, dalle compagini governative che li dirigono. Ed invece é questo il momento per gli europei di serrare le fila e rispondere adeguatamente alla sfida della globalizzazione , degli altri due macro-sistemi USA e Cina. Il rischio é di essere, a medio termine,  definitivamente colonizzati , di divenire giusto un mercato per merci e capitali extraeuropei. Pensate,  siamo oggi il mercato più ricco del pianeta con 450 milioni di consumatori con il più alto indice di ricchezza pro capite e ci vogliamo far fottere dagli USA che sono 300 milioni e stanno peggio di noi a livello socio economico?

 O ancor peggio dalla Cina , con 1.4 miliardi di individui , di cui solo trecento milioni consumano, mentre l’altro miliardo sta aspettando di mettersi a tavola? Ma suvvia siamo proprio così rincitrulliti nei nostri piccoli paradisi di benessere artificiale?

E giusto per completare il quadro e non farci mancare niente, non é che i Paesi arabi ed il Nord Africa se la passino meglio.  Le borse di questo grande agglomerato di paesi hanno perso nel 2011 oltre 100 miliardi di dollari. Solo quelle dei paesi del Golfo 55 miliardi, nonostante le royalties provenienti dal petrolio siano aumentate.  Saudi Arabia 15 miliardi, Emirati (EAU)  13 miliardi, Kuwait 20 miliardi. Abu Dhabi è tra le prime 10 economie a rischio default…..L’oro non genera profitti e, a meno di un intervento bellico israeliano conro l’ Iran, é destinato a perdere un’altro 15%.

La liquidità di  capitali é enorme al momento. Ed é questa liquidità , questa immensa massa di denaro che si butta in progetti speculativi. Parlo della liquidità extra europea , extra sistema. E’ contro questa massa che ,se produttivamente impiegata genera progresso e sani profitti , ma se per  speculare crea solo povertà , che occorre lottare con tutti i mezzi disponibili.

Occorre che l’Europa si doti degli strumenti idonei a contrastare la speculazione ed  in tempi rapidi. E’ fondamentale, come chiederà Monti alla Merkel ,che si svincoli la spesa per investimenti dal computo delle allocazioni  delle risorse imposte al bilancio degli Stati per dare modo di rilanciare la ripresa, l’occupazione ed i consumi.

Non serve oggi ridurre ulteriormente il costo del denaro, ma piuttosto  tassare i capitali che le banche europee, tutte, depositano a 24 ore presso la BCE. Pensate 450 miliardi di euro non investiti . E secondo quelle agenzie di rating “prezzolate”, i governi dovrebbero aiutare queste banche , che di far banca non hanno alcuna intenzione? Ma siamo alle comiche. Infine un misero consiglio mi sento di darlo a Monti, pur sapendo che non ne ha alcun bisogno. Sia meno Signore nel negoziare con il duo Merkel/Sarkozy. Non si privi di rappresentare i vari ricatti che la nostra debolezza ci permette, ma che possono essere fine strumento di trattativa. Infine ricordo che le nostre riserve auree sono il terzo “tesoro” al mondo. Prima di usarle  ci penserei, ma piuttosto di soccombere farei piangere lacrime amare a quelli speculatori che ci danno per morti.

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in economics, europa, International relations, politica-economia, relazioni internazionali e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a IL TEMPO STRINGE

  1. jac ha detto:

    Se i governi non si decidono a governare ma si limitano a rincorrere chi provoca crisi cercando di tappare falle; se non si pongono nuove regole e leggi o se non si ripristinano quelle che i vari governi (a partire da Mitterand) hanno eliminato, allora l’inutilità del tutto è evidente.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.