2012 ANNO DI ELEZIONI


Republican presidential candidates are picture...

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Français : Francois Hollande - Mardis de l'ESSEC

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Sì, proprio un anno che vedrà due importanti elezioni presidenziali, quelle francesi che si terranno tra la fine di Aprile e la metà di Maggio  e quelle americane che avranno luogo in Novembre. Due paesi che per molti versi, e non solo per il sistema presidenziale che li contraddistingue, hanno un notevole peso nella  formazione e conduzione della politica internazionale e delle relazioni che queste, di fatto, comportano. Due elettorati ben diversi per molteplici differenze ,sia culturali , che demografiche .Queste ultime  rappresentano in fondo la grande diversità tra il modo di concepire e vivere la politica ed il territorio. A questa profonda dicotomia tra  la politica praticata negli USA e quella vissuta in Francia e ,se vogliamo “tout court” in Europa, si aggiunge nel campo statunitense, mai come oggi, l’aspetto della componente religiosa, legata ai movimenti para – conservatori che utilizzano e cavalcano religioni,  pseudo fedi e valori  a fini meramente politici. 

Cominciamo con le elezioni francesi, che non solo sono quelle a breve termine , ma che sicuramente rappresentano, comunque vada, un “turning point”, o se preferite, un giro di boa, per la politica europea ed il futuro stesso delle istituzioni comunitarie in termini d’ integrazione ,o meno, del processo evolutivo già in atto.

Il contesto politico da tempo fà registrare un evidente idiosincrasia nei confronti dell’attuale presidente ,sia da parte del suo elettorato di riferimento, sia da parte della classe media a cui Sarkozy si riferisce come target primario. I due candidati già posizionati sono rispettivamente; Marie Le Pen, figlia di cotanto padre, leader del Fronte Nazionale e François Hollande, leader del Partito socialista , che  ha recentemente ottenuto  l’investitura attraverso le primarie.

Per Marie Le Pen il target di riferimento é chiaro; sfondare all’interno della grande maggioranaza silenziosa, del ventre molle della società francese. Proprio a partire da quest’oggi, a St. Denis, dipartimento della banlieu parigina,inizierà la sua tournèe , ma  a differenza di suo padre ,che indirizzava l’interesse verso i figli degli immigrati, sembra aver compreso la lezione politica. “Non é quello l’elettorato che ci interessa”. “Il nostro interlocutore é la maggioranza silenziosa , non la minoranza urlante!”  Florian Philippot, direttore strategico della campagna, afferma ; “sono le classi medie che determineranno il risultato, quelli che nel 2007 hanno votato Sarkozy e che oggi ne sono i delusi, più ancora della classe operaia”.

Per Hollande il “leit motiv”, i parametri della campagna sono “credibilità, presidenzialità, umanità”. Quest’ultimo elemento è messo in risalto, in opposizione all’attitudine autoritaria di Sarkozy .  Si propone una visione della società più solidale ,una maggiore e  più profonda capacità di comprensione del momento ,della congiuntura economico-politica che attraversa la Francia. Nonostante i sondaggi lo vedano già da mesi favorito, per Hollande i problemi maggiori sono ; contrastare l’astensione dell’elettorato sia di destra , che di sinistra, stimata  essere pesante a causa delle delusioni, ed il recupero della dignità e del valore dei temi espressi dalla sinistra francese che si è assai divisa nel passato.

Il primo turno delle elezioni sarà fondamentale. Cioé a dire, se al secondo turno si ritrovano Hollande/ Sarkozy la vittoria andrà , a mio avviso,  al primo.  Se invece la Le Pen dovesse prevalere su Sarkozy e ci trovassimo di fronte ad un duello Le Pen/Hollande , il rischio diverrebbe più elevato. Difficile credere ad una eliminazione al primo turno di Hollande, nel qual caso per la seconda volta la sinistra dovebbe tapparsi il naso come all’epoca Chirac e votare Sarkozy al secondo turno come meno peggio!  Vedremo, ma certo il ruolo ed il contributo della Francia in ambito europeo, in termini di strategie e visione , cambierà notevolmente.  Volendo essere realisti, se ne avverte un grande bisogno. C’é  “necessità estrema”  di nuovi leaders che sappiano farsi carico dell’impasse attuale e siano capaci di superare i nazionalismi ormai decotti. Con ciò rispondendo alle esigenze di un’Europa che deve confrontarsi, nella globalizzazione in atto, con gli  altri due grandi macrosistemi : USA e Cina.

Elezioni USA

Attualmente siamo ancora al di quà del “momento clou”, poiché il processo delle primarie tra i candidati repubblicani é ancora agli albori.  Due gli elementi caratterizzanti. L’assenza tra loro di un candidato provvisto di carisma, di reale forza ed impatto. Per non parlare di preparazione culturale. I candidati stanno concentrando i loro attacchi su Romney che al momento sembra avere il maggior consenso.  Ma é ancora presto per comprendere dove il ventre dell’elettorato repubblicano rivolgerà il proprio favore. Tradizionalismo, conservatorismo, isolazionismo e più in generale fattori ideologico-religiosi stanno consumando in un scontro futile, privo di senso, il dibattito.  Invece di approfondire seriamente il ruolo che gli USA possono e devono avere nel contesto internazionale, le possibili soluzioni , le alternative da dare alla crisi economica ed occupazionale che il paese attraversa da Nord a Sud, da Ovest a Est.

Certamente ciò che spesso si legge sulla stampa italiana, è il riflesso degli schieramenti interni, della genuflessione, mai sopita, dei giornalisti di “mestiere” che interpretano le realtà estere pro domo loro , o meglio dei giornali di turno per i quali scrivono. Ammesso e non concesso  che conoscano la lingua ed i valori dei paesi e  società che tentano di descrivere. Mi viene da pensare a Rick Santorum *, senatore della Pensilvania,  figlio di immigrati italiani,  che in ragione di questa origine viene descritto in termini ditirambici. Per capire meglio andate a vedervi su Google il pensiero di molti americani. Bene questo personaggio parla dell’Italia come esempio di peggior benchmark negativo.Uno che , se eletto, abolirebe immediatamente la decisione della Corte Suprema  in favore del diritto costituzionale all’aborto. E’ con questa trovata di puro marketing elettorale cattolico che é stato catapultato dall’elettorato ultra conservatore al secondo posto delle primarie in Iowa.

Il grave problema a cui oggi i Repubblicani si confrontano è il continuo  scavalcamento a destra dei movimenti. I Tea parties, ma non solo, che rispondono ad una logica di difesa dello status quo della società bianca (wasp ecc.) nei confronti dell’immigrazione, delle etnie che tra 10, massimo 15 anni saranno demograficamente  maggioranza. E poi quella falsa idea ,agiografica, intimamente incastonata nella cultura americana del “comandante in capo”. Della concezione del presidente quale comandante supremo, di un uomo che deve condurre ed ispirare il popolo. Come l’ultra conservatore cattolico Santorum afferma, “il presidente non deve essere un amministratore delegato , ma un leader spirituale”.

Strano che proprio questi repubblicani non siano in grado di proporre ed esprimere un candidato che queste caratteristiche le abbia seriamente.            Ad oggi Obama, nonostante le ferite politiche subite, resta un  presidente molto difficile da battere per l’attuale compagine repubblicana.    Il vecchio trombone Gingrich é già fuori dalla contesa. Rick Santorum ,a mio modesto avviso,  serve gruppi d’interesse ben definiti, ma é fuori dalla candidatura vera, salvo imprevisti ,o inciampi di percorso.  Le primarie prenderanno un passo diverso dal momento in cui arriveranno al Sud. Al profondo Sud. Là dove i repubblicani, i conservatori , sono duri , puri e veri decision makers! Mitt Romney, Huntsmann sono attualmente i più accreditati all’investitura.

Ma diciamocelo, se questi sono i due candidati all’investitura ,mi sento di affermare, senza riserve, che Obama resterà alla Casa Bianca per nostra fortuna ,non perché sia il migliore, ma certo, assolutamente ,il meno peggio, di fronte ad una politica americana oggi incapace di produrre serio dibattito politico e sempre più nelle mani dei grandi conglomerati economici.

Buona vita a tutti.

*Santorum un cognome che non tradisce. Cavaliere di Malta dal 2004, numerario dell’Opus Dei. Nel 2002 speaker d’onore in Roma alla celebrazione del centenario della nascita di Josemaria Escriva, fondatore dell’Opus. Questi sono i gruppi d’interesse che lo sostengono. Non sorprende quindi l’immediato interesse dei giornalisiti baciapile verso il candidato nel nostro paese.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a 2012 ANNO DI ELEZIONI

  1. exult49 ha detto:

    Certo Giuseppe e molto sinceramente me lo auguro. L’Europa ha bisogno di decisioni forti, di leaders capaci di andare al di là del day by day, del prossimo appuntamento elettorale.La vittoria dei socialisti in Francia in Maggio 2012 e dei Verdi e SPD in Germania nel 2013 così come é prevedibile dai sondaggi e dal trend ,dovrebbe chiudere la stagione dell’incertezza. Occorre una visione d’insieme, globale, della politica europea e delle riforme da apportare per renderla capace di contrastare USA e Cina.
    Il cambio ci sarà e forte. Non so quanto ciò potrà influenzare la politica italiana che resta provinciale ed inchiodata a schieramenti francamenti idioti. Basti vedere ad es. come il PD non partecipi all’Internazionale Socialista e nei popolari europei possano coesistere UDC e Forza Italia che quanto a idee, a parte la conservazione dei patrimoni della Chiesa gli uni, e di berlusconi gli altri, non hanno niente in comune. Salvo il riferimento a meri fini politici al cattolicesimo,dottrina imperante di uno Stato geriatrico che non ha mai avuto la parvenza di laicità ed il rispetto che si conviene.Il ricambio generazionale da noi é l’elemento debole. Ancor più nella politica. I leaders nazionali dovrebbero essere azzerati , tutti. Un’opzione, quanto a capacità di gestione e conoscenza dell’amministrazione pubblica, potrebbe aversi nell’avviare riforme interen che consentano a personaggi capaci, penso a Pisapia , Rossi attuale governatore della toscana, al sindaco di Cagliari, allo stesso Vendola , insomma a persone non coinvolte nell’inciucio ormai decennale di dare una svolta. Infine mi auguro che alla fine del percorso (2013) Monti possa esssere eletto Presidente della Repubblica. La ragione é semplice , non é un politico di professione, quindi più in grado di comprendere e rappresentare degnamente lo spirito del cittadino italiano. Ma il vero problema sono gli italiani. Ogni nazione ha il governo che si merita. spero che gli italiani dopo 17 anni di berlusconismo rampante abbiano compreso la lezione e facciano tesoro. L’autostima la si conquista non scende dal cielo. I miracoli non esistono. Buona vita.

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  2. Giuseppe ha detto:

    Molto interessante..😉
    Non credi che queste elezioni possano in un qualche modo influenzare anche le politiche italiane del 2013?
    http://giuseppemilano.wordpress.com/

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