FELUCHE


 

Villa Farnesina, Rome

Image via Wikipedia

Il mio blog più recente trattava del paese dei campanelli in relazione all’evasione fiscale ed alla dimensione elefantiaca raggiunta nell’ultimo decennio grazie anche ad una legislazione che ha incessantemente abbassato la guardia e reso i crimini economici non penalmente perseguibili.  Spesso, trattando di temi di politica estera e del posizionamento dell’Italia sullo scacchiere  europeo e mediterraneo, ho sottolineato come la nostra azione diplomatica abbia perso vigore e capacità, ma soprattutto continuità e autorevolezza.

La continuità dell’azione nella politica estera risulta essenziale, non solo per mantenere su determinati dossiers la capacità di coinvolgimento degli interlocutori, ma anche per affermare l’interesse che il paese nutre su quei temi.  L’autorevolezza é la continuazione di quell’ azione con altri mezzi come indicava ,riferendosi alla guerra rispetto alla politica, Von Clausewitz.  Senza rappresentanti, portatori di capacità individuali ed osservatori acuti del contesto nel quale sono chiamati ad operare, la diplomazia diviene solo una mera farsa, formalità senza costrutto  che non conduce ad alcun risultato di rilievo.

Più che in altri ministeri quello degli esteri é impermeabile a mutamenti repentini ed i politici che vi si avvicendano, spesso per mancanza di conoscenze specifiche, devono affidarsi al direttore generale, ai consiglieri diplomatici , cioé agli addetti ai lavori.                 Il politico in generale ha fatto carriera interessandosi  al 80% di politica interna, non ha vissuto all’estero acquisendo conoscenze linguistiche di rilievo, non ha dimestichezza con realtà straniere. 

In particolare , i politici italiani che negli  ultimi 25 anni  hanno occupato la posizione di ministro si sono dimostrati in larga maggioranza dei provinciali.  Ultimo il magistrato, maestro di sci Frattini. Inconcludente,un perfetto incapace in quel ruolo. La Farnesina é sempre stata un mondo a sé per il ruolo che la borghesia e la ex nobiltà  ha spesso giocato nel dirigere il ministero e gli affari della Repubblica. Umberto Vattani é stato  per oltre un decennio l’eminenza grigia alla quale si sono dovuti inchinare numerosi ministri. Servitore di un coacervo d’interessi di vario tipo. Adulato dai democristiani. Inviso ai socialisti. Prono agli interessi della grande industria e dei poteri forti di questo paese , in primis il Vaticano con il quale ha sempre tessuto eccellenti rapporti.

Chi fosse il figlio lo si sapeva. Lo sapevano in molti. D’altronde mai si é nascosto quanto a manifestazioni politico-ideologiche.Per tale ragione  si godeva, da figlio di papà quale era, la sua “carriera nazionale” divertendosi con incarichi regionali con il buon Alemanno che come suocero aveva Pino Rauti. L’errore é quando si affidano incarichi diplomatici “veri” fuori dall’ambito azionale, a figli di papà che solo quello sono e restano . In altri Stati meno da operetta,  i figli di papà vengono nominati in qualche organizzazione internazionale di secondo livello, che sò, il Consiglio d’Europa, l’Unesco, l’O.I.T ecc.ecc. dove non possono fare troppi danni e dove, rinchiusi in regole e procedure d’intervento, non corrono neppure il rischio di parlare troppo , o dire troppe castronerie poiché  gli interventi  sono redatti e presentati in anticipo!  No, noi inviamo dei fascisti patentati e fieri di esserlo  a dirigere un consolato! Che poi sia di Osaka , o di Timbuctu poco importa. Un consolato per sua funzionalità é a stretto contatto con gli italiani e con i cittadini stranieri che hanno rapporti con il nostro paese. Non mi pare un gran biglietto di presentazione .  Al di là di questo caso eclatante, il nostro Ministero presenta oggi , forse più di ieri , una forte dicotomia tra personaggi paracadutati ,che poco hanno a che fare per cultura, preparazione reale ed esperienze sul campo,  con la diplomazia e diplomatici di carriera che, in assenza di coperture politico-confindustriali ,curiali , mantengono un basso profilo.

I veri responsabili di questo andazzo sono i partiti politici che a turno hanno posizionato nelle varie divisioni interne, loro referenti che a loro volta hanno generato metastasi nella selezione per merito. Un noto ambasciatore ,oggi pubblicista, fu defenestrato dall’allora ministro De Michelis , nel merito a torto, ma nella forma a ragione, dall’oggi al domani. Se lo ricordano ancora al M.A.E ,come si usa chiamarlo.  Perché se é vero che ambasciatori si diventa per capacità e servizio, é altresì vero che la spocchia di molti di essi non nasce e cresce per meriti acquisiti, ma per eredità .

Sì, pochi sono i ministri che hanno alzato la voce, a torto. Perché l’avvicendamento é funzionale nell’ambito della carriera. Vattani U. doveva essere fatto fuori da D.G. dopo  3/4 anni . Perché? Ma perché altrimenti si creano tante e tali “aderenze” che entrano in contrasto con la normale attività e vengono a stratificarsi  tali interessenze che il lavoro stesso viene ad essere stravolto.

Le feluche ormai non hanno più il ruolo e l’interesse di una volta. La politica estera é fatta oggi da team selezionati e specializzati a seconda dei temi.  Sono gli  sherpa ,non le feluche a costruire i negoziati. Molte ambasciate potrebbero essere ridimensionate , o addirittura chiuse, affidando  la rappresentanza degli interessi nazionali  con reciprocità ad altri stati della UE.  Come recentemente hanno fatto Irlanda, Islanda, Portogallo.  Altro tema sono le funzionalità e la suddivisione stessa dei dipartimenti nei quali si suddivide l’organigramma della Farnesina .  Sono ancor oggi quelle degli anni 60/70. L’emigrazione, la presenza nel mondo, la promozione dell’interesse nazionale  all’estero, solo per citarne alcune che hanno subito un ridimensionamento enorme.

Invece di tagliare l’Ice come si voleva fare , prova di stupidità ed incapacità assolute dovute al desiderio di accumulare potere da parte della Farnesina  “da bere”, si taglino il 30% di ambasciate , il 20% di consolati e qualche rappresentanza permanente inutile presso organizzazioni internazionali di scarso , o nullo rilievo.

In periodi congiunturali come quello attuale occorre liberarsi di quella che definisco la Farnesina “da bere” quella che, per rifarmi al periodo delle spese folli ed ingiustificate si riempiva di missioni , le più inutili e gonfiava i budgets con le giustificazioni strane. Quel periodo é il consolidamento del ristretto gruppo degli inamovibili, inattaccabili.

Il mio augurio é che il buon Terzi (lasciamo perdere il secondo cognome), sia in grado, conoscendo tutti i limiti di questo sistema  ed  il tappo che ciò comporta , di apportare quei pochi ,ma  fondamentali cambiamenti per rendere l’evoluzione delle carriere interne più legata al merito . Soprattutto rendere la funzione ed il ruolo del  M.A.E più corrispondente  al contesto geo-politico internazionale attuale, tenendo conto del ruolo minore del Paese nel quadro internazionale e dando più respiro al Mediterraneo sul  quale si gioca una partita vitale per il futuro.

Buona vita a tutti e Buon anno.

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