4 RISATE ALLA FACCIA DELLE AGENZIE DI RATING


Tutti Fruitti in Kahului, Maui

Dunque, visto che siamo in periodo di feste  e che giorno dopo giorno “gli organi d’informazione” e ,talvolta, anche il sottoscritto vi massacrano con cifre, considerazioni  stime, spesso sconfortanti, oggi voglio farvi sorridere  con una serie                   di dati  veri e seri che si riferiscono all’economia USA.

La logica é un pò quella del mal comune mezzo gaudio, perché se é vero che le cose da noi non vanno, bene allora fatevi un giretto tra queste realtà e vedrete che starete subito meglio.

Spesso ho scritto della crisi socio-economica che oggi quel paese stà vivendo. A questa si aggiunge oggi anche una crisi politica, una crisi che nasce dal continuo conflitto tra Obama e partito repubblicano e più in generale quell’ala destra che vuole a tutti i costi uno scontro sociale. Uno scontro tra razze. Ma in questo caso dei bianchi “wasp” contro tutte le altre razze e culture religiose. Uno scontro che vede in Obama l’alfiere di un’America diversa ,nera istruita, di livello superiore. Un’America che rinuncia ed anzi attacca la grande ricchezza che l’immigrazione ha rappresentato in termini di  sviluppo del paese e che presa da una sindrome di accerchiamento reagisce inventandosi , o meglio rivisitando miti sepolti della confederazione.

Sud contro Nord. Una sorta di dissepoltura della vecchia divisione ,  la   Mason – Dixon line con tutto il seguito degli orpelli di idiozia culturale e fideistica che ciò rappresentava.

Mi sono dilungato nella prefazione per farvi meglio comprendere il perchè di questa situazione di conflitto sociale  ed inter razziale che si sta verificando. L’economia, la crisi, che getta alle ortiche il sogno americano  e che riapre i solchi di ferite mai sopite.

Allora vediamo ; i dati statistici recenti dell’US Census Bureau ci dicono che: il 47.3% degli americani é considerato a basso reddito , o vive in povertà.  11%  é alla ricerca di un lavoro. Il periodo medio di disoccupazione di un lavoratore americano oggi supera le 40 settimane.

Il problema é che in un paese dove la mobilità e la flessibiltà erano considerati  i “plus” del sistema,  oggi l’offerta di lavoro é scarsa , o inesistente. L’80% delle piccole imprese dichiara di non avere per l’anno prossimo alcun progetto di assunzione di lavoratori. Pensate , secondo il Census del Labor Statistics , i lavoratori autonomi  erano nel 2006, 16 milioni e mezzo ,oggi sono 14 milioni e mezzo! Come se non bastasse, la comparazione con il passato é impressionante. Meno del 30% di tutti i lavori in USA nel 1980 erano  sottopagati, oggi superano superano il 40% del totale.

Dal Dicembre 2007 il reddito medio delle famiglie americane e’ sceso del  7%, mentre sempre secondo la Federal Reserve , la ricchezza netta delle famiglie é  calata   del 4.4% solo nel terzo quadrimestre del 2011 ed il rapporto tra debito e reddito delle stesse famiglie é oggi del 158%. E’ evidente che questi dati economici hanno determinato uno scollamento evidente tra sogno e realtà e che il morale e le motivazioni oggi subiscono  notevoli ridimensionamenti.

A livello sociale i cambiamenti nel giro degli ultimi cinque anni sono stati repentini.Pensate,  ben il 20% di tutti i giovani uomini americani tra 25 e 34 anni vive oggi con i genitori.   Impensabile in un paese dove da sempre l’abbandono  dell’abitazione parentale   avveniva mediamente al 18/19° anno e spesso corrispondeva con l’iscrizione all’Università per le classi più abbienti. Ciò in quanto là, la vita universitaria si svolge esclusivamente all’interno del campus. Lo stesso dicasi per quanto attiene pe i matrimoni che hanno subito una forte decelerazione. Nel 1960 il 72% degli adulti era sposato, oggi sono appena il 51%.

Un’altro dato che é chiaramente influenzato da questi mutamenti sia comportamentali ,  che demografici, é il settore delle costruzioni .  Nel 2011 si é toccato il punto più basso per la costruzione di nuove case.  L’edilizia residenziale sarà fortemente penalizzata per il prossimo quinquennio. Secondo l’US Census Bureau oltre il 18% di tutte le abitazioni  in Florida é vuoto. I defaults relativi al pagamento dei mutui sono al massimo storico, così pure il numero di mesi di ritardo di pagamento di questi ultimi , sull’ordine dei 40 mesi.

Ma forse il dato più allarmante riguarda gli anziani che in quel paese non godono di alcuna copertura sanitaria nazionale come in Italia. I costi sanitari contano oltre il 17% delle spese individuali ,un anziano su 6 vive in povertà e meditate, secondo il Benefit Research Bureau ,il 46% di tutti i lavoratori americani ha risparmaito meno di 10 mila dollari per la pensione ed il 29%  ha meno di mille dollari!

Che la forbice tra le generazioni si stia allargando a dismisura e che la ricchezza, come in Italia, si restringa ad una fascia molto ristretta,  é più che evidente. La ricchezza media delle famiglie con un capo famiglia ultra 65 enne risulta 50 volte più elevata delle famiglie con un capofamiglia sottoi 35 anni . E giusto per farvi comprendere la situazione genarale, il 38% delle famiglie con un capo famiglia al di sotto dei 35 anni hanno un patrimonio pari a zero , o addirittura sotto.  La povertà non solo colpisce l’intero paese , ma anche e soprattutto in misura più che proporzionale i bambini.  I bambini senza una casa sono oggi negli USA il 40% in più del 2007. Il 36.4% di tutti i bambini che vivono a Philadelphia vive in povertà, 40,1% ad Atlanta, 52.6% a Cleveland, 53.6% a Detroit.

Veniamo adesso all’economia e finanza del paese. Quella che le agenzie di rating mantengono ancora con una doppia A.  Gli “assets” totali delle prime 6 banche americane, che spesso cito nei miei blog, si sono incrementati di ben il 39% dal Settembre 2006 al Settembre 2011. Come?   Speculando con la liquidità fornita loro, gratis, dalla Fed (QE2).  Il Deficit fiscale degli USA per il 2011 é di 1.4 trilioni di dollari .   Il debito totale degli USA é pari a 15 trilioni di dollari, una somma impossibile da immaginare e che s’incrementa di circa 4 miliardi di dollari al giorno.

Tutto questo in un paese dove le disparità, già molto estese tra le classi sociali, sono oggi a livelli enormi. In questo l’Italia e gli Usa sono  primi due paesi per disparità.  Giusto per darvi un’idea, i sei eredi del fondatore della Wal-Mart,una catena popolare di grandi magazzini, detengono un patrimonio netto pari al 30% di tutti gli  americani col reddito più basso.

Ecco, dopo questa carrellata di cifre piuttosto crude  e certamente dirompenti per quanto riguarda quello che é ancor oggi considerata la grande potenza econmica del mondo, c’è da riflettere.  Eh sì, perché  d’accordo che siano americane. D’accordo che abbiano goduto per decenni della credibilità del sistema finanziario. Ma a fronte di questi dati incontrovertibili quanto a esattezza e  difficoltà  evidenti, mi si dovrebbe spiegare come le famose tre agenzie di rating possano considerare  l’evoluzione a breve del sistema europeo e dell’euro  a rischio e non si veda l’elefante che é dietro la prateria americana.

Alla luce di queste brevi  riflessioni , allora il mio modesto consiglio é per tutti voi di godervi queste festività, di pensare, quali persone informate dei fatti,  che di gente che stà peggio di noi tutti, ce ne sono circa 100 milioni su 300, giusto nel paese considerato il modello del mondo capitalista.

Buona vita a tutti.

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