IL DILEMMA DELLO SVILUPPO E DEL LEVERAGE


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I prossimi due anni saranno per l’Italia ed il suo futuro anni davvero cruciali. Tutti gli indici nazionali ed esteri  indicano una fase recessiva che metterà seriamente a rischio anni di lavoro. Che fossimo in recessione era già evidente a fine Ottobre. Mentre ancora il governo Berlusconi navigava a vista, noncurante dei segnali evidenti di caduta verticale di credibilità e di assenza di liquidità del sistema a breve. Per questa ragione ho sostenuto e sostengo l’attuale esecutivo con un grande ; Ma……

Alternative a questa prima fase di interventi non c’erano.  Entro fine Gennaio, vediamo se i tecnici saranno davvero tali, ovvero se le misure annunciate ; legge sulla concorrenza,  nuova disciplina trasporti , rilancio/riforma del mercato del lavoro, incentivi all’occupazione giovanile ecc. ecc.  vedranno la luce e riusciranno ad essere varate.

Vorrei chiarire che la fase due, non é come nel passato un modo per nascondersi alla verità. Se entro il terzo trimestre 2012 non riusciamo ad invertire  il trend negativo, sarà poi molto difficile uscire da una spirale di crisi che ci porterebbe a fondo. Questo governo si trova a giocarsi una partita epocale di cui la maggior parte degli italiani non si é resa ancora conto!    Come sempre gli organi d’informazione non fanno per intero il loro dovere , informare! La paura del futuro é maggiore se i confini non sono definiti. Quindi anche psicologicamente chiarire le sfide che ci attendono sarebbe più costruttivo che non nasconderne la complessa realtà.

Questi i dati:  il PIL del 2012  del nostro paese per Confindustria sarà  -1.6%, per il governo a -0.5%,per l’OCSE a -1%.   Il 2013 ,  crescita zero se va bene,0.5%  in caso contrario.  La realtà sarà probabilente più dura, raggiungeremo un picco negativo vicino al -2% nel 2012 e zero per il 2013.

Voi capite che con questi dati la disoccupazione che finora ci vede ad oltre il 30% per i giovani  e al 9% statistico , ma al 12 % reale in media, colpirà adesso gli occupati. Circa un milione di persone perderanno il posto di lavoro e solo il 30/40% di queste sarà in grado di ricollocarsi a breve termine.

Questo in quanto la grande massa delle aziende italiane, 93%, sono sotto i 15 occupati. Altroche articolo 18, che riguarda meno del 40% della forzalavoro.L’altro 60% non ha niente! “Il modello piccolo é bello”  si stà tramutando in una tragedia nazionale. E su questo punto  le responsabiltà sono di tutti. Politiche a livello nazionale per mancanza di strategia , regionali per mancanza di capacità. Sindacali per mancanza di visione e appiattimento su tematiche secondarie. Imprenditoriali, le peggiori, per mancati investimenti immateriali e tecnologici, ma soprattutto per incapacità di analisi dei mercati di riferimento e conseguenti strategie di marketing.

Oberate dai prestiti, con liquidità bloccata dalle banche, ridotto carnet di ordini, con fatturati in calo, alta esposizione finanziaria, molte aziende del nostro miglior tessuto industriale non resisteranno.  Quelle che formano il tessuto connettivo, l’indotto che ha reso medie, o grandi ,quelle 5.000 aziende che in Italia vengono stupidamente definite grandi, ma che in realtà su scala europea, quella che conta ,sono medio piccole  e che faticano a generare abbastanza profitti per restare al passo in quanto loro stesse sottodimensionate in rapporto alla concorrenza tedesca, o francese.              Noi stiamo perdendo , o peggio svendendo, a gruppi esteri europei le aziende più dinamiche , quelle attorno alle quali si potrebbe costruire un primo livello di difesa e di rilancio lanciando un serio programma di “merging by devolution” che favorisca l’accorpamento volontario orizzontale e verticale.

Penso ad esempio alla scelta, strategicamente folle per il paese, della Fiat che chiude l’IVECO. Unica azienda produttrice di autobus in Italia, quando per ragioni ecologiche e di turn-over oltre 1/3 delle province italiane ha un parco di veicoli pubblici in stato comatoso e che necessita di ricambio. Oltre a 680 lavoratori che perdono il posto di lavoro contro due anni di cassa integrazione a carico dello Stato.  Miliardi di cassa integrazione buttati,invece di un piano di rilancio industriale. Dal 2008 circa 8 miliardi di cassa integrazione per far stare a casa lavoratori che potrebbero essere utilizzati  più degnamente altrove.

Inoltre, noi perdiamo una risorsa per regalarla a chi, ai tedeschi della Mercedes? Sì d’accordo ,come per l’auto, il management della Fiat vede la recessione e delocalizza investimenti , o li annulla in vista di un mercato non più in espansione. Ma così noi gettiamo  anche il nostro futuro. Lo stesso dicasi per molti settori nazionali in crisi: agro-industria, GDO, utensileria metalmeccanica ,tessile ecc. ecc. Così noi ci votiamo al suicidio.           Perdiamo ciò che resta della nostra forza primaria, i settori manifatturieri, ma poi ? Non potremo certo sostituirlo come in GB con la finanza, o la finanziarizzazione, visto che in termini settoriali noi  siamo poco più che provinciali, lilliput.

Il dilemma quindi é impostare da subito una serie di profondi cambiamenti strutturali. Di allocazione integrata delle risorse, ma che soprattutto tengano conto che il 21% della popoazione italiana supera i 65 anni, che circa il 32% supera i 55 anni. Cioé il nostro paese non solo non cresce economicamente , ma letteralmente muore.

Il tasso di natalità é del 9.2% x mille abitanti, quello di mortalità 9.7% x mille, ovvero, nati nel 2010, 562 mila unità , deceduti 2010, 588 mila .                         La demografia inciderà profondamente sulla nostra società , ma nessuno sembra voler prendere le contromisure di contenimento necessarie.

Nel giro di 20 anni saremo poco più di 55 milioni, salvo processi migratori più marcati. Senza gli stranieri, che contano oggi  il 7.5% della popolazione residente, ovvero 4.5 milioni , noi saremo già a quei famosi 55 milioni . La decadenza va arrestata. Per far questo occorrono investimenti di processo e di tecnologia.

Invece di perdere i nostri giovani migliori che vanno all’estero,  dobbiamo a tutti i costi cercare di creare loro condizioni di lavoro degne di questo nome. E’ semplicemente indegno e raccapricciante sentire parlare di flessibilità e nel contempo vedere che oggi in Italia il 25% dei giovani , quelli che ci riescono, vengono occupati con quell’istituto che viene definito “lavoro a chiamata” . Niente malattia , niente ferie , niente diritti , niente di niente .Schiavitù moderna

Indegno in un paese civile. Indegno per un paese europeo. Questo é senza mezzi termini  il riconoscimento giuridico del  “bracciantato del terzo millennio” .  Una vergogna di cui indignarsi seriamente. E per chiudere con la finanza , altro tema scottante, l’utilizzazione dei miliardi di liquidità , mi auguro che il governo imponga agli istituti bancari che ieri hanno ricevuto l’aiuto della leva di liquidità da parte della BCE, 300 miliardi in tutto , di imporre che almeno il 50% delle somme date a banche italiane sia dirottato immeditamente a sostegno del consumo delle famiglie.
Consumo senza il quale il sistema rischia di aggravarsi ancor più.

C’é da augurarsi che il governo riesca, al netto della zavorra dei partiti politici e dei rappresentanti che compongono questo Parlamento, ad imporre le riforme necessarie ed a farci riprendere il cammino. L’alternativa non ve la dipingo. Ecco perché ho scritto che la mia valutazione sul governo Monti la fornirò solo dopo aver visto la fase due. Purtroppo per i prossimi mesi, come ho già avuto modo di esprimermi recentemente, saremo tutti appesi a mezz’aria , come degli atomi lucreziani. 

Buona  vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a IL DILEMMA DELLO SVILUPPO E DEL LEVERAGE

  1. exult49 ha detto:

    Thank you so much for your kind comment.Generally speaking my themes are economics and politics . I used to live in USA and I spent years allaround Europe and North Africa + Middle Orinet. So I am glad to count you among my readers. Have a sparkling new year.

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  2. pozycjon ha detto:

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