MONTI, LO SVILUPPO ED I SOLITI QUAQUARAQUA’


Italiano: Mario Monti

Image via Wikipedia

Mi scuso con i miei lettori, ma per  ragioni di forza maggiore ho dovuto sospendere per qualche giorno. Quindi ben ritrovati. Allora cominciamo subito dal Governo Monti.  Come volevasi dimostrare ,tanto rumore per nulla!Domani il governo porrà la fiducia sui provvedimenti parzialmente modificati rispetto alla prima stesura. Giusti aggiustamenti direi, per quanto attiene il livello di tassazione pensionistico, maggiore equità nella distribuzione dei pesi . Sì perché ululare alla luna e  chiedere maggiori aliquote, o lotta all’evasione in termini generici, non serve a nulla.

Perché il livello di controllo dell’evasione e’ ancora scarso ed occorre metterlo a punto. Perché gli italiani che dichiarano redditi sopra il milione di euro sono una ristretta minoranza e si finirebbe  per tassare sempre gli stessi.  Di fatto le tasse su prima,seconda casa,auto,aerei,barche, pensioni e redditi oltre certe soglir + il resto relativo al patrimonio finanziario é una patrimoniale nonstrutturata come tale,ma di fatto dispensa i suoi effetti .

Ritengo che , tenuto conto dell’urgenza di far cassa , si é compiuto un lavoro accettabile ,sia quanto a distribuzione dei pesi ,che dell’onere gravante sulle classi sociali. Si poteva fare meglio? La risposta che vale é quella ferma, intelligente e bruciante data dallo stesso Monti alla Camera.  “Avevate il tempo necessario per intervenire, ma non avete fatto niente!”                    Inutile recriminare, poiché le condizioni generali non consentono di posticipare , né tanto meno di ridurre il valore della manovra.

Se posso permettermi, una seria critica la rivolgo relativamente all’aspetto crescita. Poco é stato fatto fin qui per lo sviluppo.  Le liberalizzazioni annunciate non sono abbastanza significative. Se non riusciamo a far decollare il paese,  e quindi l’occupazione, non riusciremo a dare quella frustata necessaria a far ripartire l’economia. Gli ordini professionali si ribellano e c’era da aspettarselo ,sarò felice di vedere i risultati in Agosto.  Taxisti e tutte le piccole e grandi lobbies sono al  lavoro per limare….                I sindacati, seppur divisi, manifestano il loro dissenso. La casta reagisce cercando di rimandare provvedimenti corretti e giusti viste le sperequazioni.

Accolgo con notevole soddisfazione la modifica dell’atteggiamento di Monti circa l’introduzione della Tobin Tax. La tassa si applica alle transazioni finanziarie, sulla quale il governo tedesco e francese avevano giàconcordato.   Il governo  USA  sembrerebbe intenzionato , come prevedibile la GB  é fermamente contraria, in quanto andrebbe ad impattare contro i servizi della City ed il sistema speculativo che si basa sulla non tassazione o minor peso fiscale.  E’ evidente che questa tassa potrà avere effetti positivi solo se viene applicata  da tutti, o dalla maggior parte dei paesi. Proprio per isolare per quanto possibile i comportamenti legati e fondati su una competizione senza regole.

 Se ve ne fosse stato bisogno di ribadirlo, la ricchezza privata  detenuta dalle famiglie italiane, circa 9000 miliardi, di cui 5.000 in immobili, resta la più elevata, nonostante abbia subito un calo del 3% dal 2007.  Il 10% della popolazione detiene oltre il  45%della ricchezza globale.  Restiamo, come affermavo, il paese con la ricchezza privata più elevata dei paesi del G7.          E chiaramente la sensibilità degli italiani é più evidente  se parliamo di ICI ed IMU. Ma fin quando vedremo tutte le categorie socio-economiche litigare e recriminare ,potremmo supporre che tutti sono stati toccati ed un discorso di equità possa aver luogo. 

Attendiamo  e speriamo   che nei prossimi 90 giorni le liberalizzazioni tanto agognate vedano la luce per creare quel cerchio virtuoso che nasce dal basso e motiva la competizione .Vedremo se questo governo riesce a togliere quelle barriere che impediscono una seria concorrenza e  ci mettono a livello dei nostri partners del nord Europa.  Un’altro elemento, sul quale volgere lo sguardo, é quello delle partecipazioni incrociate e soprattutto di limitare  al massimo, o addirittura eliminare, la proliferazione di incarichi in diversi consigli di amm. che di fatto si intersecano tra loro e danno luogo a inciuci reali , se non a scambio di favori non certo consoni e legali. Con poltrone che girano sempre sotto  le terga dei soliti noti.

Occorre assolutamente aumentare la trasparenza e soprattutto merito e  professionalità  relativi al know-how delle persone incaricate. Come le nostre aziende improntate ad un familismo imperante , anche la  nostra finanza si regge sulle stesse caratteristiche.  Se a questo aggiungete che le prime 50  famiglie per patrimonio ,si compenetrano e formano incesti di capitale quasi inestricabili.  Ecco che poi gli istituti bancari, come la potente Mediobanca, sono lo “specchio inadeguato” di un capitalismo provinciale che ha mantenuto il paese chiuso all’esterno, privilegiando sempre un oligopolio in grado di assicurar loro  rendite superiori, in quanto non sottoposti a concorrenza reale .

La legislazione in materia societaria  con l’assenza di un  sistema di controllo adeguato ai tempi che imponga trasparenza e inidoneità , sono un problema  da risolvere. Questa struttura anelastica, come se non bastasse, ha sempre vissuto un dualismo tra medio grandi aziende che sono circa 3.000/4.000 ed una pletora di piccole , se non piccolissime aziende che lavorano per conto terzi. Ovvero senza accesso diretto al mercato, le aziende in Italia restano alla mercé delle poche aziende  che riforniscono.

Questa stessa situazione si é da tre /quattro anni creata tra aziende manifatturiere italiane e tedesche. Fino a dieci anni fà le prime si presentavano direttamente sul mercato e facevano concorrenza alle seconde . Poi per non voler investire ulteriormente sui mercati esteri e nelle risorse immateriali in azienda, sono state convinte dalle sirene tedesche con contratti interessanti a produrre in esclusiva per loro. Adesso senza competitività, con ridotte capacità , in quanto non hanno investito adeguatamente , molte aziende manifatturiere  familiari di piccole dimensioni sono in concorrenza con  la Turchia,la Polonia , la Romania.

Ecco dove conduce il graduale degrado delle condizioni di business in molti distretti economici italiani. A competere con i paesi in via di sviluppo.  Sia in termini aziendali che salariali. Occorre ripensare la strategia e l’identità del nostro saper fare industria. La Confindustria attuale, non solo non rappresenta più la gran parte del territorio, ma ha perso il ruolo propulsivo.   Il Governo manca di strategia industriale, capace di assecondare e supportare adeguatamente le aziende operativamente capaci. Il rilancio dell’ICE é buona cosa , ma solo se inserito in una politica industriale degna di questo nome . C’e molto da lavorare. Il bacino del Mediterraneo , oltre naturalmente la UE, sono i nostri mercati elettivi.  Ma occorre riconquistare dinamicità per non lasciarsi fagocitare dai tedeschi e francesi che, consci delle peculiarità artigianali italiane,  stanno approfittando della crisi per fare shopping da noi. 

Infine occorre metter in piedi “politiche di contenimento all’uscita” di aziende per meri fini transizionali/generazionali.  Non si possono perdere capacità ed eccellenze perché i figli degli imprenditotìri non sono capaci ed idonei. Occorre rilanciare forme di gestione alternative ; managing by out, mergers, joint ventures, associaziosmi verticalizzati ,pur di non perdere altri posti di lavoro ed eccellenze produttive di nicchia.

Buona vita a tutti.  

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in economics, europa, politica-economia, relazioni internazionali. Contrassegna il permalink.