SI RICOMINCIA DALLE TRE


FDIC placard from when the deposit insurance l...

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Eh sì , sembra proprio che le agenzie di rating, le tre sorelle S&P, Mooody’s e Fitcth non vogliano dar tregua all’Europa ed alla sua divisa , l’Euro.  La minaccia comunicata prima del vertice europeo di abbassare il rating dei maggiori paesi europei , Francia, Germania Regno Unito ed il gruppo dei nordici é stato reiterato nuovamente. Le tra maggiori banche francesi BNP, Societé Générale, Credit Agricole hanno subito la riduzione attesa in relazione ai crediti, per quasi 80 miliardi di euro, che oggi sono considerati inesigibili ,in quanto  parte dei prestiti privati alla Grecia.  Ma altre banche dovranno intervenire con ripatrimonializzazioni piuttosto pesanti, in Italia , ma anche in Germania .

La minaccia velata, pronunciata oggi in un’intervista dal capo europeo dell’agenzia Standard&Poor’s, circa la notizia di una grossa banca tedesca in difficoltà, ha fatto schizzare in alto gli spreads comunitari e cadere i listini di borsa di tutta Europa.

La situazione sta divenendo paradossale in quanto a questo punto i fondamentali del sistema europeo non giustificano valutazioni tanto negative. Intendo con ciò affermare che l’esistenza di problematiche di debito e di sofferenze bancarie di alcuni istituti non é tale da richiedere costanti interventi al ribasso delle valutazioni, se non si vuole di fatto commissariare il sistema intero. Inoltre si deve anche valutare che ,continuando in una tale spirale di tagli, la recessione  già in atto in molti paesi europei, rischia di divenire stutturale ed innescare una fase deflazionistica di lungo periodo. 

Occorre rivedere seriamente , come accennavo nel mio blog precedente , le barriere a difesa del sistema della UE.  Dal Regno Unito , che non a caso ha deciso di non procedere all’integrazione europea per difendere a spada tratta il ruolo finanziario speculativo della City. Da lì  proviene, ormai da anni , la massima potenza di fuoco della speculazione.  La possibilità  che Londra ,già importante sede finanziaria mondiale, possa divenire  centro offshore delle attività globali dei maggiori Hedge Funds, é reale e contro questa eventualità , come affermavo , la UE deve assai rapidamente porre barriere, e se necessario , un serio out out al governo britannico composto di contromisure drastiche.

Cameron, con il popolo britannico, in maggioranza anti europeo , ha ritenuto di seguire le indicazioni politiche dei conservatori, del suo partito. La City é vista dai tories come l’ultimo baluardo della potenza britannica, oltre, ovviamente, alla monarchia. Il popolo britannico é da sempre isolazionista e questa visione non é mai stata combattuta da nessun governo . In effetti negli ultimi 30 anni mai si é tenuto un referendum, come invece avvenuto in altri stati europei ,poiché si era coscienti che il responso delle urne sarebbe stato negativo. I fatti di oggi lo dimostrano.Il 65% dei britannici appoggia Cameron.

In questa visione sono alleate le classi medio basse e la élite del paese. I ceti medio alti ,al contrario, sono consci che questa decisione si rivelerà errata per la  GB.  La City conta il 12/14% del Pil del paese e circa il 70% del suo export. Ora immaginate,  in una crisi pesante come questa , dove la produzione industriale si é molto ridimensionata e la disoccupazione  é al massimo. Dove l’indebitamenteo per abitante che in Italia é di 38 mila euro in GB dagli ultimi  dati sfiora i 120 mila euro mi si dovrebbe spiegare come si possa mantenere la tripla A di valutazione ad  un paese che certamente non é in grado nei prossimi 5 anni di uscire dal pantano con i soli propri mezzi.

A coloro che, ignari di macro-economia e di sistemi ritengono la decisione  presa giusta, ricordo che la GB senza l’Europa é una nave in mezzo alle onde. Mantenere la sterlina ha permesso loro  di stampare moneta e coprire in tal modo problemi strutturali con emissioni di carta moneta, cosa che i paesi dell’euro non possono più fare. Ma stampare moneta produce inflazione e  debolezza. E per nazionalizzare il 70% degli istituti bancari in default tecnico negli ultimi 3 anni é costato all’erario miliardi.   Senza l’Europa, senza occupazione, senza export , la sola City non riuscirà a tenere i conti in ordine.

Quindi, se come già preannunciavo , prima delle elezioni presidenziali francesi, la Francia perderà una A , se non due, determinando la fine delle illusioni di rielezione di Sarkozy,  mi sembra alquanto evidente che una tale azione non possa non coinvolgere la GB . Poiché  quanto  a fondamentali presenta una situazione peggiore. Sulla Germania nutro dei dubbi che possa essere abbassato il suo rating.. Non credo che ciò avverrà. L’Italia potrebbe passare  ad una A-, vedremo.

Gli USA, dopo aver perso la tripla A in Agosto, hanno però reagito alla dittatura delle agenzie di rating , tra l’altro americane di diritto e di capitali. Stanno cioé modificando la legge Dodd-Frank che aveva introdotto la regola che stabiliva l’uso da parte delle banche e degli investitori istituzionali di utilizzare i rating per valutare la rischiosità dei loro assets. La FDCI, Federal Deposit Insurance Company, l’ente pubblico che assicura depositi e conti correnti negli USA  ha dichiarato che tali rating sono inaffidabili.  E sapete perché? Proprio perché le Agenzie di rating, le stesse che oggi stanno tenendo l’Europa sulla graticola, avevano attribuito la tripla A a tutti gli assets , titoli e  depositi , della Lehmann Brothers che erano invece spazzatura, come molti lo sapevano. La madre di tutte le “puttanate” che ha dato origine alla crisi incontrollata negli USA e  che oggi le stesse agenzie vorrebbero farci parzialmente pagare anche a noi europei. Questa nuova normativa americana che si applica alle 30 maggiori banche rappresenta il canto del cigno per le agenzie di rating.

A proposito di inciuci, di cui noi italiani siamo forti depositari  associati ,anche le agenzie quanto a compartecipazioni non scherzano.                I gruppi finanziari che controllano  le une , partecipano a vario titolo il capitale delle altre due.  Per esempio, il colosso  del risparmio USA, Capital World Investors, é il primo azionista di Mc GrawHill che é il gruppo che detiene la maggioranza di Standard&Poor, ma che guarda caso é nel contempo il primo socio di Moody’s. In entrambi CWI detiene una quota pari a 2.8 miliardi di dollari. State Street Corp. é il secondo azionista di McGraw Hill ed il settimo di Moody’s.   Black Rock del magnate ed investitore Warren Buffet  é l’undicesimo socio di Moody’s ed il sesto di S&P.  Eccezione Fitch, che apparteine in parte a Fimalac ,francese in maggioranza, ed in parte a capitali britannici delle isole del canale. Una sorta di Cayman Islands (paradiso fiscale britannico) ad uso e consumo della City nel bel mezzo dell’Europa

Ecco, dopo questa breve sintesi, capirete che il nostro sistema comunitario deve cominciare seriamente a porre in essere delle difese capaci d’imbrigliare la speculazione forzata. Ecco perché nel mio blog “Apologia dell’Europa” già mettevo le mani avanti circa gli interessi britannici e lo scontro tra questi e l’integrazione europea. Due traiettorie che sono state parallele , ma che oggi sono in competizione. Occorre prendere posizioni più dure  e più chiare.

Buona vita a tutti.

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