EUROPA A DUE VELOCITA’


English: David Cameron's picture on the 10 Dow...

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Ciò che doveva succedere é finalmente avvenuto. Il Governo britannico, dopo anni  di melina politico istituzionale, ha buttato giù la maschera e si é dichiaratamente tirato fuori da un’Europa che va sempre più stringendo le condizioni di integrazione economica e finanziaria. E’ proprio sui servizi finanziari che le condizioni britanniche erano inaccettabili per l’Europa continentale. D’altronde la partecipazione britannica alla UE é da sempre , dalla sua stessa adesione , stata una partecipazione molto tiepida. 

In particolare  negli ultimi 15 anni Londra é divenuta  la capitale della speculazione , offrendo asilo con le sue normative a tutta una serie di società il cui scopo primario era la speculazione contro l’euro.

Le parole inequivocabili che sanciscono la rottura sono contenute nella dichiarazione fatta da David Cameron  :

“Noi non vogliamo aderire all’euro, siamo contenti di esserne fuori, come lo siamo di non fare parte di Shengen .  Noi vogliamo i nostri tassi d’interesse , la nostra politica monetaria. Quello che ci veniva offerto non era buono per la GB, quindi meglio che si facciano un trattato tra di loro”.

E quindi ora si procede al rafforzamento delle Istituzioni comunitarie per i 17 paesi che ci stanno , più altri sei che aderiscono , ma non fanno parte del sistema monetario. Tra i paesi che hanno deciso di tirarsi fuori e seguire l’esempio inglese, la Repubblica Ceca e l’Ungheria. Non mi sembra quindi, detto come va detto , che la GB abbia poi avuto un gran seguito. La compagine governativa ceca e quella ungherese stanno conducendo per ragioni interne una politica ultra nazionalista ed anti europea. In particolare in Ungheria esiste uno scontro sociale tra le componenti politiche circa i cittadini di origine zigana che rasenta la discriminazione più bieca.

Ma tornando alle posizioni britanniche non sorprende affatto la decisione di David Cameron. Il suo partito i Conservatori , da sempre, dal periodo Tatcher hanno detestato l’idea di un’integrazione europea e lo hanno manifestato in vari modi. Il referndum sempre evocato ,e che per un biennio sembrava dovesse solgersi sotto il primo mandato Blair, non ha mai avuto luogo. Semplicemente perché l’intero popolo britannico non vuole essere , non si sente europeo in termini continentali.

Isolazionisti i britannici lo sono sempre stati e continuano ad esserlo. Niente di grave. Ognuno é giustamente libero di identificarsi e di autodeterminarsi, ma con tutta sincerità  queste posizioni erano note da un pezzo. Ed allora si doveva porre prima una linea di demarcazione per evitare questo show down in un momento così delicato.

Ma si sà, non era mai il momento opportuno e si faceva finta di niente. Anche la nomina della baronessa Ashton quale rappresentante degli affari dell’Europa ha lasciato basiti. Se poi infine teniamo conto che i britannici hanno monopolizzato il dipartimento esteri della Commissione arrivando a detenere oltre il 70% dei direttori divisionali. Incredible , ma vero. Adesso il dado é tratto. L’Europa continentale procederà sulla propria via d’integrazione. La GB manterrà quei servzi finanziari su cui ha puntato tutto il suo sviluppo. Ho i miei dubbi sulle possibilità . La Tatcher ha distrutto 20 anni fà la manifattura inglese. La GB non produce beni , la gran parte dei settori sui quali é progredita non esistono più. La City , é divenuta la base della finanza mondiale, il business degli Hedge si é negli anni trasferito a Londra grazie alle facilitazioni offerte dai governi succedutisi.  Vedremo.

Una cosa mi pare certa adesso. La UE dovrà prendere provvedimenti per arginare la speclazione che dalla GB tramite i vari Hedge Funds viene condotta contro la divisa europea. Prima , o poi occorre porre un argine. La Tobin Tax, sulla quale ieri Geitner , ministro del tesoro USA , sembra aver iniziato seriamente a ragionare per limitare i danni di flussi i di capitali che creano scompiglio , può essere un valido deterrente. Porre dei limiti , delle barriere é un dovere da parte di sistemi che possono accettare il principio di liberalizzazione delle proprie merci, ed estenderlo ai capitali, ma a condizione di reciprocità!

Se la reciprocità non viene accettata con la scusa di poter continuare a fare i propri interessi in nome della libertà d’iniziativa , beh allora  si mettono i paletti ed ognuno torna a giocare nel proprio recinto.

Ora, a proposito di recinto, Cameron potrà essere percepito dai britannici come l’estremo difensore dello spirito nazionale ,ma voglio vedere quando nel giro di 2 anni il tasso di sviluppo e crescita, già estremamente basso, (0.6%) scenderà a 0.4%. Ovvero il governo conservatore non sarà in grado di creare un solo posto di lavoro. Quando gli scontri sociali tra britannici di serie A e britannici di serie B (provenienti dalle ex colonie) diventeranno pane quotidiano.

Ai tempi del fascismo si discuteva nei “bar del corso” di allora ,come quelli della Lega di lotta e di governo di oggi,  della perfida Albione, un pò come si é fatto recentemente a proposito delle prese di posizione della Merkel. Ma la posizione dominante e geo-politica della GB in 70 anni é profondamente cambiata. Come affermavo ieri per l’Italia , anche la GB da sola fuori dall’Europa non conterà niente. Il legame con gli USA oggi non le permette di poter sfruttare alcuna sinergia. Pur comprendendo le scelte di Cameron, poiché ineluttabili , vista la volontà del popolo britannico, mi permetto di affermare che questa é una scelta perdente e foriera di gravi problemi per quel paese.

Buona vita a tutti.

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