ISLAMISMO E LAICITA’


Unofficial Turkish emblem (This is not the Tur...

Image via Wikipedia

Il paradigma che noi oggi viviamo in occidente é che vi sia un’equazione tra democrazia e laicità che corrisponde grosso modo a parità tra i sessi che conduca alla modernità e che tutto ciò si colleghi  alla nozione di Occidente e cultura occidentale. Niente di più falso!  In realtà all’interno dello stesso Occidente le posizioni della cultura cristiana che appartengono alla cultura protestante e calvinista del nord europa si scontrano su molti aspetti del vivere e del morire con la visione  cattolica.

Da un punto di vista meramente politico l’Islam non esiste. Esiste per contro un vocabolario politico islamico che riconduce alla teologia, alla filosofia, alla sociologia. Se prendiamo ad esempio uno dei più grandi studiosi  e padre della sociolologia moderna, Ibn Khaldoum, ci si rende conto che ognuno di questi aspetti detiene molteplici significati.  Se poi prendiamo in esame i partiti politici che si dichiarano islamici , o islamisti, la loro molteplicità non potrebbe essere più ampia .

In effetti all’interno di questa categorizzazione potete trovare partiti ultraconservatori , conservatori, neoliberali ecc.  Tutti si reclameranno nazionalisti e tutti porranno l’interesse dello Stato “inteso in quanto confessionale” sopra l’interesse delle comunità dei credenti e comunque dei cittadini. In altre parole:  “l’Oumma e l’Huma sono la stessa cosa!” . E  questa “Cosa”  é , e resta utopia!

In altre parole ciò che intendo dire é che i conflitti, le querelles , che nascono nelle società islamiche,  sorgono all’interno di queste ultime , riguardano il modo in cui gli stessi musulmani interpreatano la loro religione e non il modo in cui questa si oppone,  o meno , all’Occidente in quanto tale. E’ un conflitto che abbiamo di fronte quando osserviamo le rivolte arabe di quest’anno.         L’Islam in quanto tale é una parola contenitore! Dove ci stà dentro di tutto e spesso tesi antagoniste tra loro. In altre parole non vieta  dall’essere , o meno laici.

La stessa laicità é un vuoto nel senso politico più stringente. Pensiamo alla vita della nostra Repubblica. Per molti versi, riguardo ai diritti individuali ed in rapporto all’Unione Europea,  non siamo certo un paese laico! Al contrario i diritti individuali  vengono sordidamente calpestati in nome di una “cultura cattolica” . Queso almeno se per laicità s’intende una separazione netta e pragmatica dei culti e dello Stato. Questa é la posizione che considero più corretta , ovvero una concezione universale della cittadinanza. 

Questo aspetto, non per divagare, incide notevolmente sull’ultimo appello del capo dello Stato riguardo alla cittadinanza dei figli degli  stranieri nati in Italia. Lo “ius sanguinis” contro lo ius soli! Cittadino é colui che parla, vive ,interagisce all’interno di una comunità di cui si sente parte integrante.  A prescindere dal suo credo ,o dalle sue convinzioni in materia religiosa o se sia , o meno, figlio/a di indigeni.

Ma guarda caso ,se poi prendo la Turchia il concetto é rovesciato. La costituzione turca, imposta da Kemal Ataturk, pone la subordinazione della religione e delle sue manifestazioni,  allo Stato! In una concezione etnico confessionale della cittadinanza. Come potete constatare anche all’interno delle comunità musulmane il laicismo esiste e può funzionare. Certo il garante in questo caso é l’esercito.  Il modello turco é oggi visto da molti paesi ,come Tunisia , Marocco e dallo stesso Egitto , tutti quelli che si affacciano alla partecipazione democratica, come un possibile approdo per l’evoluzione delle correnti islamiche.  

Il problema vero é in realtà ,a mio avviso,  la secolarizzazione. Questa rappresenta un percorso,  un processo che dissocia gli affari pubblici dalle convinzioni religiose e dai credo individuali e collettivi.  La si acquisisce nel tempo , col tempo , con un’ acculturazione  ed educazione dei popoli .  E’ frutto di un’informazione  progredita che riesca a far progredire il pensiero e quindi i costumi e le tradizioni. Proprio quegli aspetti attraverso i quali le confessioni religiose cercano di possedere le chiavi delle comunità a loro sottoposte .  Ovvero la laicità in quanto tale non é una condizione necessaria per la secolarizzazione delle società.

Infatti come successo in Tunisia , Marocco , Egitto,  la laicità non esclude che attraverso le urne e democraticamente un partito islamico giunga al potere senza che questa alternanza ponga in discussione il carattere laico delle istituzioni.  Questo, per essere ancor più chiari, avviene ed é avvenuto perché gli elettori hanno votato per questi partiti non per convinzione religiosa, ma soprattutto, ad esempio in Tunisia, per rompere definitivamente con il vecchio regime nell’intento di chiudere con  il passato. Oppure, nel caso turco, e probabilmente in quello egiziano di questi giorni ,  per far ritornare l’esercito nelle caserme.

Quindi prima di parlare di Islam occorre rifarsi alla specificità di questi paesi , al loro contesto, origini e storie recenti. E per essere ancora più chiari c’è un aspetto sociologico da tenere in considerazione ,che è rappresentato dal dominio politico , dalla distinzione sociale ,  dal linguaggio , in una parola ; comunicazione e classi sociali!  Quindi la laicità in questi casi fa parte di quanto accade , ma non é “l’essenza”, il carburante,  di quanto avviene.  L’Islam , la religione a sua volta, non era assolutamente  il motore di queste rivolte agli inizi di queste rivolte , ma vi  si é immediatamente inserito….

Parliamoci chiaro, spesso i regimi militari nei paesi islamici hanno utilizzato la laicità e concesso molto all’islam per reprimere e combattere la sinistra, o/e  le rivendicazioni regionali all’interno dei diversi paesi . In Tunisia l’est contro l’ovest , la periferia contro il centralismo della capitale. In Marocco il feudalesimo imposto da una nobiltà parassitaria ed incapace. In Algeria i berberi e beduini della Kalibia , o del sud contro il potere assoluto delle gerarchie dell’esercito .

Nelle rivolte recenti i giovani , maggioranza assoluta in quei paesi, hanno manifestato assieme, laici ed islamici per imporre a società dal comportamento feudale e composte al vertice da ultrasettantenni, un cambiamento.  Al di là dei connotati più , o meno islamici e del loro contributo alle rivolte, il problema, così come va interpretato, é sociale  prima che religioso.  Il vero aspetto , la cartina di tornasole, risiede nella relazione che questi partiti islamici hanno con l’economia e la visione strutturale di questa , molto meno che nei rapporti tra religione e politica.

Questi popoli hanno saputo abbattere il giogo dell’oppressione politica, ma oggi devono poter trovare una risposta alle istanze della moltitudine di giovani disoccupati  che chiedono di poter vivere una vita dignitosa, di potersi realizzare come cittadini .  Come affermavo nei miei recenti blog, i partiti oggi vincitori delle elezioni dovranno saper generare lavoro e pane! E presto , molto presto prima che altre rivolte abbiano luogo.   Questa é la sfida.               Le preghiere, la fede, non servono a niente .Tanto meno l’Islam a generare questa risposta.

Di fronte alla crisi strutturale dell’economia mondiale certe convinzioni saranno distrutte. Ad esempio, come farà la Turchia  a mantenere una crescita dell’8 % tanto decantata da Erdogan? Quanto il miracolo economico tunisino basato in gran parte su turismo e delocalizzazione produttiva potrà sopravvivere?  Per non parlare del ruolo predominante svolto dall’Egitto dei militari e di Mubarak  che oggi si confronta con le rivolte sociali ed i Fratelli Musulmani.  Saranno anche ampiamente maggioritari in queste elezioni, ma dovranno riempire i piatti di 90 milioni di cittadini.

Ed allora la vera questione non é la laicità , ma la secolarizzazione di quelle società . Soprattutto il problema di confronto tra musulmani , islamisti, laicisti , non é religioso , ma sociale. E’ economico! Più che di dio avranno bisogno di Keynes per risolverlo. 

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in economics, europa, International relations, politica-economia, Politics, relazioni internazionali e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.