ATTACCHI CONCENTRICI


Paul Krugman, Laureate of the Sveriges Riksban...

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L’ultimo attacco del premio nobel Krugman  a Mario Draghi presidente della BCE la dice lunga sulla reale congiuntura mondiale e della competizione in atto tra i maggiori sistemi ecomici. Intendo con ciò le considerazioni svolte contro Draghi, perché secondo Krugman la BCE  dovrebbe esattamente operare come la Federal Reserve ha fatto,  cioé assumere  il ruolo di prestatore di ultima istanza nei confronti dei paesi in crisi attraverso il Fondo salva stati. 

Non per difendere l’operato di Draghi, che non ne  ha certo bisogno,ma é evidente che la crisi in  USA non accenna a ridursi. Anzi, il tasso di disoccupazione resta ai massimi  livelli e crea notevoli scontri a livello sociale, tenuto conto che  là non esistono gli ammortizzatori presenti nel Welfare europeo.

La ricetta dettata della gran parte dei nobel americani é risultata essere quella di intervenire ,come al solito, nel sostenere le istituzioni bancarie e finanaziarie, non nel far pervenire il denaro più a valle. Mi permetto modestamente di segnalare che  in relazione agli ultimi due anni questa politica ha fallito. 

Intervenendo con due manovre di Quantitative Easing che, sommate ,superano i 2000 miliardi dollari, il risultato é che la montagna ha partorito il topolino.

Così che l’amministrazione USA oggi non sa che pesce prendere. Lo scontro sui provvedimenti tra Obama e la maggioranza repubblicana al Congresso  paralizza la situazione ed impedisce una presa di coscienza dell’opinione pubblica. Nel contempo  blocca sul nascere una politica economica capace di rilanciare l’economia e l’occupazione. Quindi trovandosi in stallo a livello domestico la richiesta dell’amministrazione é quella di richiedere all’Europa di continuare a inondare il mercato con miliardi di sostegno.

L’accusa mossa é quella di non intervenire abbastanza , a sufficienza,  con tempestività. Accusa che si potrebbe rivolgere e ribaltare agli americani che dal 2008 hanno prodotto varie manovre senza ingabbiare la speculazione.     Al contrario, dando ulteriore fiato a quelle stesse istituzioni finanziarie che hanno speculato e stanno ancor oggi speculando via Londra. Come spesso ho sottolineato negli USA il potere di controllo e di  sanzione sul sistema bancario non sono a livello europeo.  

 

Per fortuna il ministro tedesco Wolfang Schauble  ha avuto il coraggio di ricacciare in gola  a Krugman ed al ministro del tesoro USA ,Timoty Gheitner, le critiche e le esortazioni pronunciate all’indirizzo di Draghi e della BCE. Ha dichiarato infatti che  “gli americani e con loro  i mercati dovrebbero prestare maggiore attenzione all’indebitamento degli USA, più che rivolgere loro accuse infondate , o mal informate”. 

Concetti che la dicono lunga sulla reale situazione. Il mio articolo precedente sul debito americano in rapporto al PIL e la ricchezza patrimoniale di quel paese, sia a livello pubblico che, soprattutto, privato, come affermavo, pone una seria ipoteca sulla reale capacità del sistema economico americano di riuscire a stabilizzare la situazione.

E’ altresì vero che questa volta la crisi colpisce in maniera forte e all’unisono il sistema americano ed europeo, mentre in passato c’é sempre stato un notevole intercalare temporale,  mentre un sistema si trovava in  crisi , L’altro riusciva a sostenere e far ripartire l’insieme. Oggi a nostro vantaggio abbiamo un sistema economico asiatico con a capo la Cina che, grazie ai surplus economici creati attraverso la manifattura di beni e servizi e la loro esportazione é riuscita ad accumulare 3000 miliardi di dollari di riserve.

Il problema é che la Cina é un sistema che ,da una parte necessita degli altri due a livello economico, ma a livello politico tenta di emergere nel medio termine, contro USA ed Europa. Quindi interviene e acquista il debito degli uni e degli altri per introdursi ed acquisire peso politico interno nel contempo imponendo riduzioni di dazio e doganali per le loro merci.

Quando citavo nel blog di ieri la lotta tra le divise dei tre sistemi  che tende a svalutarle per competere meglio sul mercato globale, intendevo questo.         Ed anche il fatto che noi europei dobbiamo rispondere  politicamente ed economicamente alla delocalizzazione della nostra ricchezza primaria :       la capacità , la qualità , la superiorità della manifattura in vari settori.            In special modo i tedeschi e noi italiani che ne rappresentiamo a livello europeo la maggiore forza ed il maggior peso.

Gli stessi USA hanno ,negli ultimi due decenni, perso gran parte della loro forza economica produttiva. Lo spostamento verso i servizi , la terziarizzazione dell’economia , la finanziarizzazione delle strutture economiche rende i sistemi economici più deboli ed incapaci di produrre quell’occupazione , quei posti di lavoro, che rimettano il fattore lavoro al centro della società e del suo progresso.

Tornando alle critiche di Krugman,  a parte la loro infondatezza,  visto che la BCE non possiede oggi i poteri nel suo mandato per fare simili operazioni . Cioé interventi del tipo Federal Reserve sarebbero illegali e susciterreebro problemi politici. Resta il fatto che se interventi debbono essere fatti e su questo non ci sono dubbi , devono andare nella direzione opposta a quella suggerita. Niente interventi a pioggia, Nessun intervento per salvare le banche responsabili di comportamenti illeciti. Non parlo tanto delle italiane che confrontandole con quelle inglesi , o spagnole si trovano in migliori condizioni. Ma di interventi strutturali che possibilmente oltre ad accrescere gli investimenti immateriali ,essenziali  e sinergici,  che possano rilanciare e mettano l’accento sul progresso sociale dell’Europa che viene prima di quello economico. Occorre rivedere  i trattati, creare un’Europa dei cittadini che tolga peso ai governi nazionali e contribuisca mettere i piedi una sovranazionalità al servizio degli interessi comuni e li difenda con strumenti idonei

Buona vita a tutti

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