THAT’S THE ECONOMY STUPID ,ISN’IT?


ICEBERG
Questa é la tipica battuta dal sapore sbruffone che si vuole dare a fenomeni economici di difficile lettura. Una battuta alla Berlusconi potrei aggiungere, sempliciotta e saccente da amici del bar del corso. Ecco , non é così semplice offrire teorie omnicomprensive.   Se lo fosse, non saremmo qui.   Ma tra la faciloneria e la lettura degli avvenimenti c’é una grande differenza. L’attacco speculativo degli Hedge Funds , delle grandi banche d’affari , la lotta tra le tre divise;  dollaro, euro, renminbi  ed i rispettivi sistemi economici é in atto.

Se rileggete i miei blog relativi al debito mondiale , alle riserve , all’economia americana ed alla  crisi delle valute che ne é seguita, passando per i contraccolpi delle agenzie di rating, vi renderete conto che l’evoluzione tracciata ed annunciata da oltre 8 mesi si é realizzata e continua. A parte le difficoltà europee a mettere in atto una difesa convincente del proprio sistema economico , sia per la mancanza di strumenti normativi  che operativi da parte della BCE, sia per la mancanza di un’adeguata comprensione da parte dei leaders politici europei della necessità di maggiore coesione.  Occorre una maggiore integrazione a livello finanziario e soprattutto a livello macro-economico. Dotarsi di una Banca Centrale che sia tale e possieda gli strumenti per difendersi dagli attacchi speculativi .

Avevo in tempi non sospetti indicato che c’é una volontà precisa di attaccare l’euro per indebolirlo e ritornare ad avere un dollaro “uber alles”. Le fughe dal dollaro continuano parzialmente da parte dei cinesi e degli arabi.  Ecco che la focalizzazione  dei media in rapporto alla situazione debitoria si é spostato dagli USA all’Europa. Grecia, poi Italia , passando per Irlanda, Portogallo, Spagna.  I media  riempiono la testa degli americani del rischio debitorio europeo. Certo, perchè se davvero mettessero in chiaro la reale drammatica situazione nella quale si trova il debito domestico , l’economia manifatturiera americana ed il tasso disoccupazione strutturale,  allora vedreste tutt’altra rappresentazione e conflitti sociali scoppiare ovunque.

I media e la loro rappresentazione della realtà hanno oggi un forte peso per il condizionamento psicologico che producono . Quando vedete 10.000 persone sul ponte di Brooklyn protestare contro le grandi istituzioni bancarie e finanziarie, a dispetto della bassa copertura mediatica sulla congiuntura del paese , pensate che quella é un’élite di persone che é informata ed ha compreso .

Il debito americano per coloro che non lo sapessero ,ed é  la stragrande maggioranza dei cittadini europei, purtroppo,  ha superato martedì 15 Novembre la cifra spaventosa di 15.000 miliardi di dollari  !!!! Un iceberg di proporzioni gigantesche sulla rotta delle economie europee. Sono cifre pubblicate dal Dipartimento del Tesoro americano. Che ha peraltro indicato che il debito si ampia a livello quotidiano ad una media di 55.8 miliardi al giorno.  I repubblicani, che gran parte di questo debito hanno creato sotto la presidenza Bush con le enormi spese generate dai conflitti  afghano ed  iracheno, continuano a negare ogni reponsabilità perseguendo una politica suicida incolpandone Obama e rifiutando di generare risorse per riassorbire la disoccupazione ormai endemica. 

Le riduzioni fiscali a favore della ricca borghesia americana, portando le aliquote da oltre il 50% al 32% hanno provocato un’ulteriore dissesto del budget federale .  

Pensate,  secondo i neo liberisti ,queste facilitazioni fiscali ,originate dall’amministrazione Reagan ,avrebbero dovuto produrre svluppo ed investimenti.  Hanno purtroppo preso la via di una speculazione senza precedenti ed impoverito il paese.

Tornando ai crudi dati statistici ,  sottolineo che questo debito vale oggi ben il 99% del PIL statunitense!   Ora, quando vedete Barak Obama che si preoccupa per il debito europeo ed italiano richiamando i leaders europei ad una maggiore attenzione, personalmente mi vien da ridere.  Non perché la situazione non sia tragica, ma perché il paese che ha generato questa crisi dai  subprime ai deficit di bilancio per finanziare le guerre , il paese che da tre anni non riesce a venirne a capo , é quello che  vuole dare lezioni.

E’ quanto mai strano che tutti media europei nulla dicano del debito americano e del suo enorme peso. 

Ci lasciamo lacerare e  combattere in conflitti intestini quando dovremo meglio osservare il contesto generale.

Questo la dice lunga sulla dipendenza psicologica e politica dei media e degli stessi specialisti ed operatori.

Ciò a maggior ragione quando si pensi che mentre la ricchezza patrimoniale privata italiana che bilancia  il terzo debito pubblico al mondo é anche la seconda al mondo.  

Mentre il debito americano a fronte della sua enorme ampiezza non ha che la settima ricchezza privata al mondo a copertura. Dove il 10% della popolazion ne detiene l’85%. 

Giusto per farvi comprendere, il    debito americano vale ben 48.000 dollari per ogni cittadino . Ben più del      nostro debito pro capite, 34.000 euro  a parità di potere d’acquisto. Quindi quando parliamo del debito americano pensate che tra quello ed il greco non c’é differenza. Il default tecnico é prossimo.  Dove é la differenza? Nella dimensione .  La Grecia conta appena il 2% dell’economia europea, gli USA contano economicamente molto più dell’Europa, non tanto in termini meramente economici puri , ma in termini finanziari e di scambi , nonché politico- miitari. Ecco che stanno giocando la loro posizione dominante attraverso politiche aggressive in termini valutari , come sempre hanno fatto  in passato, ma oggi anche per difendersi a livello di posizionamento globale.

Giusto per farvi comprendere l’inettitudine ,la mancanza di peso politico, l’accettazione da parte delle cancellerie europee  di un tale stato di fatto vi ricordo che l’FMI ,che tanto discute e richiama all’ordine i vari paesi europei, stima che il debito americano sul PIL raggiungerà il 100% a fine anno, 105% a fine 2012 ed infine raggiungere il 115% entro il 2015. 

Ora se tirassimo una conclusione politica seria, costruttiva e reattiva  dovremmo, come europei, prendere in mano la situazione , dotarci degli strumenti giusti e rispondere agli americani per le rime rifiutando integralmente i richiami rispedendoli al mittente per provata malafede e incapacità a gestire il loro debito. Intimando loro di far pulizia nel loro mercato con adeguate normative all’altezza di quelle europee in materia di controlli e limiti.

Giusto nel 2008 il debito USA aveva superato i 10.000  miliardi. Da allora  cresce di mille miliardi ogni sette mesi e mezzo.  Niente è stato fatto per arrestarlo ,né per ridurlo.  E poi vediamo gli Hedge Funds che attaccano l’UE ed ora, dopo l’Italia,  tocca alla Francia che sicuramente perderà , come indicato nel mio blog di 2 mesi fà,  la tripla A.   Tutto questo  mentre il debito che cresce più velocemente al mondo è quello della GB.

Economia  a rischio collasso dal 2013. Ma guarda caso é anche il paese da dove partono i maggiori attacchi finanziari contro l’euro. Nonostante le reali difficoltà della GB lo spread contro bunt é disceso???? Da non credere! Non ci sono fondamentali che possano produrre un tale valutazione eppure la sterlina viene considerata più solida.

Allora la domanda da porsi con serietà é cosa aspetta la BCE per rompere la schiena alla speculazione.  Una politica concertata tra BCE e Banche Centrali dispone dei mezzi necessari per  riuscirci. Occorre per questo che la politica cessi di essere pavida, incerta e smetta di pensare a salvare la propria coalizione politica alle prossime elezioni.  Si decida a mandare un segnale concreto all speculazione provocando loro delle grosse perdite invece di crescenti attese di guadagni.   Restiamo in attesa che quanto scritto possa infine realizzarsi.

Buona vita a tutti.

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2 risposte a THAT’S THE ECONOMY STUPID ,ISN’IT?

  1. rossana citelli ha detto:

    BELLA LOTTA COMUNQUE…!

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  2. ShipOfFools ha detto:

    Dici bene quando sottolinei il ruolo dei media che evitano di contestualizzare questa crisi a livello globale, soprattutto la situazione americana. Ci sono dei meccanismi perversi in atto, che io come molti altri, non esperti di economia, siamo ben lontani dal comprendere.
    Bel blog, lo consulterò spesso.

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