NORD AFRICA – M.O SI SPENGONO LE LUCI


U.S. Secretary of State Hillary Clinton with L...

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Sì la stagione dei tumulti , delle rivoluzioni, si é chiusa.  Ciò che sta apparendo purtroppo, come d’altronde pevedevo, non predispone all’ottimismo. Cominciamo dalla Libia.

I toni trionfanti della vittoria sono molto smorzati a fronte dell’inesistenza dello Stato. Neanche una minima parvenza. Già si sapeva, la Libia non ha mai avuto un’organizzazione, un’amministrazione intesa in termini reali. Dietro l’NTC ,che non é altro che il coacervo di decine di istanze tribali , c’é un vuoto enorme che lascia spazio a qualsiasi soluzione. La Nato, o meglio la Francia e la GB,  “hanno vinto la loro guerra dei cieli”, dove peraltro non avevano nemici, ed hanno “liberato il paese dai Gheddafi” e tornano a casa .                  La promozione in terra araba dei Rafales si conclude con un niente di fatto . La promozione, non gratuita, dei velivoli da combattimento statali, non ha servito lo scopo.

Jabril, come avevo annunciato ben due mesi fà, é stato estomesso,  la metà dei ministri dell’attuale governo, a cominciare dal ministro dell’energia e petrolio, é etero diretta, ha studiato ed operato all’estero. Gli occidentali hanno lasciato a guardia del loro bottino di guerra un vasto numero di consiglieri politici e militari, coadiuvati da società di sicurezza private che sono a guardia degli impianti di estrazione e raffinazione.             

Anche l’ENI ha ripreso possesso degli impianti Great Elephant, la più grande piattaforma del paese non ha subito danni, ma prima che le esportazioni riprendano occorreranno ancora mesi.

Poi si vedrà come in realtà il governo , quello di oggi , se ci sarà ancora , o quello di domani, vorrà risuddividere la torta delle concessioni di estrazione petrolifera. Certo L’Eni , in posizione preminente,  é sfavorita. Diversa la posizione sulle risorse energetiche (leggi gas) dove probabilmente riusciremo a mantenere le posizioni. 

E tutto questo mentre la vita del paese resta nel caos. Le varie fazioni di guerriglieri ,che i consiglieri militari francesi ed inglesi hanno cercato di far assomigliare a truppe organizzate, sono oggi assiepate nelle città. Rifiutano di ritornare ai loro paesi e villaggi ,rifiutano in altre parole di deporre le armi senza ricevere niente in cambio , salvo la soddisfazione di aver partecipato alla “rivoluzione”. Giustamente vogliono partecipare alle negoziazioni. Il problema é che le tribù sono tante, i posti limitati. Tra le più forti militarmente , si sono messe in luce le brigate della Zintan, quelle che per prime sono entrate nella capitale e che più di altre si sono battute. 

Il caos a Tripoli é evidente. Il vuoto prima , o poi sarà riempito. Come non so dirvi. Ma siamo molto lontani da una soluzione in grado di garantire  una ricostruzione seria . Le bande armate sono un deterrente per lo stesso potere politico. Quanto poi al fatto che all’interno di questo vi siano divergenti posizioni nei confronti degli occidentali é più che evidente. Gli arabi nazionalisti e gli islamisti formano un gruppo unitario. Più separate le frange alquadeiste. E poi c’é il governo di notabili che  continua il “business as usual”. Prima ,o poi queste due versioni, assai divergenti, della nuova Libia si scontreranno e vedremo come finirà. Per il popolo niente di buono all’orizzonte. La Libia attende ancora di conoscere il suo destino.

Tunisia

Anche qui la nebbia avvolge stranamente il paese della Calypso cara al mio amato Ulisse. Pensate, i dati ufficiali delle elezioni ,svoltesi il 23 Ottobre, saranno proclamati lunedì 14 Novembre. La vittoria del partito islamista Ennhada  era annunciata, come avevo indicato in vari blog. Ma la vittoria ha prodotto una “Stravittoria”.  Estremamente democratica , dove la popolazione ha scelto liberamente e molto civilmente i propri candidati.  L’esito rischia di mettere il paese a rischio. Il rischio é insito nell’attesa di comprendere meglio l’evoluzione che il paese prenderà nel prossimo futuro. Capire chi condurrà il paese in questo periodo transitorio che durerà almeno 12 mesi. 

E soprattutto cosa s’intenda fare. Le votazioni sono avvenute per l’elezione dell’Assembea costituente che dovrà redigere la nuova costituzione. Tutto quindi é transitorio, governo e partiti politici. La questione del secolarismo delle istituzioni é di primaria importanza, così come quello dei diritti individuali  e dell’uguaglainza dei sessi , tutti principi chiave e basilari della Repubblica di Tunisia creata da Bourguiba. Il dibattito é aperto,ma provoca già i primi problemi. La Tunisia vive di Turismo che rappresenta la seconda fonte di reddito del paese. Ha già perso la stagione 2011, 42% delle presenze, tutto sembra far credere che i tour operators tendano ad evitarla anche per il 2012 dal grosso dei loro pacchetti. Se così fosse  il problema per chiunque governi il paese é enorme. Senza contare che le aziende francesi ed italiane che sono nel paese resterebbero alla finestra.

Tutto ciò mentre i dati statistici  indicano che oltre 1.5 milioni di tunisini sono senza lavoro (su una popolazione di 10.5mil.)  Il lavoro, l’occupazione resta il più grave dei problemi del paese. Non certo gli aspetti giuridico-politici che una borghesia intellettuale religiosa  sembra ancora discutere  amabilmente  con toni colti ed accademici. Senza fretta signori….

Ennhada ha vinto la maggioranza dei seggi all’Assemblea, ma non le elezioni. Il primo round. Ma deve trovare urgentemente soluzione ai problemi del popolo che non si risolvono ,né nelle moschee a pregare, né con il ricorso agli appelli.  Ad un vertice di partito colto ed istruito, corrisponde una base piuttosto amorfa e non indottrinata. Ennhada é dunque  di fronte ad un bivio. Vedremo come risolverà nei prossimi mesi i gravi e difficili nodi politici .         La strada per il paese però oggi é sempre più in salita.

Egitto

Dedicherò un’altro blog al gigante del M.O. Oltre 90 milioni ed un peso politico-militare non indifferente nell’area. Soprattutto oggi, con un Iran che espande la zona d’influenza, un’Arabia Saudita impaurita con i suoi ricchi satelliti in fibrillazione ,una Siria in bilico ed una Turchia  che cerca in tutti i modi di prendere il posto dello stesso Egitto nello scacchiere sud est mediterraneo.   Qui l’esercito ha sempre comandato ed a mio avviso continuerà a mantenere il suo potere. I Fratelli Musulmani saranno pure vittoriosi alla prossime elezioni, ma dovranno fare i conti con un’esercito che non ha alcuna intenzione di lasciare il posto di comando. Anche qui gli aspetti secolari e religiosi sono a rischio in termini di equilibrio sociale.

E’ per questa ragione che il furbo Erdogan moltiplica i suoi viaggi in tutti i paesi del N.A. per essere percepito come l’islamico che mantiene l’equilibrio giusto tra progresso e conservazione. Piccola postilla. Kemal Ataturk é ancora lì con il suo esercito a garantire che la Turchia resti un paese laico. Finché c’é laicità dello Stato c’é speranza.

Buona vita a tutti

P.S. Quest’ultima affermazione dovrebbe valere anche per l’Italia……

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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