POTERE POLITICO E DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA


Official logo of the Organization for Security...

Image via Wikipedia

Vi anticipo  il senso del ragionamento con una prefazione  a questo blog. Sussiste un legame diretto tra sistemi elettorali, rappresentanza politica, redistribuzione della ricchezza e potere politico.  L’attuale bipolarismo doveva,secondo i molti,  apportare una maggiore stabilità governativa . Oltre ad essere imperfetto, il sistema ha creato enormi scompensi perché contenente un premio di maggioranza inaccettabile e l’ impossibilità per il cittadino di scegliere il proprio candidato, determinato  com’é dalle segreterie con la graduatoria delle liste.  

L’esplosione in quest’ultimo decennio del peso delle lobbies economiche dei grandi e piccoli gruppi che hanno orientato politicamente le scelte ha fatto il resto . Non é un caso che gli scandali siano continui e conducano a personaggi che a vario titolo influenzano il voto dei parlamentari all’interno dei partiti. La ragione é semplice : é più facile e meno costoso per i gruppi di potere avere 2/3 partiti come interlcutori che non un gruppo più ampio. Tanto più se gli stessi parlamentari sono portatori stessi degli interessi delle lobbies. Pensate al tema dell’abolizione degli ordini professionali, quando più di 1/3 dei deputati sono avvocati. Non passerà mai! Ancor peggio quando , unico esempio in Europa, non sussiste incompatibilità tra mandato e libera professione. Indecente.

Un sistema multipartitico offre una rappresentazione più veritiera della compagine sociale, minoranze,donne ,giovani ,poveri ecc. Ma soprattutto offre una competizione che tiene in maggior conto gli interessi di questi gruppi. Ovvero, se non bilanciato, il sistema bipolare crea una non democrazia “de facto” dove il 50% + 1 prende tutto e l’altra metà perde sostanzialmente la capacità di contare e pesare nel processo decisionale.

Il doppio turno come ho già pià volte indicato, permette ai partiti di contarsi ed essere valutati per il peso politico ottenuto nel  primo suffragio, ma poi li obbliga ad allearsi e mettere mano a programmi e progetti di coalizione al secondo , riducendo in tal modo ricatti successivi. Il nostro paese fatto di familismo,clientele ,  multinazionali a conduzione familiare, di stati nello Stato (vedi Vaticano) deve poi per combattere il fenomeno delle lobbies dotarsi di un’apposita legislazione che imponga obblighi e prerogative e ne regoli finanziamenti e funzionamento.

Veniamo ora all’aspetto economico della distribuzione della ricchezza. Più volte nei vari blog ho citato il dato fondamentale dal quale occorre partire se ragioniamo di distribuzione e potere. Il 20% degli individui  in Italia possiede circa l’80% della ricchezza. Molto simile al dato USA e perciò molto concetrato.Un dato per tutti , il fenomeno per cui negli ultimi 20 anni ,a livello mondiale ed in particolare in Occidente, la ricchezza si sia  accumulata a ritmi più elevati che nei precedenti 100 anni é acclarato. In USA, in Europa ed ora anche nei BRIC, il fenomeno é evidenziato da vari studi:                      Robert Lieberman, J.Hacher, P.Pierson hanno messo in evidenza come la diseguaglianza di reddito negli USA sia oggi la più elevata tra i paesi OCSE e comparabile a quella del post ’29 , o se preferite ai livelli del Ghana, Nicuaragua di oggi.

Risulta evidente che con tali livelli di diseguaglianza i principi di rappresentatività e democrazia sono illusori perchè la polarizzazione politica tende a distorcere il sistema. Il denaro conferisce maggior voce in capitolo e dunque potere.  Certo la tecnologia, la digitalizzazione hanno  trasferito ricchezza dal lavoro manuale al lavoro intellettuale. La globalizzazione ha continuato su questa strada trasferendo più ricchezza al settore dei servizi a scapito del settore manifatturiero e produttivo in genere. Risulta evidente che da soli questi fenomeni creano disequilibri enormi che i governi attraverso politiche di contenimento ed industriali corrette devono poter regolare e correggere. 

Invece ,al contrario, idee neo liberiste mal interpretate, o peggio scientemente perseguite,  hanno prodotto un disastro senza pari. Le deregulations dei mercati e finanziarie hanno permesso alle banche ed alle istituzioni finanziarie di creare quegli strumenti “bizantini” che sono stati i “subprime”. E andando sempre più ad arricchire nei vari paesi una ristretta minoranza , un’élite.

Un eccellente lavoro,  “Who rules America : Wealth,Income and Power” – Ricchezza, Reddito e Potere,  é lo studio del Prof.William Domhoff che offre una serie inesauribile di dati circa il processo di accumulazione della ricchezza in vari paesi del mondo ed offre notevoli spunti di comparazione. Da questo studio sono sorti vari articoli sulla stampa americana ed europea. Secondo questo poderoso studio nel 2009 il 10% della polazione americana deteneva tra l’85% ed il 90% della ricchezza mobiliare; azioni, titoli assicurazioni ecc.  ed oltre il 75% del patrimonio immobiliare non residenziale, praticamente gli interi Stati Uniti.

Ora voi comprenderete che la relazione tra ricchezza, redditi e potere è molto stretta perchè sinergica. Lo é ancor più in paesi come l’Italia dove la ricchezza é molto più patrimoniale che di reddito . La si eredita molto più spesso di quanto erroneamente  si creda. Quindi oltre ad essere usata per esercitare potere, la si utilizza per controllare ,attraverso la proprietà dei pacchetti di azioni , i gruppi industriali, o finanziario-assicurativi,o infine, come nel caso italiano recente ,chi controlla politicamente un governo utilizza la propria posizione di potere per implementare la posizione dei suoi interessi economici e di quelli ad esso collegati.

Un’ ulteriore, ma importante distinzione deve essere fatta tra ricchezza e reddito. Le diseguaglianze di reddito seguono spesso la curva della diseguaglianza di ricchezza, ma a seconda dei paesi differiscono notevolmente. Ad es. Gli USA manifestano la stessa situazione :una forte diseguaglianza in entrambi i casi . Per l’Italia invece ad una forte disguaglianza di ricchezza , corrisponde una diseguaglianza inferiore dei redditi. Secondo la scala di Gini ,il paese tra 134 dove il reddito é più diseguale é il Sud Africa con un tasso del 65% , la Svezia dove la diseguaglianza di reddito é più bassa presenta un 23%, gli USA con 45% ed infine l’Italia con un 32% in posizione mediana.

E’ evidente che il sistema del Welfare e cioé dei trasferimenti gioca a maggior favore dei paesi con un sistema sanitario e previdenziale pubblico.

Senza voler scomodare ulteriormente fior di economisti ,risulta chiaro che la struttura patrimoniale del paese Italia ha subito poche modifiche nel corso degli anni, mentre notevoli sono stati i prelievi sulla parte reddituale. In altre parole i patrimoni sono rimasti pressoché impermeabili ,se non si sono ulteriormente accresciuti ,mentre i redditi hanno subito notevoli riduzioni.

Per rilanciare il paese occorre riformare alla radice questa struttura. Tassando le rendite, non i redditi. Rendendo più mobile e non immobile il patrimonio nazionale. Incentivando gli investimenti produttivi con adeguate politiche fiscali . Introducendo tassazioni su delocalizzazioni produttive non strategiche, incrementando gli investimenti  in risorse umane .

La politica ,quella seria, quella colta, é l’unico modo per cambiare la faccia ad un paese che ha lasciato ormai da troppo tempo la gestione delle sue risorse nella mani di incompetenti, ladri , nani e ballerine.

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in economics, europa, International relations, politica-economia, Politics e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.