APPELLI


Prodi-TN

Image via Wikipedia

Eh sì, sta diventando un vero tormentone nazional popolare e perfino internazionale.

Appelli del povero Presidente Napolitano che ogni giorno che passa si straccia sempre più le vesti nel raccomandare serietà in un paese dove le maschere della Commedia dell’arte italica hanno un’antica tradizione regionale. Appelli della stampa estera, a cominciare dal Financial Times che, pur essendo laico e secolarizzato da sempre, é arrivato a scomodare perfino dio, pur di convincere il Primo Clown a demordere ed abbandonare. Molto probabilmente spinto, in  quest’ultima invocazione ,da un moto di disperazione giornalistico  finanziaria.

Già  lo aveva fatto in passato affermando che l’uomo della supposta provvidenza non era all’altezza del compito, che non se ne poteva più, che non era più legittimato a governare , che era un millantatore patentato…..Poi ,forse ricordandosi quanto gli italiani moderati, maggioranza silenziosa, benpensanti della prima e seconda repubblica, siano parte integrante di quella zavorra che da secoli rappresenta il primo blocco sociale del paese, si sono rivolti a quel loro dio sperando possa smuoverli dal torpore .

Chissà, ma secondo me ci vuol ben altro. Con la balena bianca che proprio dalla caduta del PDL non vede l’ora di risorgere come l’araba fenice, con il supporto dei vari “cavalieri inesistenti” che in questo momento scalciano in  cerca di  audience, é difficile immaginare una soluzione che ridia a questo paese la dignità ,  credibilità e l’immagine di un tempo. I partiti non dispongono più di cinghie di trasmissione, i movimenti dai quali dovrebbe sortire la nuova classe dirigente , sono quei distretti economici dove tanto denaro é stato speso inutilmente a causa della mancanza di professionalità di quel ceto imprenditoriale vissuto e pasciuto dalla politica locale.

Lasciando da parte le ricette di politica economica ed industriale che occorrono per riprendere il cammino, certo é che quanto ad appelli anche a livello della sinistra se ne fà un grande sfoggio. Mi riferisco a quelli lanciati da Renzi alla Leopolda. Appelli che non pare raccolgono ampio consenso dell’elettorato di sinistra e all’interno delle stesso PD.   Non perché non vi sia la convinzione e consapevolezza che il PD necessiti di rinnovamento sia di contenuti che di classe dirigente, ma perché il cambiamento deve provenire, prima di tutto, dagli elettori stessi, non etero diretto, non veicolato da slogans di basso rilievo. La contestazione degli equilibri quando c’é, non é organizzata, ma nasce dal basso senza leaders prefabbricati. O peggio sponsorizzata da ex segretari come Veltroni che decisamente “non hanno potuto” (could not) perché incapaci .

Appelli dello stesso  Bersani che ancora non si decide a fissare la data delle primarie. Sì perché, se andiamo alle elezioni, come ritengo, molto presto questa sinistra deve dare al popolo tutto , un progetto, un programma economico e di riforme chiaro semplice e definito. Deve inoltre chiarire chi sarà il front runner di questa coalizione per finalmente chiudere la bocca a tutti coloro che non vedono candidati, o peggio ritengono che il conflitto interno paralizza il processo. Bersani, come afferma lo stesso Prodi, é persona onesta e capace ,ma non sembra “sfondare”, o bucare il video,  detto in gergo ,in un’epoca che attribuisce all’immagine  un’importanza molto superiore alla realtà. Allora andare alle primarie quanto prima chiuderebbe la bocca ai giovani boy scouts  rampanti che non hanno nè titolo, nè esperienza .Occorre offrire  temi ed argomenti seri che offrano al popolo della sinistra la possiblità di comprendere le strategie e le opzioni scelte  da seri candidati che indichino con chi e come intendono realizzare i programmi. Quindi non la delega totale a scatola chiusa , mauna delega al fare.  Per ciò occorrono primarie aperte . Primarie vere , con tanto di progetti. Primarie di popolo, perché solo così si può legittimare una coalizione che é chiamata a risanare il paese dopo la sbornia di 20 anni di berlusconismo.

Il PD é la colonna portante dell’edificio, lo scheletro senza il quale la sinistra non può aspirare a governare e questo non può essere dimenticato. Ma il PD senza l’apporto degli alleati ,quelli veri , non i moderati alla Casini non può pensare di governare. Allora dare spazio alle idee, non preconfezionarle , é un dovere della dirigenza. L’astensionismo  si batte con la maggiore partecipazione, con la chiamata a raccolta, con l’appello a tutti coloro che seriamente desiderano un paese diverso, di darsi da fare ed  uscire dal qualunquismo politico nel quale la partitocrazia li ha confinati. Partecipazione é l’appello . L’apporto dei singoli leaders é fondamentale.

Vendola in primis, visto il seguito che lentamente é riuscito a creare grazie ad una forte e convincente oratoria ed a un elettorato giovane, dinamico e digitalizzato che attraverso i social net worlk é capace di mobilitare L’esperienza di Milano deve far comprendere ai dirigenti del PD che senza questa forza propulsiva il PD rischia di divenire , come i sindacati , un partito di pensionati . Ma questa forza non  basta ancora. Di Pietro  con il suo  contributo e battaglie di legalità e di  giustizia fornisce uno spettro ampio di tensione etica  sostanziale in un paese che al contrario ha una concezione formale dell’ interpretazione della legge.

Mi auguro che questo PD non intenda darsi all’ammucchiata con il centro, come suggerito da alcuni e paventato da molti. Non si sente alcun bisogno di una riedizione del centro sinistra. Se si tratta di un temporaneo accordo circa il rifacimento di una nuova legge elettorale, magari a doppio turno , per seriamente valutare il peso di ciscuna componente , che sia.   Ma non si pensi davvero ad un’ alleanza. Già l’unione con la Margherita con il vecchio PDS non ha prodotto i frutti sperati, anzi ha fatto perdere tempo ed identità  al PD . Sarebbe ora opportuno prenderne atto e cambiare pagina per riaccendere i motori.

Come vedete gli appelli in questa stagione di disgregazione sono tanti. E tutti hanno in  comune l’urgenza. Il disfacimento  della politica é conclamato. Il fattore tempo  assume sempre più carattere d’urgenza.  Diventa necessario agire e non continuare a palleggiare le reponsabilità ed offrire ai cittadini , agli elettori un programma d’azione nel quale possano individualmente riconoscersi.  E possibilmente identificarsi . Tornare a ricordare come recita la nostra meravigliosa costituzione che la Repubblica é fondata sul lavoro. Nè sulla finanza, né sui patrimoni. Sul lavoro che rende tutti noi meno schiavi  e più liberi di realizzare i nostri sogni !

Buona vita tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in economics, europa, politica-economia, Politics e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a APPELLI

  1. rossana citelli ha detto:

    Come hai ragione!

    Mi piace

I commenti sono chiusi.