COSI’ PROCEDONO GLI AFFARI NEL MONDO


Eurofighter Typhoon

Image via Wikipedia

Oggi , per non trattare del  destino che incombe economicamente sulle nostre teste,  intendo mostrarvi come nel bel mezzo di questa crisi economica mondiale il business procede come d’abitudine…….”as usual “!

Mi riferisco all’aggressività commerciale francese.  Dopo aver praticamente condotto politicamente l’azione Nato in Libia, accaparrandosi meriti non solo suoi ,ha cercato fondamentalmente di vendere, attraverso l’intervento, il suo aereo di punta.  Era un’ottima occasione per l’industria bellica francese che finora non  é riuscita a vendere all’estero  il suo “affare” dopo i famosi Mirages . Infatti ci ha provato, durante i facili interventi contro i poveri beduini, a vendere l’aereo al Qatar, unico paese arabo che ha partecipato all’intervento Nato, ma senza successo. 2000 interventi come afferma la comunicazione militare. Aggiungo senza reali risposte da parte libica. Delle passeggiate nei cieli del deserto libico.

Ringalluzziti dal ruolo che Sarkozy sta ottenendo sulla scena internazionale, dal ruolo francese in Europa, al G20 di Cannes, contrariamente alla sua popolarità interna che stà franando,  l’industria militare  francese  cerca di salvare il salvabile dell’enorme costo del progetto Rafale pagato dai contribuenti francesi.   Dopo la débacle della sua industria nucleare che, dopo il disastro giapponese é a terra,  a causa dall’abbandono del progetto italiano sul quale contava….Ed infine in funzione delle  enormi difficoltà del reattore di terza generazione, venduto alla Finlandia, che ad oggi presenta tali problemi  da mettere a rischio l’intero progetto. 

Ecco che allora i galli sono da domani in lizza per la vendita di un contratto da ben 128 aerei con il competitor Eurofighter all’aviazione indiana. Un’asta promossa dal Ministero della Difesa che richiede la costruzione di 108 aerei da effettuarsi in India. Questo contratto di fornitura di aerei da combattimento é il più grosso in termini di stanziamento dagli anni ’90. Si tratta di circa 12 miliardi di dollari che potrebbe divenire di oltre 20 se la commessa raggiungesse i 180  aerei, come previsto nel tempo. Senza tener conto dei capitali necessari per il mantenimento di questa flotta. Senza tener conto che un’ ora di utilizzazione di tale velivolo ha un costo di oltre 40 mila euro solo in costo carburante.

In questo mondo di miseria i francesi della Dassault e i britannici della BAE, gli italiani di Finmeccanica, più tedeschi e spagnoli dell’Eurofighter si scontrano .E’ già un grande risultato che in fondo saranno solo gli europei ad aggiudicarsi la commessa. Gli americani della Lockeed Martin, i russi della MIG e gli svedesi della Saab sono stati eliminati al primo round.

E questo dimostra ulteriormente quanto gli europei siano poco intelligenti ed invece di accorparsi , continuino a mostrare dosi di sciovinismo eccessive. Per ammissione dello stesso PDG della Dassault,CharlesEdelstenne,  questo é l’ultimo tentativo di mantenere aperta e viva l’industria avionica francese. Un nuovo programma sarebbe forse concepibile tra 25/30 anni. Mentre per esigenze francesi la catena di montaggio del Rafale é aperta fino al 2017. Ma se non si riesce a esportarlo, la sola costruzione e vendita di droni non riusirà a salvare la tecnologia nazionale.

Saà interessante vedere quale sarà il risultato. L’India è tra gli emergenti il paese che più ha speso e spende in termini di forniture militari.  Entro il 2016 la stima di spesa, a parte la commessa aerea,  è dell’ordine di altri 80 miliardi di dolari . Le sue relazioni con i vicini , Pakistan e Cina, non sono certo molto amichevoli. La Cina é meno dipendente dall’estero in termini di tecnologia. Attualmente l’India dispone  di 55 Mirage di cui ha richiesto l’ammodernamento da poco. Un’altro fornitore dell’India é stato in passato la Russia.

Alla luce dell’attuale situazione geo-politica e degli equilibri militari nell’area asiatica ritengo che la scelta , a parte i “chicchirichi”  francesi a vantaggio del Rafale, dovrebbe essere a vantaggio dell’Eurofighter, a meno che il differenziale di prezzo tra i due non sia fortemente squilibrato a favore del primo. Il desiderio di diversificare le fonti di approvvigionamento da parte indiana  é forte. Inoltre lo sviluppo delle componentistica  di armamento dell’Eurofighter é più ampio in termini potenziali e reali. Infine conoscendo le “disponibilità”e costumi tradizionali di Finmeccanica si può ritenere che potrebbero essere più apprezzate di quelle offerte dalla concorrenza.

Nel caso che anche questo scenario dovesse chiudersi in un nulla di fatto l’intervento libico si rivelerebbe per i francesi un gran buco nell’acqua. La vetrina della “guerra guerreggiata dai telegiornali” non avrebbe servito lo scopo. Quanto al petrolio e gas ,sui quali  i francesi si stanno battendo per ottenere quote parti interessanti insieme agli americani ed agli inglesi contro gli interessi italiani ,è tutto da vedere. La politica tribale libica rende difficile l’interpretazione dell’esito. La “guerra” degli occidentali é finita. La guerra dei libici , tra i libici, continua. Ed il suo esito determinerà ,alla fine, la selezione di quali compagnie straniere diverranno concessionarie delle ricchezze del paese. E chissà se anche in questo caso non si realizzino dei SUK estemporanei per l’aggiudicazione.

Ecco, dopo questa analisi delle cose del mondo, nel bel mezzo di questa crisi mondiale ,capite bene che l’umanità resta comunque e sempre uguale a se stessa.  Ovvero finché c’é guerra c’é speranza! Perché una cosa é certa, da qualche parte del mondo questi investimenti produrranno degli effetti.

E non fatevi abbindolare da quella concezione romano- imperiale che per mantenere la pace occorra dimostrazione di  forza. Una visione che mostra quanto il progresso tecnologico abbia di gran lunga superato lo sviluppo cerebrale dell’intelligenza umana.

Buona vita a tutti.

 

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