MENTECATTI AL POTERE


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Con quale altra definizione si può apostrofare  l’attuale esecutivo del nostro paese. Gli articoli di fondo dei due maggiori quotidiani italiani, Repubblica e Corriere, di ieri ci conducono a questa triste sintesi.  Scalfari ricorda, se ve ne fosse  necessità, quanto sia incancrenito il discredito che circonda la persona del premier nelle cancellerie europee e quanto questo  pesi sulla sorte del paese in termini di rating e spread sul mercato.    Monti, con modi che gli sono consueti ,professorali e talvolta manichei, gli ricorda quanto i suoi interventi siano spesso sprovvisti di autorevolezza , non solo quanto al contenuto delle affermazioni , ma anche relativamente alla specifità della funzione che esercita per la quale ormai non sembra più detenere le qualità e capacità  intrinsche per svolgerla.

La dimostrazione é  l’affermazione recente secondo la quale , come ha dichiarato , “l’Euro non convince nessuno, non avendo né paese di riferimento né un’unica banca “. Una tale affermazione é  tipica di un cialtrone che non ha alcuna cognizione macroeconomica e storica circa la nascita e morte delle divise. A prescindere da un pugno di economisti americani emeriti, alcuni forniti e ricompensati da Nobel, irriducibili nel voler considerare la nascita ed evoluzione della moneta unica come      un’ esperienza non probante per evidenti ragioni di forte competitvità contro il dollaro. La grandissima maggioranza degli economisti del mondo intero considera la creazione e l’evoluzione che la moneta unica ha avuto, in un lasso temporale così breve, un grande successo. 

Non andrò a dilungarmi sulle ragioni, molte, e sui risultati ottenuti, ma per catalogare la sortita del clown basta scomodare Esopo. Ricordare come la volpe, non riuscendo a cogliere i grappoli maturi ,commentò la propria incapacità affermando che in fondo non erano maturi. Questa é  di fatto la parabola stessa del governo che ormai da 24 mesi stà galleggiando , raccontando balle,  utilizzando tutti i mezzi di comunicazione possibili per propagandare il nulla realizzato. Che la situazione economica sia arrivata ad un punto di non ritorno é evidente a molti.  Le ricette abbondano ed assumono connotati e ricadute ben diverse a seconda di chi le confeziona.

Da Europeo , quale sono e mi ritengo, non sono tra coloro che negano le nostre difficoltà. Ma qui dobbiamo comprendere che non esistono ricette economiche miracolo. Esistono varie anamnesi e quindi varie cure. Le migliori sono quelle che si attagliano meglio alle condizioni reali della struttura economica del paese al quale vengono riferite. Spetta quindi ai governanti di quel paese proporle , amministrarle e gestirle. E questo é il primo punto sul quale l’esecutivo italiano é totalmente indempiente.           Negli ultimi sei mesi ha pasticciato, rimbalzando su vari provvedimenti, senza mai assumerne la reponsabilità diretta,vedi Tremonti, con l’idea di controllare le reazioni delle parti sociali. Poi c’é una responsabilità politica enorme.

La coalizione politica al potere, pur essendo di basso livello in termini visione, dispone comunque di validi tecnici ministeriali e esperti esterni. Questi tecnici, ben a conoscenza dei nodi del sistema, hanno più volte indicato la direzione da intraprendere per ridurre il peso del debito e ridurre quindi l’enorme montagna di interessi che stiamo pagando.     Ridurre il peso dei 90 miliardi di euro che stiamo pagando ogni anno con i tassi odierni, sui 1900 miliardi di debito statale attuale, significherebbe utilizzare questa enorme massa di capitale, o almeno parte di essa, per rilanciare l’occupazione e quindi l’economia.

Questo flusso di denaro sarebbe dunque usato per rilanciare la ripresa. Come? Certo non sono le ricette bocconiane di Giavazzi che, ultimamente nel suo decalogo sul Corriere,  non mi sembra aver offerto indicazioni  innovative. E neanche ricette neo-liberiste per i cittadini  e oligopoliste per la casta.  Vediamo , a livello nazionale sappiamo che il 20% dei più abbienti possiede l’80% del patrimonio nazionale.

Potete rivedere i dati sulla ricchezza nazionale in alcuni blogs precedenti. Quindi l’applicazione di una patrimoniale colpirebbe di fatto solo quel 20% di italiani che per censo, casta, eredità  vive di rendita.  La patrimoniale che esiste in tutta l’Europa civile, ha “a differenza del reddito” la caratteristica di prelevare ogni anno una cifra congrua in relazione al patrimonio posseduto.

Gli interessi di questo esecutivo, al contrario, tendono  a formule “una tantum”, che non risolvono niente strutturalmente. In questo paese dove la percentuale di cittadini occupati é la più bassa dell’intera Europa ,53%, contro una media europea del 64%, non ci si chiede mai quante sono le persone che vivono di rendita. La stima é  di circa 10 milioni di persone……Un’ulteriore considerazione. Contro la patrimoniale si sono schierati in tanti…..Con le scuse le più varie. In un paese di evasori, si dice,  fuoriscirebbe  una notevole massa di capitali. Forse, anche se con controlli incrociati reali non é così facile.  Ma soprattutto non si possono trasferire all’estero patrimoni immobilari che rappresentano oltre il 50% della ricchezza nazionale, non gravata da ipoteche.  Invece di svendere il patrimonio pubblico, azione assai difficile da realizzare, cominciamo col tassare selettivamente e razionalmente una ricchezza che non produce e che da sempre é parassitaria. 

Ma certo se coloro che ci governano, come d’altronde hanno dichiarato, “restano al potere per la famiglia, gli amici ,il partito, allora politicamente non prenderanno mai misure utili al paese, ma solo ed unicamente per sé e la cricca dei loro accoliti ed  amici. Un tale provvedimento ridurrebbe di circa 100 miliardi il debito nazionale in 36 mesi ed entro il 2015 riporterebbe il nostro debito al livello francese attuale , 1640 miliardi di euro.  Queste sono stime serie.

Veniamo adesso alla crisi finanziaria conclamata. Dopo aver buttato miliardi nel sistema bancario, gli USA stanno suggerendo agli europei di ripetere lo stesso errore. Nel libero mercato il rischio é alla base dell’attività finanziaria.  Se invece si ricapitalizzano con denaro pubblico le banche che hanno operato malamente ed illegalmente dov’é il rischio? No che falliscano, oppure come nella “liberale” GB, se ne acquisisce il controllo . L’80% delle banche inglesi é stato di fatto nazionalizzato tra il 2008 ed il 2010. Quanto alle nostre banche, non sarò certo io a difendere un sistema fondato sulle “Fondazioni” . Ma certo non sono meno capitalizzate di quelle francesi , o tedesche. Al di là dei dati forniti.

L’attuale show down della finanza speculativa sulla situazione italiana e spagnola é in gran parte voluto……La debolezza politica di questi due paesi é evidente e non solvibile a breve . Elezioni in Spagna prossimo mese ,ma incertezza fino agli inizi del 2012. Peggio l’Italia. Probabili elezioni in primavera ,ma con un panorama politico disgregato e conflittuale.                    E dove c’é da guadagnare, la speculazione arriva.

L’Italia per condizioni di ricchezza privata  in rapporto al debito pubblico non é in alcun modo a rischio. Sarebbe bene non si facesse abbindolare da impegni , lacci e lacciuoli che sarebbero inevitabilmente imposti da FMI e BCE per non trovarsi  a cedere sovranità politica prima ed economica poi.

Occorre mettere in atto politiche macro-economiche che sappiano davvero rilanciare il paese ,ricreare fiducia nelle istituzioni, motivare i cittadini, creare opportunità per le nuove generazioni invece di  ulteriori privilegi per i soliti noti, mentre il paese decade progressivamente.

Buona vita a tutti.

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