TUNISIA : POST ELEZIONI


Ruhollah Khomeini in paris.

Image via Wikipedia

La vittoria del partito islamista è stata confermata. Ennhada ha raggiunto il 41.5% dei voti espressi, guadagnando 90 seggi sui 217 a disposizione nell’Assemblea Costituente. Quest’ultima  ha  l’incarico di redigere la nuova carta costituzionale, eleggere il presidente  e  formare un governo di transizione che dovrà traghettare il paese verso le elezioni politiche che dovrebbero tenersi tra circa 12 mesi. Il probabile primo ministro sarà il numero due del partito Kamel Jendoubi, poichè Rachid Gannouchi, il leader del partito ,come sempre ha dichiarato , desidera restare padre spirituale del movimento, considerata la sua età.

Personalmente ritengo che sia una scelta politica ben precisa che ricalca quella di molti leaders islamici , tipo Khomeini , che mantengono il potere senza averne la diretta responsabilità, riservandosi la possibilità d’intervenire qualora certe decisioni non fossero apprezzate.

Il secondo partito ,con il 13.8% dei voti espressi e 30 seggi, é il Congresso per la Repubblica, una formazione di centro sinistra di ispirazione islamica, il terzo partito  con 9.7%  dei voti e 21 seggi Ettakatol, una formazione anch’essa centrista d’ispirazione islamica.

Come avevo menzionato nel blog precedente, il partito di Hechmi Hamdi, l’uomo d’affari d’origini tunisine residente in GB ,che aveva fatto campagna attraverso la sua rete satellitare per il partito  Petizione popolare, è stato cassato ed eliminato (così pure il 9% dei voti ottenuti)  in quanto la sua campagna e le sue liste non rispettavano la legge elettorale, avendola scavalcata , sia in termini di finanziamenti (esteri) ,sia con una campagna non territoriale.

Per questa ragione  sono in corso proteste in varie zone del paese  ,tra  cui una a Sidi Bouzid. Contro questa decisione centrale  si sono svolti , anche  in altre aree del paese,  scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Due sedi del partito Ennhada sono state date alle fiamme.

Il leader Gannouchi, nel suo intervento dopo l’anuncio ufficiale, ha ribadito la volontà del partito di “voler continuare la rivoluzione intrapresa per una Tunisia libera, indipendente che  prosperi e si  si sviluppi secondo i principi di dio,il profeta, donne ed uomini  e cittadini non religiosi siano certi poiché la Tunisia appartiene  a tutti.”

Molti sono gli interrogativi che però si levano da più parti , poiché la nuova Assemblea ha il compito di decidere l’impianto stesso della struttura dello Stato. Cioè presidenziale ,o parlamentare, decidere inoltre il sistema elettorale ed infine le libertà individuali, incluso i diritti delle donne , con il timore che possano essere ridotti . 

Molto dipenderà dalla decisione sui  diritti fondamentali !Sarà mantenuta, come attualmente, non legata alla legge islamica , oppure se Ennhada si batterà affinche la legge islamica sia considerata la legge dello Stato ?           Nel qual caso ,automaticamente, la laicità di quest’ultimo verrebbe meno, comportando nel contempo una serie di limitazioni notevoli dei diritti individuali dei cittadini ed un assoggettamento delle attività economiche.

Già a seguito della vittoria, Ennhada ha dovuto intrattenersi con vari esponenti del mondo economico e finanziario per tranquillizzarli circa le intenzioni del partito. Nel precedente blog sottolineavo come l’economia tunisina sia strettamente legata e dipendente dall’estero, sia a causa del flusso turistico che rappresenta la prima fonte di valuta , sia in quanto economia di trasformazione, legata a doppio filo agli investimenti francesi ed italiani .Ben  728 sono le aziende italiane operanti sul territorio , principalmente tessili, abbigliamento, confezioni, ma anche di altri settori edili,meccanico ecc. 

E la reazione in Europa, a quanto pare , è stata di notevole sorpresa.

I sondaggi stessi , e tutto lasciava presagire che il partito islamista sarebbe divenuto il primo partito del paese con il 25/30% dei voti. E che altri partiti,  di centro sinistra , ma di ispirazione islamica ,avrebbero ottenuto un’altro 10%! Dove é il problema? Che i partiti di sinistra , o comunque laici e secolari , come si usa definirli , cioè la presunta opposizione, non hanno ottenuto il suffragio atteso ed in grado di mantenere un equilibrio funzionante e capace di continuare nel solco delle libertà democratiche. Primo fra tutti il PDP, accreditato per essere il secondo partito , che esce miseramente ridimensionato elettoralmente.

Personalmente sono anch’io sorpreso dall’estensione del seguito ottenuto da Ennhada . Alcune considerazioni che tendono a spiegare le ragioni le ho fornite ieri.   Oltre a quelle, certamente valide e motivate, ritengo che l’opposizione al potere di Ben Alì ,sempre mantenuta dalla militanza del movimento ,colpito  da forte repressione per un ventennio, abbia fornito un valido propellente.

Oltre a ciò, occorre ricordare che le tradizioni, i costumi della società , impregnati da valori religiosi ,come lo sono nel nostro stesso paese, determinano in vari strati sociali una reazione conservatrice che premia la speranza  fornita dal credo, anche se certamente non razionale. Colpisce in effetti che, anche nella vasta maggioranza dei giovani e dei residenti all’estero, la scelta abbia privilegiato il partito islamista.

Vedremo adesso nelle consultazioni per la formazione del nuovo governo quali saranno le posizioni assunte. Quale sarà il peso e le decisioni che l’opposizione prenderà in merito alla forma di stato e della sharia. Ed infine le reazioni e  le relazioni che si svilupperanno con i governi europei e la UE più in generale.

L’impressione politica che ne ricavo é che il paese si sia posto, suo malgrado, nonostante la grande prova democratica fornita attraverso elezioni corrette e ben organizzate , in una sorta di “Stand by”. 

Uno stato di attesa che potrebbe durare altri 12 mesi al fine  di comprendere quali scelte il governo di transizione farà in merito alle questioni fondamentali.  Un lasso temporale,   a mio avviso, troppo lungo per le risorse finanziarie del paese,  ormai esauste. Sia per il flusso turistico, in quanto gli operatori  che hanno un notevole peso strategico per la ripresa del turismo nel paese resteranno alla finestra, sia per le attività manifatturiere, in larga parte legate ad investimenti esteri, che tenderanno a rinviare la ripresa  delle attività sospese negli ultimi mesi.

Occorrerà una forte coesione nel paese per non cedere a manifestazioni di piazza e di collera circa il problema fondamentale; occupazione , lavoro, sviluppo! Questi sono temi esiziali ai quali il governo di transizione dovrà cercare di dare risposta. Tutti gli altri , ancorché importanti e seri, cadono in secondo piano. Su questo tema Ennhada si giocherà il ruolo conquistato. Se riuscirà a progettualizzare riforme capaci e mediare tra le sue due anime, teocratiche di base  e concilianti al vertice, manterrà il potere conquistato alle recenti elezioni. In alternativa tra 12 mesi rischia di perdere quel consenso ampio e sincero che il popolo gli ha conferito.

Buona vita a tutti.

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