IL PD E LA QUESTIONE CATTOLICA


Todi: Santa Maria della Consolazione

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Purtroppo ritengo che, al di là dei problemi economici del paese, per i quali urge proporre un programma dettagliato di soluzione  , un aspetto che incide, e non poco, sul piano del consenso e supporto al PD, sia una generale disaffezione del suo elettorato di riferimento.  La zona grigia relativa al tema della  laicità dello Stato, dei diritti individuali, di tutto quello che in definitiva é parte integrante dei valori della sinistra, si sta allargando.  E le risposte tardano, o peggio latitano.

A fronte della secolarizzazione spinta della società italiana che determina, come ho più volte sostenuto, un revanscismo cattolico di ritorno, sembra che il PD non sia in grado di rispondere adeguatamente con distacco,  intelligenza, modernità e  fermezza.

Siamo in Europa l’unico paese che  parla ancora di tali differenziali , di cattolici, di questione cattolica…..neanche più gli spagnoli che si sono affrancati da questa idiozia. 

Ciò in quanto oggi i cattolici sono, ovunque, prima cittadini e poi ,solo poi, credenti , non più manipolabili, non più soldati di un esercito fantasma che appare al comando delle gerarchie.  Non esiste niente di tutto ciò in Francia, in Germania , dove la fede opera in un suo ambito ben definito e non pensa neppur un’attimo di imporre la propria visione alla collettività nazionale  “urbi et orbi“. Ed anche qualora lo pensasse, non le sarebbe consentito di operare in tal senso per esistenza di paletti ben precisi posti e rispettati da tutti.

Le attuali  divisioni all’interno del PD , le relative correnti , ben diciassette , la cacofonia creata dai diversi “titolari della ditta” e dai nuovi rottamatori,  nonché gli incontri che vengono organizzati ; oggi ad esempio a Bologna da Civati e Serracchiani. Incontri che accrescono, a mio avviso, la confusione circa la reale volontà di questo partito che dovrebbe costituire la colonna vertebrale dell’intera la sinistra italiana. Un parlarsi addosso. A somma zero! 

Non a quell’enorme massa di astensione, 35% e di indecisi, 10%. Ciò che pensano alcuni suoi leaders sui vari temi non interessa, ma é fondamentale per l’elettore comprendere per cosa si batte ,o  batterà il partito.

L’informazione dei media fà il resto, amplificando il sentimento di distacco da parte di coloro che , pur considerandosi di sinistra, hanno sempre maggiori difficoltà ad identificarsi con un partito che mostra troppe anime e discrasie evidenti su temi centrali che riguardano l’individuo ed al tempo stesso il cittadino.

Andiamo immediatamente al cuore del problema. I valori non negoziabili.

Per valori non negoziabili s’intende quel complesso di valori per i quali la Chiesa non accetta alcun sovvertimento ed alcuna possibiltà di mutamento o negoziazione .  Dei dogma, tipici delle religioni monoteiste. Che ben si attagliano a teocrazie.  Primo tra questi il tema del fine vita. Tema al quale sono molto legato ed al quale ho già dedicato in passato alcuni blog.

Alle posizioni espresse dalla Chiesa cattolica romana non si risponde  come Bersani da “Laico adulto”, concetto ibrido e inoculato da anni di cultura confessionale , cercando di mantenere l’equilibrio con la minoranza  interna del partito ,nonché minoranza nel paese. 

Basti vedere le statistiche ed anche i sondaggi compiuti circa la rinascita di un partito cattolico . Oltre il 54% degli italiani non é minimamente interessato alla cosa.

E non si comprende perchè Bersani intenda portare avanti una politica ecclesiale, così come da lui definita. Dopo il seminario di Todi, che chiarisce bene il progetto tracciato da Ruini per il  ritorno della Chiesa ,a tutto tondo, nella politica nazionale, per difendere non certo i valori , ma i privilegi di cui gode e godono una miriade dei suoi affari curiali . Tanto meno si comprende perché si voglia prestare tanta attenzione ed incontrare Bagnasco il 18 Novembre prossimo sul tema dei rapporti tra Stato e chiesa.

No,  qui non si tratta di naturale dialogo istituzionale . Ma di becero elettoralismo da entrambe le parti . Non ci si presta a queste bassezze.   Si deve  invece rispondere con chiarezza, come la sinistra europea tutta ,dal PS francese all’SPD tedesco, stà facendo in tutto il continente ; ovvero le posizioni della Chiesa sono rispettate quanto quelle delle altre confessioni religiose.             

Lo Stato , la collettività non possono e non devono subire alcun diktat da parte di minoranze, seppur importanti, in merito a temi che attengono ai diritti individuali dei cittadini che sono e devono restare inviolabili.

Intendo con ciò affermare che quei diritti, per noi della sinistra, “sono altrettanto non negoziabili “! Non sono peraltro soggetti alla delega di rappresentanza in quanto non delegabili! 

Forse l’unico strumento per valutarne la portata, sarebbe quello di rimettere ai cittadini stessi , con referendum, la decisione circa questioni di tale ampiezza.   Ma voi sapete già perché questi “politici da oratorio” ,  da Bersani a Renzi, non intendano ricorrere ad uno strumento tanto democratico. 

A suffragio universale un tale  quesito darebbe un risultato ampiamente favorevole alla libera scelta individuale e non delegata ad un medico qualsiasi, come nel progetto attualmente in discussione in Parlamento. Un medico obiettore di coscienza perché opera in strutture cattoliche?

Da molti anni ormai malattie come l’Alzheimer , la demenza senile, e tutte le patologie neuro-vegetative, stanno disastrando la nostra società in termini etico-morali ed affettivi per  non citare il peso economico che grava sulle famiglie. Tutto questo a causa  dell’accrescersi della speranza di vita che pone il problema al centro del dibattito.

Oltre il 72% degli italiani si esprime con chiarezza in merito. La vita é  inviolabile , se tale é e resta. Ma raggiunto uno “stato vegetativo irreversibile” allora la pietà umana , la scelta libera e consapevole del cittadino, liberamente espressa, deve avere valore primario.  La quasi totalità delle legislazioni europee  ritiene che l’individuo possa in piena coscienza e libertà decidere di porre fine alla propria esistenza.  La vita ci appartiene.

Se questa visione non é accolta e condivisa dai cattolici, lo Stato certo rispetterà il loro credo e la loro fede. Ma lo Stato deve garantire a coloro che non hanno quella fede e/o non la praticano , e costituiscono la maggioranza del popolo, di poter esprimere su tali temi la loro piena scelta di giudizio. Ecco perché in tal senso la libertà é valore assoluto per tutti e non può , e non deve essere declinata  a seconda delle latitudini, o dei credo.

Sono partito dal principio più ampio e semplice.  Ma certo voi comprenderete che la società italiana é oggi ostaggio di un conservatorismo che non tiene affatto conto del processo di modernizzazione e progresso civile . E  questo non solo in ambito etico. Ma anche economico .

E’ proprio questa distanza tra società reale e società presunta che é alla base di questa visione dicotomica.                E questa filosofia politica, con una demografia piuttosto anziana, costituisce la zavorra per la quale il paese non riesce ad avanzare e a dare ai suoi giovani quegli spazi che altrove sono evidenti ed irrinunciabili.

Buona vita a tutti.

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