IL PARADOSSO DELL’ABBONDANZA


Sh. Hamad Al Thani

Image via Wikipedia

Osservando con sempre maggior disgusto quanto avviene in Italia in termini di dicotomia tra  democrazia formale  e sostanziale ed i conseguenti stravolgimenti della realtà delle cose , mi viene più che naturale prendere d’esempio  quanto più all’opposto dal nostro stato non si possa.

Mi riferisco alla capacità di un paese di confrontarsi con le proprie risorse e capacità cercando di prefigurare, se non di pianificare, le soluzioni più idonee a risolvere nel medio termine gli aspetti più difficili degli scenari economici che ci attendono. Certo voi mi direte le risorse contano!   Si ma ancor più di queste ultime, contano le volontà, le capacità, la serietà delle classi governanti che devono farsi carico di tracciare una via futura per lo sviluppo del paese.

E’ sinceramente penoso vedere un’Italia che ancora fino a dieci anni fà era nel novero delle prime sette economie del mondo, uscire in silenzio senza colpo ferire ed abbandonarsi ad un laceramento continuo. La ricchezza questo paese la possiede ,terzo per ricchezza privata al mondo , non ha purtroppo un ceto dirigente all’altezza della situazione ed un popolo cosciente ed informato capace di regire ed imporsi. Vista l’ignoranza di gran parte della razza padana e non solo , che spesso copre d’insulti altre etnie senza neanche saper collocare geograficamente i paesi di riferimento, oggi focalizzerò il mio interesse sul Qatar!

Ecco un paese che appartiene agli emirati del Golfo arabico. Un emirato che, come molti pensano, é nelle mani di beduini…. .Grande la metà d’Israele, con un PIL di 100 miliardi di dollari,  governato dagli inizi dell’800 dalla famiglia Al-Thani.   Tasformatosi da povero staterello del protettorato britannico in uno Stato indipendente con importanti risorse petrolifere e di gas.  Grazie a queste risorse  cresciuto negli anni ’80 e ’90 per arrivare all’attuale emiro, Amir Hammad Bin Khalifa Al-Thani, che prese il potere nel 1995.

Nel 2001 furono risolte le dispute territoriali con Arabia Saudita e Bahrain. Già dal 2007 il Qatar è il secondo paese al mondo  in termini di ricchezza pro capite.  Una crescita del PIL di circa il 16% nel 2010, un surplus della bilancia di 180 miliardi di dollari.

In cosa differisce profondamente il Qatar dagli altri emirati e Stati della regione e anche dall’attitudine di paesi economicamente più avanzati come l’Italia? L’attenta redistribuzione della ricchezza, l’oculata visione sociale e, soprattutto,  un’attenzione  particolare che viene posta sulla pianificazione  del  post-era petrolifera.

A differenza dell’Arabia Saudita, vera teocrazia, gendarme delle regione, il cui traballante Re Abdullah, rientrato da un’operazione oncologica in USA, ha buttato quest’anno 130 miliardi di dollari a pioggia nell’economia nazionale , senza filtro , senza operare scelte, semplicemente per bloccare i prodromi della primavera politica araba. A differenza del Bahrain che é ormai occupato da truppe saudite richieste dal governo che garantiscono l’emiro dal potere delle manifestazioni di piazza quotidiane e da una fine ingloriosa, dovuta all’uccisione di centinaia di cittadini negli ultimi mesi. Da 20 anni  inoltre il Bahrain é base della sesta flotta americana nel Golfo…. E la politica strategico-militare americana è oggi molto attenta agli sviluppi in negativo che stanno coinvolgendo l’area.

A differenza del Kuwait, anch’esso dipendente dalla logica teocratico-religiosa , succube dell’Arabia Saudita, il Qatar offre ,unico nella penisola, una tolleranza religiosa ed una visione assai secolarizzata del potere.

La logica del potere e del credo, come affermava intelligentemente Max Weber, contribuiscono enormemente all’etica e morale di cui gli Stati si fanno promotori nel formare le loro società. Ecco, come in tutte le teocrazie l’etica e la morale sono profondamente disgiunte dalla realtà sociale. Dallo stato pontificio, di cui purtroppo  subiamo ancora gli effetti,  alla teocrazia iraniana, alla teocrazia saudita, le società di riferimento sono arbitrariamente cristalizzate in un’enfasi senza costrutto ed in comportamenti devianti e deviati.

Ciò che lascia esterrefatti nell’esercizio del potere governativo applicato in Qatar é l’attenzione verso investimenti finanziari efficaci ed il continuo monitoraggio delle loro “performances” . Contrariamente alla tipica attitudine delle famiglie regnanti negli emirati,  la concezione imperante qui é di far fronte, prepararsi in anticipo al momento in cui il flusso miliardario delle risorse proveniente dall’estrazione petrolifera e dei giacimenti di gaz non sarà più altrettanto florido. Secondo il Piano Strategico di lungo termine, (National Development Strategy) pubblicato nel primo semestre di quest’anno, il flusso di denaro  proveniente dagli idrocarburi subirà un netto calo.

Quest’ultimo sarà compensato da una crescita delle risorse LPG ,cioè oltre il 25% nei prossimi 3 anni. Mentre il prodotto petrolifero manterrà una crescita stimata tra il 5/6%.  Sulla base di questi dati, il PIL dal 2012  é previsto raggiungere i 214 miliardi di PIL nel 2016, cioé raddoppiare, mentre la ricchezza pro capite dovrebbe raggiungere i 114 mila dollari!

La previsione dei dati macro non si ferma al solo sviluppo, ma prende in considerazione anche l’impatto dell’economia globale e dei principali mercati di riferimento sul futuro del paese. 

A fronte di una crisi che vedrà il costo del barile di petrolio ridursi, anche al di sotto la fatidica soglia  degli $8o/barile , si conferma che anche  questo scenario non avrà alcun impatto materiale sui livelli di spesa governativi e sull’entrate degli investimenti esterni.

Investimenti che che la famiglia Al-Thani detiene in tutto il mondo.  Fondatrice e maggior azionista della televisione satellitare Al Jazera.  In quest’ultimo quinquennio ha privilegiato l’Europa , al pari di altri emirati , lasciando gli USA , preferiti fino al decennio scorso.  Euro, UE, logica di mercato, quote di mercato petrolifero interne , queste le ragioni principali. Germania in testa : BMW, Mercedes,Deutche Bank, varie società energetiche tedesche.  Siedono nei loro consigli di amministrazione , ma anche GB  con partecipazioni in RBS e Lloyds ,in  Spagna in Iberdrola , quasi niente di peso in Italia.  Stanno ora valutando di entrare in forza nel disastro finanziario realizzato dalla Lega e dal PDL  a Malpensa. Dopo la partenza di Alitalia e Lufthansa potrebbero essere loro  i salvatori di un HUB intercontinentale, mai divenuto tale. Vedremo…..

Tornando al prezzo del barile, considerate che questo rappresenta il più grande spauracchio economico-politico per tutti i paesi del Golfo (GCC).      Un indice della fragilità di queste economie, che non hanno per tempo posto in essere serie misure di diversificazione economica e che hanno livelli di spesa ben superiori alle loro capacità. Una riduzione degli introiti provenienti dagli idrocarburi metterebbe in serio pericolo la stabilità socio-politica di regimi che già oggi resistono a pressioni notevoli.In tal senso per ovviare a questa prevista riduzione, investimenti di varia natura sono previsti per lo sviluppo e sfruttamento dei giacimenti gaziferi. Circa 65 miliardi nei prossimi 2 anni.

Ben 100 miliardi di dollari quelli previsti tra il 2015 ed il 2022 che prevedono lo svolgimento dei campionati mondiali Fifa in Qatar. Di cui  $28 miliardi per la Metropolitana  e $13.5 miliardi per lo sviluppo delle infrastrutture stradali del paese.Oltre a  $10 miliardi per lo sviluppo di una rete di comunicazioni wifi.

Ecco, a fronte di questi dati ,comprenderete quale possa essere il mio umore quando vedo “i beduini” ,che provengono dalle più qualificate università del mondo , governare le risorse e lo sviluppo del loro paese in tale maniera ed ascolto un presidente del consiglio 75 enne che dalla bassezza del suo curriculum reale ,d’imprenditore del niente, della sua andropausa cavalcante, cita meriti mai acquisiti.  Ed in nome di una democrazia solo formale ancora una volta, grazie al mercato dei voti , otterrà nuovamente la fiducia per governare  questo disgraziato paese.

Buona vita a tutti.

 

 

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Una risposta a IL PARADOSSO DELL’ABBONDANZA

  1. rossana citelli ha detto:

    A ecco! capito..

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