ANALISI DELLE PRIMARIE DELLA SINISTRA FRANCESE


La Rochelle 2011 Manuel Valls Ségolène Royal M...

Image by Parti socialiste via Flickr

E’ un  tema verso il quale nutro un certo interesse, non solo perché sono molto affezionato a quel paese, che per certi versi ci assomiglia, che invece per altri é molto diverso. Ma anche perché l’evoluzione del PS francese si delinea in una parabola che  nel trend e nella forma assomiglia a quella del PDS divenuto PD.

Un elemento  completamente assente nella storia ed evoluzione del PS é l’assenza e la ricerca della componente cattolica. La Francia paese tra i più laici ,se non più laico d’Europa, non ha tradizione di compagini partitiche cattoliche attive. Esiste una formazione centrista, ma certo non segue , nè appoggia la conferenza episcopale francese, che per sua storia e natura non interviene  mai sui temi centrali della politica. Una chiesa quindi più ecclesiale, prossima al credo ed ai temi religiosi  dei credenti. Questa è una prima grande diversità di contesto.

Questo primo turno di primarie ,il secondo si svolgerà tra una settimana, ha visto Hollande raggiungere il 39% contro il 31% della Aubry. Terzo incomodo  il deputato del Saone et Loire  Arnaud Montebourg con il 17%. Va detto che queste primarie sono aperte a tutti i cittadini interessati ad esprimere una preferenza ed i candidati partecipanti al primo turno appartenevano a vari movimenti della gauche , non solo al PS. 

Quarta é giunta nello scrutinio la ex consorte di François Hollande, Segolène Royale, che é stata praticamente ignorata dall’elettorato,  7%.

L’analisi del voto ci pone di fronte ad una divisione tra i sostenitori di Hollande e quelli di M.me Aubry che ricorda in parte la stessa divisione all’interno del PD . I primi tendono a formare un asse Hollande- Valls che si  posiziona e ricerca un dialogo a  destra  del partito, simile alla politica dei Franceschini,Letta, Veltroni  e Renzi che rimproverano a Bersani il dialogo avviato con IDV e SEL.  Questa é quella che si tende a definire, sulla stampa francese e anche all’interno del partito, la “gauche molle” . Che ha recentemente ottenuto  il sostegno dei radicali di sinistra rappresentati dal segretario  Baylet.   A questa si oppone la “gauche forte”, rappresentata dalla Aubry ,ma ancor più da Montebourg. 

Quest’ultimo potrà certamente influenzare l’orientamento di coloro che lo hanno votato al primo turno determinando in tal modo la potenziale vittoria di uno dei due candidati al secondo turno. In realtà nelle più recenti dichiarazioni ha invitato i due vincitori a confrontarsi con i temi principali della sua piattaforma per permettere  agli elettori di scegliere oculatamente il candidato che sfiderà Sarkozy a fine Aprile 2012.  Da parte di entrambi si cerca di non alzare i toni, di non far percepire la competizione come la battaglia di una gauche contro l’altra. Di uno scontro senza esclusione di colpi. 

Assai difficile, ma certo l’elettorato di sinistra dovrà al secondo turno esprimere attraverso il voto non solo la preferenza , ma la capacità e tenuta del candidato finale, soprattutto “l’appeal”  e la sua forza nel  contendere e possibilmente battere Sarkozy .

Attualmente Sarkò non gode di molta popolarità, il 68% dei francesi non lo ritiene idoneo al ruolo.  Un  rischio, anche se limitato, potrebbe essere la sconfitta alle primarie di Sarkò ed un duello tra M.me Le Pen ed il candidato socialista. Quello che a parti invertite accadde 10 anni fà ,quando i socialisti, al secondo turno, dopo la sconfitta della Royale , furono costretti a votare  in percentuali assai elevate per Chirac per non fare eleggere Mr.Le Pen! Non ritengo possibile questo scenario, anche se l’antipolitica, l’antipartitismo é molto in voga nell’ Europa contemporanea .I

In particolare a causa del sentimento di non rappresentatività  che sussiste in gran parte dell’elettorato sia di destra che di sinistra. Hollande ,come scrivevo recentemente, é un mediatore nato, che tende però a dare di sé una percezione d’indecisione assai pronunciata. Il suo slogan  é il ritorno alla normalità dopo un quinquennato piuttosto baldanzoso e poco concreto di Sarkozy. Ricorda talvolta per certi versi la bonomia di Prodi.Ma a sua differenza non ha mai avuto ruoli  di responsabilità governativa, contrariamente alla Aubry.  

Durante i dibattiti televisivi sui temi principali ;  nucleare, contratto sociale generazionale per favorire l’occupazione giovanile, la politica dell’istruzione nazionale,  cumulo dei mandati , alla forza ed aggressività mostrate da Montebourg , dalla stessa Martine Aubry , ha spesso glissato, senza rispondere a tono.

Il deputato – sindaco di Lille, Aubry,  sembra ora, nonostante il 31%  dei voti e quindi con un distacco di 8 punti, quasi più in palla e ritenuta capace di calamitare su di sé una notevole quota parte degli elettori di Montebourg e del voto femminile.

Occorre inoltre ricordare che entrambe queste “gauches”, ( sinistre) provengono dalla stessa matrice  ideologica , l’eredità europea e sovranazionale di Jacques Delors, di cui la Aubry é figlia.

Per cultura e formazione quest’ultima possiede una visione più ampia del processo d’integrazione europea, mentre Hollande  incarna il politico francese medio , più legato ai temi nazionali. La sua ascesa all’interno del partito riflette la sua dimestichezza con i temi  domestici. Certo che i toni della campagna e le reazioni dei candidati acquisiranno una portata notevole in termini di capacità di spostamento di voti . Mercoledì sera ,su France 2 , ci sarà un dibattito tra i due che assumerà un certo peso nel determinare ,agli occhi dell’elettorato di sinistra, quale sia il candidato più attrezzato per battere Sarkozy. Già oggi Montebourg ,come annunciato, farà pervenie ai due candidati una lettera con alcune considerazioni a cui dovranno rispondere.

Difficile per lui non schierarsi. Non farlo, di fatto significherebbe bruciare il 17% di voti raccolto. Schierandosi renderà più facile la sua collocazione nel futuro. Certo, i sondaggi davano lo scarto di voti tra Hollande e Aubry molto più ampio.  Non sarà facile per lei battere il candidato che la stampa tendenzialmete ha da sempre indicato come favorito. Da un punto vista di “alta politica” entrambi hanno una visione più europeista della destra dell’UMP, cioè del partito di Sarkozy. Meno succube nel nucleare, meno interventista in senso militare, meno neo colonialista in politica estera, particolarmente verso il nord – africa ed il medio oriente, dove invece il movimentismo di Sarkozy é stato recentemente continuo e costoso. Sicuramente meno velleitaria della posizione italiana, così come espressa da Frattini ieri ,che non sapendo cosa dire sul tandem franco-tedesco , non ha trovato di meglio da dire che non ci può essere un duopolio strategico sulle sorti europee.

Peccato che 17 anni di politica di centro destra abbiano disintegrato la credibiltà e la posizione di “partner europeo a tutto tondo”  di cui l’Italia ha sempre goduto in passato.  Sembra che Frattini manchi di senso storico ,oltre che del ridicolo!

Interessante l’affluenza al voto di queste primarie, 2.5 milioni di elettori, salutati con grande entusiasmo . Pensate, alle primarie più recenti del PD votarono 4.5 milioni. Non é che ci manchi l’affluenza, ma un rinnovamento vero del ceto politico in generale ed in particlare del PD.  Un senso civico e laico marcato ,che facciano intendere la volontà vera di cambiamento. Ma questo è l’eterno “refrain” della sinistra italiana : Riformismo a geometria variabile! 

Difficile un pronostico per le primarie francesi. Tendenzialmente attribuisco un peso minore al vantaggio acquisito da Hollande. Considero infatti possibile che Martine Aubry possa superare Hollande,se i suoi interventi sui media saranno improntati a chiarezza d’intenti e piglio autorevole.

Buona vita a tutti.

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Una risposta a ANALISI DELLE PRIMARIE DELLA SINISTRA FRANCESE

  1. rossana citelli ha detto:

    Grazie….adesso ho le idee più chiare..!

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