EUROPA , DIFFERENTI VISIONI TRA FRANCIA E GERMANIA


Max Weber, sociologist

Image via Wikipedia

Una visione della crisi e della congiuntura attuale  tra Germania e Francia va sempre più differenziandosi. Non é cosa da poco, tenuto conto che nel bene e nel male questi due paesi rappresentano sempre più la guida politica della Ue. L’Italia avendola perduta per mancanza reale di credibilità dei suoi rappresentanti governativi , la GB per la sua fondamentale ritrosia a parteciparvi ed oggi per l’impossibilità reale di ottemperare ai requisiti dell’area Euro. A prescindere poi dal volere dei sudditi britannici che da sempre ,nel caso di referendum, voterebbero contro l’adesione.

In primo luogo la differenza più immediata e di riferimento é la posizione tedesca circa l’attribuzione delle risorse finanziarie che dovrebbero andare a costituire il Fondo salva Stati,o EFSF.   Di questo fondo di cui la stampa europea parla ormai da più di un mese si é detto di tutto. In generale si é associata la sua costituzione alla neccessità di fare fronte alla crisi finanziaria dei paesi più piccoli della UE: Grecia, Irlanda  e Portogallo. In questa ottica esso rappresenta un passo avanti nella difesa comune  in senso organizzativo e pianificato di crisi economiche eventuali . Una sorta di camera di compensazione che tenda a calmierare gli effetti speculativi e metta i paesi al riparo da situazioni contingenti.

In un secondo momento, quando anche paesi del calibro della Spagna e dell’Italia hanno, per ragioni molto diverse, iniziato a subire gli effetti sinergici della crisi, si é cominciato a parlare di eurobonds. L’idea in sé potrebbe funzionare, ma solo in presenza di un coordinamento delle politiche finanziarie tra i vari paesi dell’area Euro. Così però non é.  Perché al momento sarebbe la sola Germania ad accentrare su di sé il peso delle emissioni in senso di garantirne il valore  e la certezza.

Recentemente, a questa considerazione se ne é aggiunta un’altra ,molto più grave dal punto di vista economico,ma che l’informazione tende ad omettere , o meglio a sottacere. Quale? Semplicemente che al di là del salvataggio della Grecia ,ormai di fatto accettato dal governo e dai cittadini tedeschi,  si tratterebbe di salvare il fondoschiena delle banche francesi. Quelle più grosse ed esposte in Grecia ,ma anche in Belgio. Societé Générale, BNP, Credit Agricole ecc.Il loro valore di borsa dal 2008 si é già ampiamente dimezzato.

Sarkò non gode del supporto  politico, ormai in via d’estinzione, del governo britannico che, come Giano bifronte, predica liberalizzazioni e laissez faire altrove ,ma in casa pratica la più becera nazionalizzazione che si sia mai vista in tempi moderni . Visto che  dal 2008 la partecipazione dello  Stato é arrivata nel 75% delle banche britanniche. Ciònonostante Moody’s ha oggi abbassato il rating di 12 banche britanniche di cui due fra le maggiori, Lloyds Bank Group e Royal Bank of Sotland ( detenuta all’80% dalla stato) salvate dalla nazionalizzazione più ,o meno forzata nel 2008/2009. Il bello é che dalla GB e dai suoi territori parte il 70% degli attacchi speculativi alla UE.

Ma torniamo alla Francia.  Giustamente il governo tedesco ,anche alla luce di quanto accaduto negli USA, cioé degli 850 miliardi di QE1 , immissione di liquidità decisa da Obama, per alleviare gli effetti della crisi, che sono finiti nelle casse di quelle banche che di fatto avevano causato le bolle sparendo. Non contenti di vedere quegli Isituti approfittare di quegli aiuti per continuare a speculare, hanno deciso per una seconda QE2 che si é conclusa con un nulla di fatto! Ecco, sarebbe il caso che se si vuole rilanciare l’economia reale e l’occupazione i provvedimenti di stimolo scavalchino le banche e utilizzino altri canali. Lo dico perchè il rischio che Bernanke passi ad una QE3 a fine Novembre é reale…..

I tedeschi, pragmatici come sono, vogliono quindi intelligentemente evitare che ciò possa accadere anche in Europa. Le Banche che hanno operato male hanno il diritto/dovere di fallire ,o di essere poste in vendita con i loro sportelli , assets, e debiti. Non di essere aiutate a continuare a far danni ai risparmaitori ed in ultima analisi alla collettività.   La difesa del risparmio e dei risparmiatori passa anche attraverso istituzioni come le banche centrali e, in ultima analisi, la BCE che devono proteggere il buon funzionamento del sistema del credito.

Per inciso ecco perché le banche centrali devono essere “superpartes”, non collegate in alcun modo ai governi dei rispettivi paesi. E quindi i governatori delle stesse devono essere “professionalmente ed ideologicamente profondamente indipendenti dai ministeri del Tesoro” che rappresentano la linea politica dell’esecutivo. Linea che  talvolta può essere “profondamente in contrasto e contraddizione con il bene pubblico” nel suo complesso, nel medio termine. Penso abbiate compreso e non vi sia ragione per una vignetta!

L’interpretazione tedesca del funzionamento del Fondo é, a mio avviso, corretta e fondata. Ovvero il Fondo ,solo in caso di grave pericolo della stabilità dell’area, potrà , se del caso, operare anche nei confronti ed a favore degli istituti bancari.  Questa, d’altronde, è la fedele interpretazione che si ricava dalla sentenza della Corte Costituzionale federale della settimana scorsa che ha, sì permesso l’intervento della Germania, ma sottoponendolo a precise condizioni. Domenica ,a Berlino, in un ennesimo vertice franco-tedesco, Sarkò ci riproverà a convincere la Merkel ad intervenire in aiuto dei suoi maggiori istituti. Da cittadino europeo  mi auguro che l’etica protestante, la Beiruf, tanto cara a Max Weber,  sappia negarsi di fronte ai pianti cattolici, perdonisti  dei nostri amici transalpini.

Credo che il primo dovere di un governo etico e morale, per quanto sia difficile riunire queste qualità in un esecutivo, sia quello di allocare le risorse finanziarie al meglio e con la massima oculatezza , così come il comportamento del buon padre di famiglia.

Le condizioni  francesi non depongono a tale favore. Se Dexia, SG ,ecc,hanno contratto debiti oltre misura ,vorrà dire che saranno le autorità politiche francesi a doversene occupare, nei modi precedentemente descritti. Allo stesso modo ritengo che la favola degli eurobonds del tributarista di Sondrio, che a mio modesto parere genio non é ,ma sicuramente intellettualmente truffaldino, sia da accantonare.

Almeno fino a quando il peso , le garanzie, gli obblighi che derivano da queste eventuali emissioni non sia costruito e poggi su basi più ampie, su una maggiore integrazione della politica economica degli stati che partecipano all’Unione monetaria europea.

Gli Stati nazionali, questa é la mia personale convinzione,così come il  ceto politico di quei paesi, devono cominciare a fare dei passi indietro e permettere all’area UE di dotarsi du una politica comune . Non solo in ambito macro-economico, ma anche militare, strategico e sociale. In tal modo si risparmierebbero miliardi di euro, oltre a migliorare efficienza e performances generali.

Smettiamola di far credere ai popoli europei di poter sopravvivere da nani in un mondo di giganti. Occorre dire la verità . Sarkò, Merkel, Cameron, il povero Berlusconi  ecc . individualmente , in termini di Stati da loro rappresentati, da soli non contano ormai più niente di fronte al divenire ed alla globalizzazione. Solo una Comunità d’intenti e di interessi può dare riparo e fornire le motivazioni, le capacità necessarie a progredire.

Buona vita a tutti.

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in europa, politica-economia, relazioni internazionali e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.