BORGHESIE PARASSITARIE


Text logo of Fiat

Image via Wikipedia

Il bellissimo articolo di fondo di A. Statera ,apparso su Repubblica di ieri 2 Ottobre, mi aveva ricordato, se ve ne fosse stato bisogno, la fondatezza del tema. La partecipazione , o meglio la non partecipazione attiva ,della borghesia industriale e non  allo sviluppo e modernizzazione dell’Italia.  La sua storica, pervicace adesione al conservatorismo più retrivo ,tipico  di una società che sui privilegi e sulle rendite ha da secoli fondato la propria permanenza al potere.

Cefis ,Montanelli per citare solo alcuni tra coloro che negli ultimi decenni hanno analizzato e descritto le sciagurate scelte politiche e strategiche compiute ai danni del pubblico interesse. Un movimento che, nel continuo riallinamento e riposizionamento, tende a mantenere immutati gli equilibri ed il peso economico della casta che non si rinnova per merito ,salvo rare occasioni ,ma per partenogenesi.

Intendo con ciò dire che si attiva non con l’apporto di capacità, di mix riproduttivi ,di nuovi innesti genetici. No avviene senza alcuna fecondazione, per  funzionale riproduzione della specie.

E questo senza che quest’ultima abbia meriti specifici. No, semplicemente per ereditarietà dei gameti. Ecco questi rampolli tali restano. Rari sono gli esempi meritocratici. Ecco quindi che la decadenza della specie si trasforma per molti settori economici di questo paese in una drammatica transizione generazionale. Ho già in passato affrontato il problema da vari punti di vista.

Oggi , la decisione del Gruppo Fiat di abbandonare Confindustria e con essa la volontà, non più celata, di voler rompere di fatto un patto sociale ,ma soprattutto interno ad ogni azienda , la libertà di licenziare tout court, produce un effetto dirompente sull’intero corpo sociale. Per esperienza personale diretta di management, non avrei mai immaginato un tale atto di rottura.

Intendo con ciò dire che in azienda sia essa multinazionale ,che locale, esiste un patto tacito tra C.d.A. e forza lavoro. L’azienda si fà carico dei propri dipendenti in cambio di una partecipazione attiva alle sorti aziendali. Rompere questo patto di base senza ragioni reali in un periodo di crisi generale ha un significato che và al di là della semplice diatriba interna all’azienda  e/o al settore.

E’ ancor più inaccettabile quando si pensi che lo Stato italiano da sempre ha trattato quell’azienda con i guanti bianchi. Concedendole privilegi impensabili altrove. Mettendole a disposizione facilitazioni fiscali, prestiti ed aree  ,si pensi a Melfi o a Termini Imerese ecc.

Giusto in questi ultimi 3 anni, se i dati di cui dispongo sono corretti, e lo sono senz’altro ,se non per difetto,  lo Stato italiano, questo governo, ha speso per Cassa integrazione guadagni, o Cassa straordinaria relativa al settore auto qualcosa come 4 miliardi e mezzo di euro.  Cioé questo Stato ha mantenuto per conto del Gruppo Fiat/Iveco/ Alfa Romeo/Irisbus ecc.ecc. migliaia di lavoratori al minimo salariale per permettere di ammortizzare la crisi aziendale e “soidisant settoriale”. 

Nello stesso tempo però in Germania tutte le aziende di auto (Volkswagen-Audi-Mercedes-Opel  ) hanno riconosciuto a Marzo agli operai iscritti al sindacato unitario IG Metal  500 euro una tantum ed un incremento salariale del 3.5%. Il totale intervento pubblico tedesco, in particolare su Opel ,non ha superato i 120 gg, con un esborso da parte dei Landers interessati  non superiore ai 2 miliardi di euro per il triennio.

Nel contempo la VW ha immesso 12 nuovi modelli, l’Audi 5, la Mercedes 6, la Opel 4. Hanno investito cioé ,sia in termini tecnologici, sia rafforzando il brand -image dei loro marchi nei confronti del loro target di consumatori.

La Fiat per decisone del vertice ha deciso di non introdurre alcun nuovo modello fino al 2013, ha perso la metà della quota di mercato europea  e domestica, ha perso conseguentemente immagine sul mercato esterno ed interno, ha chiuso Termini Imerese, minaccia la chiusura di Portici e delle attività degli stabilimenti ex Bertone in Piemonte. In compenso importa il Freemont ed altri modelli per mantenere la quota di venduto, di origine americana, per ottenere i benefici previsti dagli accordi con il governo USA.

FIAT sta rapidamente divenendo FIAD , fabbrica italiana automobili Detroit.

E’ evidente che a fronte di un AD che come C.F.O è geniale nel rispondere alle richieste del C.d.A , ma come DG non risponde minimamente all’esigenze di sviluppo industriale dell’azienda, conducendola ad un disastro commerciale già annunciato.

Ma  questo  é il vero problema di uno Stato degno di questo nome. Dovrebbe prendere questo Gruppo per il colletto  e stringere bene il nodo in un confronto negoziale  dove sarebbe perdente. Così come con Fiat , dovrebbe essere fatto con molti altri gruppi d’interesse nazionale, che in passato hanno goduto delle “attenzioni particolari ” da parte degli enti, banche, istituti,ministeri ….. Che ne hanno alleviato i pesi economici ed i fardelli fiscali con interventi “ad hoc” ,o addirittura settoriali !

Badate bene non mi riferisco ad azioni di carattere collettivistico, ma semplicemente di presa d’atto, di responsabilità e quindi d’impegno serio, definito, concordato, liquido , con lo Stato per un rilancio da parte di questi 80 gruppi multinazionali,  a conduzione familiare , che costituiscono l’industria italiana.  Certo se non c’é uno scatto di orgoglio da parte di questi ultimi e  non c’é un Governo capace di determinare questa saldatura tra  interesse generale ,primordiale ed interesse privato,  l’Italia é destinata nel giro di un decennio ad agonia certa.

Giusto per intendersi , il 99.2% delle aziende italiane é composto da PMI. Lo 0.8% restante raggruppa circa 3000 aziende . Quelle cioé  in grado di avere un flusso di denaro sufficiente per R&D ,investimenti tecnologici e per praticare una vera politica d’espansione della propria quota di mercato sia domestica, che nei mercati elettivi nei quali operano.

Ecco, non ci vuole  una pletora di Nobel per capire che anche quelle 3000, se non cambiano rapidamente rotta in senso strategico ,venendo meno l’indotto di cui dispongono  (le PMI) in ogni loro settore operativo, a medio termine, saranno tutte morte ,o vendute.

Ed allora in un paese serio, che ha memoria di sé, gli imprenditori,quelli veri,  hanno un ruolo ben definito da svolgere. Rimboccarsi le mani e rimettere il paese in condizione di riprendersi ,dopo che per decenni hanno goduto e investito “altrove” i profitti generati nel paese.   Certo con l’aiuto di tutti noi ,dello Stato e delle forze sociali . Non  provocando conflitti idioti ed inutili, né lanciando anatemi pro domo centristi.

Il buon Della Valle non me ne voglia.  Per le sue partecipazioni  in Mediobanca, BNL, NTV, Sachs….E’ certamente nel Gotha.   Che si faccia promotore con  altri imprenditori capaci , Bombassei, Del Vecchio, ecc.     gente che la competitività la pratica…non i Benetton, i Gavio ,i Marcegaglia i Montezemolo ecc. che hanno goduto e godono di piccoli oligopoli ,concessioni cedute  loro dal Governo e del cash flow per tirare avanti……

Che chiamino a raccolta i loro simili per un reale cambio della guardia che sia davvero riformista ed epocale.  Spendere oltre 1 milione mezzo di euro sulla stampa nazionale per una levata di scudi personale é comprensibile per la rabbia, ma non é certo strategica ,né producente …… 

Il rischio altrimenti é che il nuovo, tanto desiderato e sbandierato, sia quel centrismo logoro, immobile, che si fonda sui vecchi equilibri della balena bianca . Quel centro cattolico, da maggioranza silenziosa che, come predicato dall’eminenza grigia Ruini,  si rimette a condurre il vapore per portarlo  definitivamente a fondo.

Perché scrivo questo? Semplicemente perché la crociata é già iniziata, la volontà di ricostitutire un centro gravitazionale ,come lo definirebbe Battiato , é nell’animo di questa borghesia parassitaria ed accattona che, dopo l’avventura disastrosa del berlusconismo,vuole ripetere se stessa in altro modo, commettendo gli stessi errori. La società civile ha necessità di cambiamento reale.

Gli imprenditori hanno il dover di partecipare affinché la politica torni a privilegiare l’interesse pubblico. L’unico che in realtà può far progredire e generare profitti anche per quello privato, non attraverso connivenze, lobbismo e pratiche sottobanco, ma con vera intraprendenza .

Buona vita a tutti.

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in europa, politica-economia, relazioni internazionali e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a BORGHESIE PARASSITARIE

  1. rossana citelli ha detto:

    SEI UN’ICONA…!

    Mi piace

I commenti sono chiusi.